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Lazio zona arancione, le restrizioni da domani. Coldiretti: altri bar, pizzerie e ristoranti chiuderanno

A partire da domenica 17 gennaio il Lazio diventa zona arancione e, in linea con il nuovo DL, a partire dalla mezzanotte, adotta le seguenti misure restrittive: sono sospese tutte le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie,pasticcerie); vietato il servizio di asporto oltre le ore 18.00 per bar, altri servizi senza cucina e attività di commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati. Per i ristoranti resta invece consentito il servizio di asporto fino alle ore 22.00; nessuna restrizione per il servizio di consegna a domicilio; restano chiusi i centri commerciali nelle giornate festive e prefestive, mentre restano aperti gli altri servizi commerciali al dettaglio con consueti orari; resta consentita l'attività motoria nei pressi della propria abitazione e dell'attività sportiva in forma individuale; restano aperti i circoli sportivi; restano chiusi musei, cinema teatri e altri luoghi della cultura.

Scuola:  -A partire da lunedì 18 gennaio didattica in presenza al 50% per gli studenti delle scuole secondarie; -Scuole dell'infanzia, scuole elementari e medie in presenza. Attività formative e curricolari a distanza per le Università (ad eccezione delle attività formative e curriculari degli insegnamenti del 1° anno dei corsi di studio rivolte a classi con numero ridotto di studenti, quelle dei laboratori e altre attività quali esami, prove e sedute di laurea.

Questa nuova fase di restrizioni preoccupa la Coldiretti: "Sono oltre 256mila i bar, i ristoranti, le pizzerie e gli agriturismi costretti a chiudere nelle 15 regioni e provincia autonoma che nella nuova mappa sono diventate rosse e arancioni per l'emergenza Covid". E' quanto emerge dall'analisi della organizzazione che evidenzia che a pagare il conto piu' pesante e' la Lombardia che si classifica come la regione con maggior numero di attivita' presenti sul territorio con circa 51mila locali della ristorazione. La nuova mappa dei colori della pandemia, sottolinea la Coldiretti, "fa chiudere quasi 3 locali su 4 (71%) presenti in Italia fra bar, ristoranti, delle pizzerie e agriturismi nelle regioni rosse e arancioni dove e' proibita qualsiasi attivita' al tavolo, con un drammatico impatto su economia ed occupazione".

Nelle zone critiche "e' consentita la consegna a domicilio o l'asporto, con limitazioni fino alle 18 per i bar che riducono ulteriormente la sostenibilita' economica per giustificare le aperture tanto che in molti preferiscono mantenere le serrande abbassate". Una situazione che "rischia di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani fuori casa che nel 2020 sono scesi al minimo da almeno un decennio con un crack senza precedenti per la ristorazione che dimezza il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro", secondo le stime Coldiretti su dati Ismea.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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