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Scuole, i presidi: disabili penalizzati dalla DaD. L'M5S: le regioni riportino gli studenti in classe

 "Il Coordinamento dei Presidenti Consiglio di Istituto di Roma e del Lazio esprime sdegno per il trattamento riservato agli studenti disabili che alla luce delle decisioni di proroga della DAD degli ultimi giorni risultano nuovamente penalizzati. Sono quei ragazzi con disabilita' intellettiva grave che secondo la Nota MIUR prot.388 del 17 marzo 2020 dovevano avere delle attenzioni particolari e invece sono stati dimenticati e sono scomparsi. Loro non sono in grado di seguire le lezioni da casa se non adeguatamente supportati. Erano stati previsti in tutti questi mesi dei laboratori integranti composti da piccoli gruppi misti di ragazzi normodotati e quelli con disabilita' intellettiva: quasi nessuna scuola nel Lazio li ha attivati. Si sarebbe potuto e dovuto "personalizzare " la loro DAD con lezioni individuali utilizzando materiale specifico o provando piu' di una volta a farli interfacciare nelle videolezioni con i loro compagni ma con un aiuto, un supporto ad hoc e invece nulla. Questi ragazzi non possono urlare ma il loro silenzio e' assordante e dovrebbe esserlo soprattutto per le nostre istituzioni che non hanno vigilato e non si sono attivate". E' quanto si legge nella nota del Coordinamento Presidenti del Consiglio di Istituto Roma e del Lazio. 

"Su 3,6 milioni di studenti delle scuole superiori che oggi sarebbero dovuti tornare in classe, solo in 220mila hanno potuto farlo. Ha ragione chi e' sceso in piazza a manifestare, perche' le Regioni non hanno alcuna valida giustificazione per non riaprire". Lo dichiarano, in una nota, i deputati e le deputate del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura. "La scuola e' un luogo a basso rischio di contagi- sostengono- Lo dicono innumerevoli studi e recentemente l'Iss ha rilevato in ambito scolastico solo il 2% dei contagi, c'e' stato tempo a sufficienza per organizzare la ripartenza e sono state dal Governo le risorse necessarie. I presidenti di Regione riportino studenti e studentesse in classe, perche' stanno ferendo, psicologicamente e materialmente, un'intera generazione che portera' con se' nel futuro le cicatrici. Devono essere chiare, a questo punto, le responsabilita'", sottolineano i portavoce: "Da una parte c'e' la maggior parte delle Regioni che sta disattendendo un impegno subito dopo aver firmato un'intesa con il Governo - se alcune di loro sono riuscite a riaprire oggi, vuol dire che hanno lavorato meglio; dall'altra, la ministra Azzolina e il MoVimento 5 Stelle che di difendere il diritto all'istruzione non hanno mai smesso. L'ultimo ottimo risultato e' l'aumento delle risorse nel Recoverye Plan: la scuola avra' oltre 20 miliardi rispetto ai 14 iniziali, di cui 6,8 solo per l'edilizia scolastica. Ci saranno investimenti per gli asili nido, per l'estensione del tempo pieno, la lotta all'abbandono scolastico, il miglioramento del collegamento con il mondo del lavoro. Stiamo guardando al futuro: e' questo che ci chiedono e che meritano i nostri ragazzi. Rubare i loro diritti, tradire le loro speranze e' da incoscienti", concludono i deputati del MoVimento 5 Stelle

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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