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Trump, cosa rievoca e insegna la sua volontà di potenza

Sin dalle ore immediatamente successive allo spoglio delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America, il Presidente uscente Donald Trump si rifiuta di riconoscere l’esito delle votazioni e la vittoria dello sfidante, paventando brogli e annunciando ricorsi legali. La scelta di Trump di non ammettere la sconfitta tramite un discorso pubblico risulta un unicum dal 1896 e costituisce un rilevante caso mediatico, come anche le dichiarazioni successive da parte di Trump e del suo staff, secondo le quali la transizione dei poteri sarebbe avvenuta verso una seconda amministrazione Trump.

Tali azioni suscitano notevoli critiche al presidente uscente da parte di gran parte dei mezzi d'informazione nazionali ed internazionali ed anche da parte di numerosi esponenti di spicco dello stesso Partito Repubblicano. Trump avrebbe insistito vigorosamente sulle sue posizioni, diffondendo prevalentemente tramite i social accuse riguardanti presunti malfunzionamenti ed irregolarità, nonostante la mancanza di prove concrete. Così il 14 dicembre il collegio elettorale ha eletto Biden come 46º presidente degli Stati Uniti d’America. L'amministrazione Trump è accusata di ostacolare illegalmente il normale corso degli eventi.

«Vinceremo alla grande», aveva twittato il presidente. “WE ARE MAKING BIG PROGRESS. RESULTS START TO COME IN NEXT WEEK. MAKE AMERICA GREAT AGAIN!” (Donald J. Trump (@realDonaldTrump) November 10, 2020)

Il 6 gennaio 2021, in occasione della seduta del Congresso degli Stati Uniti per la proclamazione dell'elezione di Joe Biden, una folla di manifestanti pro-Trump riesce ad oltrepassare il cordone di polizia a Capitol Hill e a raggiungere l'interno del Campidoglio. La sessione viene sospesa,  i membri del Congresso vengono evacuati ma la manifestazione, tutt’altro che pacifica, causa 5 morti e 13 feriti. Il comportamento incendiario del presidente Donald Trump, in queste ore è criticatissimo anche dai suoi ex collaboratori e da molti leader Repubblicani. Parla di “elezioni rubate” assicurando che lotterà fino all'ultimo per cambiarne il risultato, giustificando anche i suoi seguaci che hanno attaccato e devastato il Campidoglio mercoledì.

Questa successione di eventi e la particolare posizione unilaterale assunta da Trump, connotata da una “volontà di potenza” ad ogni costo, potrebbero rievocare, in alcuni aspetti, un concetto filosofico che, già in un passato non molto remoto, è stato utilizzato impropriamente dal nazismo: il superuomo di Nietzsche descritto in “Così parlò Zarathustra” (1883 - 1885). 

Zarathustra è il profeta persiano, vissuto probabilmente tra il 1000 e il 600 a.C, è il primo che ha tradotto la morale in termini metafisici e il primo ad accorgersi di questo errore fatale. Ed ecco che scende dalla montagna, dove si era ritirato per dieci anni all’età di trent’anni, per tramontare e permettere all’homo novus di affermarsi. Così si legge nella prefazione in merito al tramonto di Zarathustra e del suo annuncio, l’annuncio della morte di Dio e l’avvento del superuomo, in virtù del suo amore per gli uomini. Zarathustra si reca nelle prime città e annuncia: «io vi insegno il superuomo».

Finora gli uomini hanno sempre creato qualcosa al di sopra di loro stessi, mentre ora l’uomo sembra voler tornare indietro. La scimmia per l’uomo è oggetto di risa e dolorosa vergogna e questo deve essere l’uomo per il superuomo: il superuomo di Nietzsche è un nuovo tipo di uomo, non è un uomo potenziato come lo interpreterà D’Annunzio, non è un uomo evoluto in senso darwiniano, ma è l’uomo che va oltre se stesso, crea nuovi valori e si rapporta in modo nuovo con la realtà. Nel concetto di superuomo del noto filosofo tedesco è essenziale la volontà di potenza, che viene interpretata come movente della storia dell'uomo. Essa si presenta nella creazione della natura così come nelle strutture sociali, e va continuamente oltrepassata.

Nel superuomo non rientra, tuttavia, alcuna prospettiva di violenza o di spirito di dominio. Nietzsche non va assolutamente inteso come precursore di Hitler, in quanto nella figura del superuomo non viene identificato un capo carismatico, né viene contemplata una autoproclamazione a reggente di un qualsivoglia stato al fine di imporsi come potenza mondiale. Quello descritto dal filosofo è un annunciatore di una nuova figura di uomo. Zarathustra è colui che rende l'uomo consapevole di essere solo un ponte verso una sua più completa e "umana" affermazione, nella quale si serve di un supplemento di coscienza e di spirito per adempiere al soddisfacimento della propria esistenza.

Nonostante esso sia un modello del tutto a-morale, non può essere identificato come celebrazione del germanesimo, né con il superomismo  che potrebbe ricondurre oggi alle azioni di Trump. L'Übermensch per Nietzsche è inteso quasi come meta (nel suo significato etimologico di "oltre" e figurato di "fine")-uomo, a cui tendere e per cui venire selezionati ed educati; in quanto bisogna prima creare le condizioni psicofisiche interne ed esterne adatte perché il superuomo possa apparire. Lo scopo del superuomo dunque punta alla felicità immanente tramite la capacità creativa. Egli è visto come il grado più alto dell'evoluzione, ed esercita il diritto dettatogli dalla forza e dalla superiorità sugli altri.

Tutti gli occhi ora sono puntati su Trump, sempre più isolato dopo che il suo account è stato temporaneamente bloccato da Twitter, Facebook, Youtube e Instagram per le sue minacce e le sue accuse sul voto. Trump ha comunque promesso una transizione pacifica, pur ribadendo le sue accuse di brogli e avvertendo che questa "è la fine del più grande mandato presidenziale della storia, ma è solo l'inizio della lotta per fare l'America di nuovo grande”.

Ma il superuomo di Nietzsche sostiene l’accettazione totale della vita e anche, nel nostro caso, delle sconfitte.

Ilaria Quattrociocche

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