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Foto Rogier Hoekstra da Pixabay Foto Rogier Hoekstra da Pixabay

"La follia a cavallo di un post" vista da Marco Galli

Si dibatte se sia giusto bloccare gli account di Trump, impedendogli di comunicare col mondo intero. Se sia un atto di censura aver impedito al Presidente degli Stati Uniti di cinguettare su Twitter. Personalmente sono contro qualunque forma di censura, perché ritengo non siano gli altri a dover decidere cosa io possa o non possa leggere, ascoltare o guardare. Nel caso dell’attuale, fortunatamente ancora per pochi giorni, Presidente americano la questione è ben più complessa.

Premesso che non è iniziato ora il pessimo rapporto con i social, i post pubblicati da Trump erano e sono fake pericolose intrise di odio e follia; un bombardamento continuo di idiozie sulla pandemia, – l’America sta pagando un prezzo altissimo per le scelte negazioniste di Trump – e una gragnuola di interventi falsi e criminogeni sulle elezioni perse da questo pittoresco Presidente sovranista, suprematista e negazionista.

Siffatto modo spregiudicato di mentire senza ritegno ha provocato l’assalto a Capitol Hill, al cuore della democrazia americana. Un’orda di invasati, eccitati dai discorsi folli del “loro” Presidente Trump, convinti che una lobby di pedofili succhiatori di sangue gli abbia rubato la vittoria elettorale, ha dato l’assalto al Parlamento, creando sconcerto in tutto il mondo e provocando diversi morti. Scene da paesi latino americani che non hanno suscitato alcuna reazione in Trump, che ha dimostrato per l’ennesima volta di essere ostile alla democrazia, pericoloso per l’America e l’intero pianeta.

Un uomo dietro al quale si muove il mondo oscuro dei gruppi fascisti e filonazisti, dei movimenti negazionisti e complottisti come QAnon. Un acervo di odio e razzismo, di sottocultura e follia che ha trovato nel peggior Presidente degli Stati Uniti un caudillo a buon mercato. Al grido “hanno rubato le elezioni”, questo universo di ciclopiche ignoranza e violenza ha dato l’assalto al Parlamento, riempiendo di selfie i social per mostrare, – spesso con sorrisi beoti -, i trofei conquistati nell’indegno saccheggio.
Trump non ha scritto post o detto nulla in quelle fasi drammatiche, salvo parlare tardivamente e ripetere la solita, pericolosa stupidaggine sulle elezioni rubate dai Democratici.

Chiudere le pagine social di un pericoloso sovversivo, ancora per poco, Presidente degli Stati Uniti, è stato un gesto intelligente per scongiurare che questo sovversivo evasore fiscale, forse sotto gli effetti della candeggina che si è inoculato per combattere la Covid-19, possa provocare ulteriori esiziali danni agli Stati Uniti e al mondo. Pensare che un “instabile” Presidente abbia in mano i codici di lancio delle testate atomiche fa rabbrividire, perciò spero venga rapidamente messo in condizioni di non nuocere al pianeta, rimandandolo a casa prima del 20 gennaio.

Ripeto, hanno fatto bene Twitter e Facebook a silenziare le pagine di Trump. Adesso, però, è il caso di toglierlo velocemente dalla scena politica, se non vogliamo ritrovarci uno Stranamore in carne ed ossa, con qualche fedelissimo maggiore Kong, con in testa un elmetto cornuto, a cavallo di un missile in volo verso la fine del mondo.

Marco Galli 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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