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Carlos Tavares in una foto del Groupe Psa Carlos Tavares in una foto del Groupe Psa

La lezione del Pci, i vaccini bloccati, il giorno di Tavares e il romanocentrismo

I cento anni dalla fondazione del Pci riaprono il capitolo della politica che, negli anni, ha smarrito le idee e le passioni per cedere al carrierismo ed al personalismo. E’ avvenuto a livello nazionale ma anche sui territori. Il bello è che fa festa anche chi, pur avendo vissuto ed abitato nel Pci, ha finito per sistemare gli affari propri, lasciando alle chiacchiere senza riscontri di fatti la vicinanza ai più deboli e gli interessi di tutti. Così è. E a questi “comunisti” scappa giustamente da ridere al solo ricordo del rigore e della morigeratezza nei costumi che mostravano coloro che hanno tentato - invano - di lasciare un segno nelle loro coscienze e nella loro formazione personale. Del resto il Pd, erede di quella tradizione, asseconda senza battere ciglio un professore appena sbarcato in politica senza alcun voto popolare e vari signori che si sono inventati ministri senza competenze e preparazione, sposa strategie indefinite nel governo blando che dovrebbe gestire la crisi peggiore dal dopo-guerra. E che invece si trova a inseguire la stabilità fine a se stessa. La democrazia è sospesa e ogni democratico dovrebbe chiedersi perché, visto e considerato che in altri Paesi si vota al di là ed oltre la pandemia. Chi siede al governo dovrebbe anche interrogarsi sul motivo di tanto timore nel rimettersi al responso delle urne. Non lo fa perché, nel caso, vincerebbe la destra? Ammesso che sia così, l’aver perso consensi o non averne guadagnati è colpa di chi? Se davvero nel Pd c’è qualcuno che ha rimpianti per la lezione comunista, cominci con sistemare una nuova leadership degna di scelte autonome e coraggiose. Soprattutto, di sinistra.

La Regione Lazio ha scritto alle Asl avvertendo che da oggi è sospesa «fino a nuova comunicazione, la somministrazione di prime dosi vaccino a qualunque categoria di popolazione, sottoponendo a richiamo esclusivamente i soggetti che hanno ricevuto la prima dose». Anche per gli ultraottantenni slitta tutto. L’ultima “per­la” di una gestione discutibile dell’emergenza sanitaria è anche tra le più preoccupanti per le conseguenze. L’acquisto di vaccini, difficili da conservare, all’americana Pfizer senza avere un “piano b” ed investire magari su quello dello Spallanzani, che si sta sperimentando insieme ad un’azienda di Castel Romano (controllata dalla Svizzera), dice quanto sia stata labile la protezione degli interessi nazionali che, nella fattispecie, coincidono con la salvaguardia della vita degli italiani. Paese sottomesso alle potenze occidentali eravamo dopo la seconda guerra e lo restiamo ancora oggi evidentemente, nonostante le nostre potenzialità, le energie, le intelligenze. Anche qui la politica che ha gestito il tutto dovrebbe semplicemente ammettere la sconfitta e lasciare spazio a chi sa fare e magari dar fiato alla ricerca italiana.

Domani sarà la giornata di Carlos Tavares a Piedimonte San Germano. L’Ad di Stellantis, forse perché è un portoghese e non un francese e manco un anglosassone con la puzza sotto al naso, s’è messo a girare per gli stabilimenti italiani. Nel sito cassinate, intanto, da qualche gior­no pullulano i transalpini che misurano la produttività dei lavoratori ed i carichi sulle varie postazioni. Insomma si sono comprata loro la “bicicletta” e adesso devono iniziare a pedalare. Meglio, a far pedalare chi è alla base della gerarchia col vertice ben saldo sotto la torre Eiffel. Detta così è una analisi rozza e semplificata. Ma rende l’idea di come l’auto italiana ormai abbia un conducente straniero. Certo l’ultimo ad di Fca, il britannico Mike Manley, non si è manco sognato di mettere piede a Cassino ed in altri stabilimenti tricolori. Ma potrebbe essere stato meglio: alla fine s’è limitato a non far granché ed a dire che avrebbe portato avanti i piani di Marchionne. Già... Marchionne.

Francesco De Angelis ha annunciato che il Lazio sarà la regione con «il Consorzio industriale piu' grande d'Italia: la reindustrializzazione dei siti dismessi sara' un nostro obiettivo prioritario». Si farà tutto entro marzo-aprile, secondo il commissario straordinario. Che porta così a compimento l’ennesimo accentramento romano a scapito delle periferie. Ma finché c’è De Angelis “si può stare tranquilli, penserà lui a Frosinone e provincia”. Ovviamente favoletta a cui fingono di credere i soliti sudditi. Ma la realtà è che la periferia resta tale, dissanguata nei servizi basilari, dalla sanità alle scelte di politica economica, e il sud della provincia è pure messo peggio. Basta leggere l’elenco delle otto grandi opere che il Governo ha sbloccato e che riguardano il Lazio. Il presidente Nicola Zingaretti ha invocato: cantieri aperti subito. Purtroppo non ce n’è manco uno di questi interventi che riguardi la Ciociaria, il Cassinate o l’area del Golfo. Un motivo ci sarà. No? 

Da L'inchiesta-Quotidiano di Sera di Giovedi’ 21 Gennaio 2021 - Anno XII - Numero 13

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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