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Gli studenti ricevuti dal Prefetto Portelli: «Soddisfatti, siamo stati ascoltati»

C'è grande soddisfazione, tra  i componenti della Rete degli studenti Medi che oggi pomeriggio sono stati ricevuti a Frosinone dal prefetto Ignazio Portelli. 

«Possiamo felicemente dire di essere stati ascoltati. Quella che abbiamo intavolato è stata una discussione gratificante, dopo tante proteste, sacrifici e sforzi vediamo, forse, la luce in fondo al tunnel. Abbiamo ben illustrato quelle che sono le nostre problematiche e le nostre debolezze, chiarendo sempre la nostra posizione favorevole alla scuola in presenza ma solo ed esclusivamente se sicura». Così i ragazzi al termine del confronto in prefettura. 

«Dopo una settimana intensa di scioperi in tutte le scuole della provincia, in questa che è appena passata ci siamo dedicati a documentare e riportare carenze che ci aspettavamo, quali mancanza di trasporti e difficoltà varie con lo scaglionamento. Come supponevamo già da settimane, inoltre, c’è stato un netto aumento del pendolarismo, 30% circa, dovuto soprattutto all’incongruenza degli orari lavorativi dei genitori, che spesso accompagnano i propri figli nelle scuole.

La nostra richiesta di diminuire le percentuali di presenza a Scuola, dal 50 al 25%, purtroppo non è attuabile poiché queste si basano sui dati del Comitato Tecnico Scientifico. Tuttavia ci hanno assicurato che già dalla prossima settimana avremo un deciso aumento delle corse e, forse, tra due settimane l’annullamento totale dello scaglionamento. Ovviamente questo dipenderà anche e soprattutto dal livello della curva di contagio, dunque chiamiamo tutti, che essi siano studenti, insegnanti o persone estranee alla Scuola, a responsabillizzarsi per tornare, finalmente dopo tante fatiche, a condurre una didattica in presenza e sicura.

Vogliamo dunque scommettere su queste notizie del Prefetto e sperare nel meglio. Ad ogni modo - aggiungono gli studenti -  i nostri incontri non finiscono qui, anche domani saremo accolti dalla Provincia e come oggi con puntualità e prontezza diremo i nostri bisogni e le problematiche che abbiamo riscontrato, sperando che anche da loro possiamo ottenere più belle notizie e soluzioni importanti che vadano a restaurare soprattutto la questione del trasporto pubblico, che nella nostra provincia, caratterizzata da città costellate di paesini, tanto ci grava.

Siamo fieri di questi incontri e orgogliosi di aver manovrato, gestito e indirizzato le proteste in modo sapiente, dissociandoci completamente da chi fino a poche settimane fa, senza mezzi termini o soluzioni, urlava di essere favorevole a tornare in presenza e adesso chiede compulsivamente di tornare in DAD, senza considerare minimamente le difficoltà, psico-fisiche e didattiche, che essa comporta»

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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