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La dottoressa Ilaria Quattrociocche La psicologa Ilaria Quattrociocche

"Mens sana in corpore sano"…e viceversa!

Da numerosi studi e ricerche emerge in modo chiaro che ogni organismo vivente, e quindi anche l’essere umano funziona come un network di sistemi in equilibrio. Eppure non sempre siamo in grado di mantenere questo equilibrio. Quando ciò accade subiamo la manifestazione di sintomi fisici, che possono derivare da alterazioni psicologiche oppure sintomi psicologici, che hanno cause di origine fisica.

Alcuni disturbi, quelli comunemente noti come di somatizzazione, sono caratterizzati da dolore cronico, da un punto di vista medico inspiegabile, resistenza al trattamento, in combinazione con distress psicologico associato ad un incremento del malessere fisico, che diventa pervasivo e perdurante. Inoltre lo stress spesso si configura come punto cardine: è una reazione dell’organismo, condizione aspecifica rispetto ad una condizione ambientale. È una risposta fisiologica agli eventi stressanti, a fattori esogeni ed endogeni: a tutto ciò che turba l’equilibrio dell’individuo, la sua omeostasi. Lo stress acuto da luogo ad infiammazione tissutale e quando esso è continuo e ripetitivo, da luogo ad una allerta immunitaria. Mentre la reazione immediata combatti o fuggi  è sicuramente positiva (eustress), quando la situazione stressogena si protrae nel tempo si verifica una ridotta responsività dell’asse ipotalamo-ipofisi- surrene (distress).

E da ciò spesso deriva dolore. Un dolore, sia quello fisico sia quello psicologico, è uno stressor complesso che causa cambiamento significativo in molti aspetti del funzionamento dell’individuo ed apporta sostanziali modifiche fisiche, psichiche e sociali, in modo particolare nella sua forma cronica. C’è da aggiungere poi che non sempre avvertiamo il dolore allo stesso modo. Non soltanto in relazione alla percezione psicologica dello stesso, che può cambiare, anche di molto, in base a come viene vissuto l’evento, ma anche in termini propri di percezione di dolore. Perciò non tutti reagiamo allo stesso modo, perché alla base della risposta individuale c’è una condizione che determina una grande differenza: la neuroimmunomodulazione.

Esiste infatti una correlazione dimostrata di un equilibrio dinamico, studiato dalla disciplina psiconeuroendocrinoimmunologia, adagiata sul prato dell’armonia corpo-mente. Si tratta di un excursus che viaggia dal “mens sana in corpore sano” recitato dall’antico benedettino, al “corpore che condiziona la mens”, praticato oggi dalle discipline di bioetica che fanno capo alla programmazione neuro linguistica, nata di recente a Palo Alto, California. In ogni caso si tratta di armonia, di forze che trovano meraviglioso equilibrio donando all’individuo la base della sensazione di benessere, wellness.

In tale ottica la malattia, certamente poliedrica poiché investe non solo un sito specifico, ma l’intero organismo, è discrasia , cattivo equilibrio, illness. I fattori di malattia, che possono essere di carattere ambientale, alimentare, emozionale, etc inducono l’organismo ad una risposta. Se la risposta sarà adeguata vorrà dire che l’organismo troverà di nuovo eucrasia, quindi salute. C’è , infatti, insita nell’organismo, proprio dentro di noi, una forza di riequilibrio. Non potrebbe essere diversamente: come salvaguardare la sua sopravvivenza? Come conservare la specie? La natura fa cose grandi. Il cervello è inteso come mediatore tra l’ambiente e la nostra omeostasi, sia fisica sia mentale. È il cervello infatti che, mediante stimoli esterni derivanti anche dalla nostra attività neuroendocrina, stimola sia il sistema immunitario sia il sistema endocrino. E’ importante allora occuparsi della gestione e della riduzione della sofferenza, del malessere e del disagio sia di tipo psicopatologico, sia di tipo esistenziale, sul piano fisico, emozionale o relazionale dell’individuo, un approccio olistico insomma, in linea con quella che dovrebbe essere la visione dell’individuo: in-dividuo, cioè un tutt’uno indivisibile, le cui parti costitutive comunicano, collaborano, coesistono.

I programmi psicologici sono quindi orientati ad aumentare la consapevolezza, hanno come obiettivo principale il benessere globale della persona, il riequilibrio tra i suoi sistemi intimamente correlati. Si potrebbe dire che la consapevolezza è una attività mentale che a tempo debito elimina tutta la sofferenza. La pratica di esercizi di Mindfulness può essere un valido strumento poiché induce uno stato mentale,“una modalità dell' essere, non orientata a scopi, il cui focus è il permettere al presente di essere com'è e di permettere a noi di essere, semplicemente, in questo presente” (Teasdale), che può essere coltivato e stabilizzato. Tale percorso offre la possibilità di generare, nel tempo, nuove prospettive di osservazione e comprensione della propria realtà e di conseguenza offre la possibilità di sperimentare diverse e più gradevoli tonalità emotive. Un raggiunto miglioramento sul piano psichico si traduce come estensione da un piano mentale e relazionale ad uno anche fisico.

Ilaria Quattrociocche

Sarò lieta di accogliere ancora richieste su argomenti di vostro particolare interesse. Inoltre è possibile prenotare la vostra consulenza, in presenza oppure on-line al numero 347.4068962 e indirizzo di posta elettronica ilaria.quattrociocche@gmail.com.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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