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Lo stabilimento Alfa Romeo di Piedimonte San Germano verso la nuova stagione sotto le insegne Stellantis Lo stabilimento Alfa Romeo di Piedimonte San Germano verso la nuova stagione sotto le insegne Stellantis

Stellantis, la Cisl e la Fim di Frosinone chiedono il rilancio del tavolo regionale sull'automotive

"Stellantis … Nessuno si sottragga alle responsabilità del suo ruolo. Il “settore dell’automotive” è da anni fortemente condizionato dalla necessità di grandi risorse finanziarie, e nuove tecnologie per far fronte ai cambiamenti in atto sulla mobilità, sul cambio delle motorizzazioni e il continuo lancio di nuovi prodotti tecnologicamente più avanzati e rispettosi delle normative a salvaguardia dell’ambiente. Anche per queste ragioni la nascita di Stellantis, dalla fusione/comunione di FCA e PEUOGET, quarto costruttore al mondo di automotive, con oltre 8 milioni di auto, deve rappresentare, se ogni soggetto istituzionale (Nazionale, Regionale e Territoriale) svolgerà un ruolo attivo in tale contesto, una grossa opportunità per gli stabilimenti italiani e la loro prospettiva futura". Inizia così l'analisi del comparto auto fatta da Enrico Capuano, segretario generale della Cisl di Frosinone e Fabio Bernardini,  

"Proprio per approfondire i temi legati al ruolo che come Sindacato rappresentiamo in tale contesto - spiegano Capuano e Bernardini -, abbiamo coinvolto le strutture Regionali, di Federazione ai vari livelli, e Confederali al fine di aprire un confronto concreto e fattivo sullo scenario che riguarda il contesto provinciale ed in particolare il territorio del Cassinate. I dati ci rappresentano che dal 2017 i volumi produttivi dello stabilimento di Cassino sono purtroppo in continua flessione, toccando il dato più basso in assoluto nel 2020 con una produzione di 53.422 autoveicoli rispetto ad una capacità produttiva di oltre 350.000 (15,26 % di produzione reale rispetto alla capacità produttiva)".

"Lo scenario che si prospetta nel 2021 vede un peggioramento dei volumi di produzione di un ulteriore 20% a causa della messa fuori produzione del modello “Giulietta”, cessata lo scorso dicembre, dato che determinerà per tutto il 2021 l’utilizzo di ammortizzatori sociali al fine di mettere in sicurezza l’occupazione dello stabilimento FCA di Cassino, passata da circa 4300 addetti agli attuali 3400. Le speranze per un incremento degli attuali numeri, a condizione che il mercato risponda in modo positivo ovviamente, sono riposte sui due importanti restyling di “Giulia” e “Stelvio”, a cui si unirebbe, non prima di Novembre 2021, il nuovo modello Suv “Maserati Grecale”, costruito su piattaforma premium con motorizzazione ibrida. Elemento sicuramente importante ed al quale va data rilevanza è la constatazione che oggi il gruppo Stellantis ha solo Cassino che produce nel segmento premium e pertanto se vuole aumentare la propria capacità produttiva dovrà investire ulteriormente con altri prodotti".

"Ma - proseguono il segreario generale provincale ed il segretario Fim - questa opportunità deve realizzarsi attraverso uno sforzo univoco, tra tutti i soggetti che avranno la responsabilità di traguardare questa scommessa, atto a realizzare condizioni di reale competitività e a creare strumenti, oggi inesistenti, finalizzati ad attrarre gli interessi di una multinazionale a trazione Francese. La Finanziaria 2021 non ha di certo aiutato la nostra provincia ed in particolare quella parte di territorio legato all’automotive. Escludere la provincia di Frosinone dagli strumenti messi in campo per lo sviluppo del mezzogiorno è un errore gravissimo e il silenzio politico/istituzionale, dei soggetti preposti a rappresentare le istanze e le esigenze del territorio è un fatto molto grave. Creare un gap tra la bassa Ciociaria e chi si trova a pochi KM di distanza (la Campania) potrebbe generare un effetto tsunami producendo un esodo delle aziende subfornitrici presenti a Cassino, che stanno già pagando un prezzo importante nella discesa dei volumi dello stabilimento di Piedimonte, che semplicemente spostandosi di qualche Km potrebbero avere ingenti risparmi sia sul costo del lavoro sia sui costi di locazione degli immobili".

"Dal mese di Ottobre 2020 avevamo aperto un tavolo con la Regione Lazio ed il MiSE in cui come CISL avevamo ribadito il concetto che era necessario ed indispensabile realizzare strumenti ad hoc finalizzati a sostenere e far sviluppare l’indotto FCA e contemporaneamente strutturare investimenti atti a realizzare un polo integrato dell’Automotive - ricordano capuano e Bernardini -, coinvolgendo l’Università di Cassino. Abbiamo rappresentato a questo tavolo progetti concreti che miravano a traguardare questo obiettivo ma, inspiegabilmente, dalla seconda metà del mese di novembre tutto si è fermato. Eravamo in attesa di un testo che raccogliesse i capitoli delle aree di intervento, da parte della Regione Lazio, sulle quali ogni soggetto presente al tavolo, (Sindacati, Unindustria, Cosilam, Federlazio, ecc) avrebbe potuto integrare le proprie proposte e successivamente discuterle in termini di fattibilità reale, ma ad oggi il testo non è ancora pervenuto. Occorre che quel tavolo torni al più presto ad essere operativo per provare a reperire e strutturare risorse e azioni di natura straordinaria finalizzate a realizzare opportunità vere e reali per il settore produttivo della nostra provincia".

"Dobbiamo da un lato contenere e sostenere il necessario processo di evoluzione delle motorizzazioni ibride e degli asset collegati alla eco sostenibilità, dall’altro accompagnare le aziende nel necessario processo di trasformazione industriale, necessario a tenere il passo con gli altri distretti nazionali e transnazionali. Abbiamo bisogno, mai come in questo momento, di essere concreti e nessuno oggi deve sottrarsi alle responsabilità del ruolo che ricopre perché abbiamo la responsabilità di scrivere pagine che rappresenteranno realmente il futuro industriale della nostra provincia. Come CISL siamo pronti e disponibili al confronto con tutti, determinati a vedere realizzate progettualità nuove fondate su idee innovative necessarie a mitigare gli effetti della attuale finanziaria e realizzare opportunità vere per chi ha ancora la volontà di investire nel futuro industriale della nostra provincia", concludono Enrico Capuano e Fabio Bernardini.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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