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La psicologa Ilaria Quattrociocche La psicologa Ilaria Quattrociocche

Buoni propositi e obiettivi raggiungibili. Nuovo anno, non ti temo

Da poche ore è arrivato il 2021 e probabilmente molti di noi hanno già preparato anche la lista dei buoni propositi perché con l’arrivo del nuovo anno si rinnova il desiderio di fare progetti, di cambiamenti, ci poniamo nuovi obiettivi da raggiungere per migliorare la nostra vita. L’arrivo del nuovo anno viene vissuto come un momento di svolta: si chiude un capitolo e ne inizia uno nuovo, in cui possiamo essere più felici, più determinati e, mai come ora, più sereni. Per molti è un momento di bilanci e di verifiche, ci si concentra su ciò che si è ottenuto nell’anno appena concluso e​ possiamo esperire sentimenti di frustrazione per ciò che non si è riusciti a realizzare. Eppure, nonostante possa capitare di inserire alcuni dei propositi già indicati nella lista dell’anno precedente, quella stessa lista ce la riproponiamo pieni di ottimismo: “quest’anno riuscirò a seguire una alimentazione più equilibrata!”, “lo sento, il 2020 è l’anno in cui troverò la mia anima gemella!”, “senz’altro quest’anno riuscirò a leggere più libri!”. Ma ecco subito una raccomandazione: non c’è motivo di abbattersi. Infatti capita a molti di riproporre gli stessi obiettivi di anno in anno perché può essere molto difficile mantenere i propositi che ci diamo. E allora come possiamo riuscire a raggiungerli? Di solito Le nostre liste di “buoni propositi” sono elaborate con le migliori intenzioni, eppure anche dopo poche settimane o pochi mesi può succedere che ci blocchiamo. Probabilmente perché abbiamo scelto dei propositi che si avvicinano più a “sogni” o a desideri poco realizzabili. È inevitabile allora abbandonarli se sono troppo complicati da ottenere o se richiedono uno sforzo e un impegno al di sopra delle nostre reali possibilità o capacità.​

Un po’ come voler correre la Maratona di New York senza essersi mai allenati: saremo senza fiato e con le gambe doloranti dopo pochi metri e non si arriverà alla fine della gara (www.psicologiacontemporanea.it). Quindi, forse, in questi anni di buoni propositi non mantenuti, abbiamo usato una strategia sbagliata.​ Potrebbe essere successo che abbiamo scelto propositi non così adatti a noi e al nostro momento di vita e per questo impossibili da realizzare.

La programmazione neuro linguistica (PNL), un modello di comunicazione interpersonale che si occupa principalmente della relazione fra gli schemi di comportamento di successo e le esperienze soggettive, propone il metodo degli obiettivi ben formati. Questo metodo presenta dei criteri attraverso i quali si può procedere, in modo più funzionale, alla definizione dei nostri obiettivi.

Un obiettivo è "ben formato" in PNL quando: è espresso in termini positivi; è sotto la responsabilità​ di chi se lo pone; è verificabile / misurabile; è specificato il tempo che ci vorrà a raggiungerlo; è sensorialmente basato, cioè abbiamo le risorse per raggiungerlo; è ecologico e salvaguarda i vantaggi dello stato presente. Elaborando i nostri obiettivi con questi criteri possiamo aumentare le possibilità di raggiungerli. Infatti può accadere che il nostro inconscio venga attivato nella direzione del raggiungimento dell’obiettivo e non in conflitto con la nostra parte conscia. Definire l’obiettivo in maniera positiva fornisce la direzione all’inconscio e permette al sistema di attivazione reticolare di essere posizionato su “on” (acceso). In questo modo l’inconscio ci permetterà d’identificare le opportunità che si presentano per raggiungere gli obiettivi. Il risultato definito in maniera specifica e sensoriale permette inoltre all’inconscio di comprendere esattamente che cosa desideriamo ottenere e gli fornisce una direzione chiara da seguire. Definire gli obiettivi in maniera ecologica ci consente di assicurare che il guadagno secondario della situazione attuale sia mantenuto.

Quindi può intanto essere utile scegliere quali obiettivi perseguire. concentriamoci allora su​

che sono veramente importanti e che realmente ci interessano. A cosa vogliamo fare e non a cosa dobbiamo fare. Perché abbia un senso all’interno del nostro progetto di vita e sia più semplice raggiungerlo, un obiettivo deve concorrere al nostro benessere generale. Tutto ciò che percepiamo come lontano dai nostri interessi o limitanti, che sottraggono tempo ad altre cose che ci interessano o che ci costringono a rinunciare a qualcosa che ci fa star bene, rimarrà nella lista senza venire seguito e ci farà sentire frustrati a fine anno, quando ci accorgeremo che, nemmeno questa volta, abbiamo portato a temine quel particolare proposito. E’ bene tenere a mente che mettere in pratica ciò che abbiamo pianificato non è semplice, ci vuole costanza e impegno e sono molti gli ostacoli che possiamo incontrare. Non facciamoci abbattere: usiamo la battuta d’arresto come segnale che quanto abbiamo previsto non era del tutto adatto o realistico e che quindi è necessario adattare solo un po’ il nostro percorso, facendo dei piccoli aggiustamenti.

 

“Come raggiungere un traguardo? Senza fretta, ma senza sosta” (Johann Wolfgang von Goethe).

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Ilaria Quattrociocche 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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