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Vincenzo Millico Vincenzo Millico

Calciomercato Frosinone, Coppitelli: «Millico ha colpi da top player»

«Colpi da top player e doti innate: Frosinone è la piazza giusta per il rilancio di Vincenzo Millico». Ne è sicuro Federico Coppitelli, allenatore conosciuto all’ombra del Campanile per le esaltanti esperienze vissute sulle panchine giallazzurre dell’Under 17 e dell’Under 19. Ma apprezzato anche dalle parti di Torino, sponda granata, per le tre stagioni trascorse al timone della formazione Primavera dal 1 luglio 2016 al 4 luglio 2019. E proprio nell’anno 2018-2019, sotto la sua preziosa guida, è sbocciato in maniera definitiva il talento cristallino dell’attaccante classe 2000, neo acquisto del Frosinone. «È un innesto importante – ha detto il tecnico nativo di Roma alla nostra redazione - perché si tratta di un ragazzo dotato di enormi qualità tecniche. La stima che nutro nei suoi confronti è infinita, avendo apprezzato da vicino il potenziale enorme in lui insito. Nell’ultimo periodo non ha giocato in maniera continuativa, faticando a trovare spazio in prima squadra. Pertanto, ritengo normale che adesso abbia il bisogno di completarsi facendo esperienza tra i grandi perché deve finire il suo bagaglio. E questi obiettivi possono essere raggiunti soltanto giocando. Vincenzo dovrà essere bravo a calarsi rapidamente nella realtà frusinate, ma il fatto che l’operazione sia stata effettuata ad inizio mercato è certamente un elemento positivo».

Una stagione da urlo nel 2018-2019 - Quel campionato Primavera 1 ancor oggi porta il segno di Millico tra i suoi attori protagonisti. Doppietta di rigore all’esordio contro il Palermo così, giusto per partire con andamento soft. Poi tanti colpi d’alta classe, fino alla doppietta da urlo con la Roma. Da manuale del calcio la prima marcatura realizzata con il marchio di fabbrica: destro a giro sotto al sette, la classica mattonella che ricorda il colpo identificativo di Lorenzo Insigne. Come dimenticare, inoltre, la splendida rete nel derby della Mole con la Juventus. «Fu un anno splendido – il ricordo di Coppitelli – con gioie ma anche sconfitte. Vincemmo la Supercoppa ma perdemmo la semifinale scudetto con l’Atalanta, oltre al ko incassato nella finalissima di Coppa per mano della Fiorentina. Una cavalcata pazzesca con Vincenzo trascinatore assoluto. Fece 29 gol complessivi e 9 assist. Era uno dei più incisivi della categoria, motivo per cui tutti all’epoca ci immaginavamo un percorso ben preciso e destinato alla titolarità in massima serie nel giro di poco tempo».

Federico Coppitelli
Federico Coppitelli

Un predestinato da cui ci si aspetta grandi cose - Effettivamente, all’inizio sembrava così. Perché quelle magie hanno proiettato con merito Millico nell’olimpo dei grandi. Il 24 febbraio 2019 l’esordio in A contro l’Atalanta (il 30 dicembre 2017 la prima convocazione da parte di Mihajlovic nello 0-0 contro il Genoa, ndr). 6 mesi dopo, il 1 agosto, la firma all’esordio in Europa League nel 4-1 calato al Debrecen. Un gol storico: con i suoi 18 anni e 354 giorni è diventato, infatti, il più giovane marcatore dei granata in tutte le competizioni. Accostato a Dejan Kulusevski e Dusan Vlahovic, altri 2000 oggi affermatisi in realtà blasonate come Juventus e Fiorentina, ha però fatto fatica ad emergere tra i big. Ma a Torino credono fermamente nelle sue qualità. Lo dimostra la cessione in prestito secco avvenuta pochi giorni fa ai Ciociari del patron, Maurizio Stirpe. Non è stato inserito neanche il diritto di riscatto, segno evidente di come la stima nutrita verso questa giovane sia rimasta immutata nonostante le difficoltà, incluso anche qualche infortunio di troppo. Il club presieduto da Urbano Cairo lo ha abbracciato quando aveva soli 12 anni. Moise Kean lasciò il vivaio del Toro per approdare in quello juventino. Lui fece il percorso inverso. E da allora è rimasto sempre lì: «È normale che ci sia fiducia attorno a questo ragazzo che, ripeto, ha colpi da top giocatore. Quell’anno in Primavera fu fantastico proprio perché in partite ad alto coefficiente di difficoltà, lui riusciva ad emergere sempre. E lo faceva determinando, aspetto non di poco conto. Kulusevski, Vlahovic, lo stesso Piccoli che poche settimane fa ha segnato a San Siro con lo Spezia e che era all’Atalanta, giusto per citarne qualcuno. Questi giocatori, oggi titolari in A, contro il nostro Torino non palesavano nulla in più rispetto a Vincenzo. Anzi, era lui ad emergere».  

Tattica, focus on -

Il destro è il piede naturale, nobilitato da un movimento ben preciso: partire da sinistra verso il centro e deliziare con assist o conclusioni a rete. Velocità e dribbling i punti di forza, tatticamente collocabili in un assetto ben preciso: «Se uno vuole andare dietro alle sue caratteristiche, il 4-3-3 è il vestito migliore. Abbina forza e tecnica in velocità palla al piede con quel destro a giro. Negli allenamenti gli ho visto fare cose impressionanti e ritengo che, con un po’ di lavoro, possa fare anche l’attaccante. Vi dico che, vista la sua incisività e tendenza a calciare spesso a rete, ho provato ad avvicinarlo alla porta facendolo giocare da seconda punta sia in un 4-3-1-2 che in un 4-4-2. Può fare tutto lì davanti perché ha ampi margini di miglioramento». E a Frosinone tutti sognano di vedere presto le magie di un predestinato.

Roberto De Luca

DA "L'INCHIESTA-QUOTIDIANO DI SERA" DELL'8 GENNAIO 2021

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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