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La dottoressa Ilaria Quattrociocche La psicologa Ilaria Quattrociocche

L'emozione in tutte le sue sfumature. Negative e positive

Quando nasciamo, la natura ci regala delle abilità di base di forma rudimentale che poi, crescendo, sviluppiamo e decliniamo con le nostre personali esperienze. Su queste radici, svilupperemo tutto il nostro complesso intreccio affettivo, sensitivo, sentimentale, emozionale. Ad esempio, nei primi anni di vita, abbiamo la possibilità di sviluppare il nostro linguaggio che però verrà strutturato solo grazie ai nostri vissuti ed ai nostri apprendimenti. Lo stesso iter segue la sfera emotiva: abbiamo in dotazione delle sensazioni di base che fungono da fondamenta per la costruzione di emozioni più diversificate.

Per comprendere meglio, possiamo immaginare che da piccoli, alla prima esperienza con un gatto, veniamo graffiati e sperimentiamo molta paura. Ecco allora che dentro di noi può nascere spontanea la relazione gatto= dolore= paura= fuga (una classica associazione stimolo/ risposta). Più seguiamo le nostre emozioni di paura, più mettiamo in atto condotte di evitamento, non misurando realmente la pericolosità dei gatti, e costruiamo una percezione di pericolosità nei loro confronti. E può succedere che più li evitiamo, più li rendiamo spaventosi, fino a sviluppare dei veri e propri disturbi fobici: siamo sempre noi a costruire ciò che poi subiamo, siamo noi che costruiamo quello che lo psicologo Giorgio Nardone definisce “sistema percettivo reattivo” (G. Nardone 2008).

In tale sistema le emozioni eseguono sempre bene la loro funzione, siamo noi che talvolta possiamo interpretare in maniera diversa  i segnali che ci vengono mandati dagli stimoli esterni ( forse il nostro gatto ci graffia perché sta giocando e richiede la nostra attenzione!).

Tornando alla paura del gatto, la sua funzione di fondo è ben orientata perché mi mette in guardia sulla possibilità di farci del male. Siamo noi che, scegliendo tra la possibilità di fuga o di affrontarlo, procederemo alla costruzione delle nostre emozioni e percezioni. Scappando, il gatto diverrà un mostro sempre più spaventoso da evitare a priori, perché continueremo a costruire la nostra percezione su ciò che sentiamo ed immaginiamo. Dato che di fondo sentiamo paura, costruiremo sempre paura su paura, fino a creare un mostro.  Al contrario possiamo, con cautela e coraggio, affrontarlo verificando la sua effettiva pericolosità, e possiamo iniziare a costruire le nostre percezioni sulla realtà dei fatti. In questo modo possiamo scoprire che il gatto non è solo un mostro tiragraffi, ma può essere anche giocoso, affettuoso, simpatico.

Quindi le emozioni di base rappresentano la possibilità che ogni individuo ha di poter costruire, tramite l'esperienza, la propria originale gamma di emozioni, aderendo alle personali esperienze di vita. Tutto questo contribuisce a costruire il modello percettivo reattivo di ogni individuo, che media le percezioni e allo stesso tempo le costruisce. Esistono varie teorie a supporto di questa tesi. Secondo Paul Ekman le emozioni di base sono 6, gioia, rabbia, tristezza, disgusto, paura e vergogna. Mentre Robert Plutchik, ne identifica 8 divise in quattro coppie: la rabbia e la paura, la tristezza e la gioia, il disgusto e l'accettazione, la sorpresa e l'attesa. Altri studi confermano che le emozioni che è possibile provare, nelle varie sfumature e combinazioni delle sensazioni di base, sono più di 180. Dalla pratica clinica emerge chiaramente come sia la persona stessa, con il suo soggettivo percepire e reagire, a modellare la realtà che al momento stesso costruisce e subisce. Lo stesso vale per l'intera gamma delle emozioni, che semplicemente divengono reali per l'individuo nel momento in cui le sperimenta, attivandole attraverso un'esperienza vissuta o immaginata. 

E’ bene specificare anche che in ogni istante, in ognuno di noi, sono attivi una miriade di sensori e filtri percettivi, che analizzano e ci fanno percepire la nostra soggettiva realtà. Allo stesso tempo reagendo alla realtà percepita, portiamo delle variazioni che ci ritornano, in un continuo influenzamento circolare reciproco. Ed è proprio in questo scambio continuo, in questa danza emotiva, che si palesa l’interezza della persona ad agire, con tutte le sue sfaccettature, e non una singola emozione. E proprio questo movimento (emozione dal latino “e” fuori _ “moveo” muovo, agito) può essere inteso come il nesso fra un universo puramente interno e il mondo condiviso con tutti. Come una manifestazione diretta dell'inconoscibile agitazione che è il nostro primo movente, il primo motore.

Ce ne sono alcune più comuni con le quale ci confrontiamo ogni giorno e che possono rappresentare strumenti estremamente utili alla comprensione degli altri e del mondo, ma le stesse, se mal indirizzate, possono limitarci nel percepire o reagire funzionalmente. Quando le strutture percettivo-reattive si irrigidiscono in copioni disfunzionali ecco che si possono instaurare meccanismi circolari di mantenimento del problema. Le emozioni sono potentissimi strumenti di comprensione della realtà e come tali vanno trattati senza lasciare che ci travolgano e che ci rendano schiavi. Torniamo allora ad essere i padroni delle nostre emozioni. Esistono vere e proprie  strategie che vengono suggerite per la loro gestione, costruite ed utilizzate in ambito terapeutico ed applicate con ottimi risultati in termini di efficacia a migliaia di casi clinici perché “Se non sai gestire le emozioni, le emozioni gestiranno te” (Doc Childre e Deborah Rozman).

Sarò lieta di accogliere ancora richieste su argomenti di vostro particolare interesse. Inoltre è possibile prenotare la vostra consulenza, in presenza oppure on-line al numero 347.4068962 e indirizzo di posta elettronica ilaria.quattrociocche@gmail.com.

Ilaria Quattrociocche

La dott.ssa Ilaria Quattrociocche è una Psicologa Clinica, laureata presso l’Università degli Studi dell’Aquila, abilitata all'esercizio della professione (Albo A), specializzata in Trattamento Funzionale Antistress e tecniche di comunicazione efficace. Laureanda in Scienze Pedagogiche presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Psicoterapeuta in formazione presso CIPPS - Centro Internazionale di Psicologia e Psicoterapia Strategica di Salerno (SA).

 

 

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