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Basket, seconda sconfitta di fila per la Bpc Virtus Cassino

Ha lottato e combattuto giocandosela fino all’ultimo, ma nel fotofinish la Bpc Virtus Cassino si è vista costretta a cedere il passo alla capolista del girone D1, ossia la Real Sebastiani Rieti, sul parquet del PalaVirtus con il risultato di 71-73. Una gara sempre sul filo dell’equilibrio, con i club pronti a rispondersi colpo su colpo, con Cassino che sin dalle prime battute non ha esitato a controbattere alle offensive del team di Righetti capace di colpire e punire ripetutamente da oltre l’arco le difese di Teghini e soci. La Virtus nel segno del duo Lestini-Visnjic, ha fatto la voce grossa sotto le plance ed è rimasta a contatto con gli ospiti, terminando con il risultato in parità la prima frazione di gioco sul 25-25. Bpc che, sempre con il pacchetto lunghi, ha cercato nella seconda frazione l’allungo decisivo, ma Ndoja, Loschi e Drigo sono riusciti a mantenere in linea di galleggiamento gli ospiti, che sono andati all’intervallo lungo sotto di sole due lunghezze, 46-44. Nella ripresa, sono cresciute le difese con diminuzione delle percentuali di realizzazione dal campo, che erano andate ben oltre il 50% per entrambi i roster. Poi alcune scelte arbitrali molto discutibili hanno inciso tantissimo ed ecco che i rossoblù si sono visti costretti a fare i conti con la seconda sconfitta consecutiva.

Manzari: chi non sta bene mi chieda di andare a casa - Di seguito, le dichiarazioni nel post-gara del presidente e ds della Virtus Cassino, Leonardo Manzari: «Resta l’amarezza per una sconfitta maturata al termine di una gara combattuta testa a testa contro, ricordiamolo, la prima della classe. Resta però l’ennesima sconfitta in una stagione sfortunata in termini di risultati. Penso alle sei sconfitte, con questa odierna, maturate sul filo di lana. È un fatto, punto. Poi devo chiedermi, perché negli arrivi testa a testa non riusciamo mai a mettere la testa avanti? Ecco, questo è quello che dobbiamo chiederci tutti. Sono deluso dal fatto che alcuni di noi, atleti esperti e di navigata esperienza, ricordiamolo, nel momento decisivo scompaiono dal parquet. È quello che cercheremo di risolvere presto e subito, con le buone o con le cattive, anche a costo di scelte dolorose. Dobbiamo tutti e dico tutti onorare la maglia che indossiamo. In un periodo storico come questo, essere a Cassino deve essere un grande privilegio. Chi non sta bene, mi chieda pure di andare a casa. Non accetto di vivere di rammarichi con un team composto da gente esperta ma con poca voglia di vincere. Qui nessuno é fesso e certe cose sono chiarissime». Manzari ha poi aggiunto: «Le nostre aspettative erano e restano alte. Vincere almeno due delle gare perse sul filo di lana ci avrebbe consentito di guardare alla classifica con altro spirito. Mi aspetto di più da atleti esperti che sono a Cassino con il massimo del rispetto da parte nostra, ma che non rispettano, al contempo, in alcun modo, il proprio lavoro. Questo non é tennis, ma uno sport di squadra. La porta è quella, se non si sta bene. Rispetto massimo per tutti, ma mi aspetto altrettanto rispetto per la maglia che si indossa e soprattutto per il lavoro retribuito che si svolge. Mi rendo conto di non chiedere nulla di speciale. Desidero che ognuno faccia un sereno esame di coscienza e che capisca i propri errori. Sono in credito con tutti, e dico tutti, i componenti del roster della Virtus Cassino 2020/21». Per la BPC, appuntamento a sabato prossimo, al PalaErrico, in trasferta contro la Virtus Pozzuoli.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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