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Unicas, Ingegneria apre le porte virtuali dei laboratori agli studenti

Saranno circa due ore di full immersion nei laboratori, a stretto contatto con chi fa ricerca e didattica ogni giorno, appassionando gli studenti. Che i ragazzi siano in presenza o no, poco cambia. Il grado di coinvolgimento sembra essere stabile, sebbene con tutti i distinguo del caso. Siamo ad Ingegneria, nell’Università di Cassino e del Lazio meridionale. E’ tutto pronto per l’Open Day che si terrà da remoto venerdì 26 febbraio, a partire dalle 10.30.

Una iniziativa messa a punto nei minimi particolari, che si svolgerà sulla piattaforma Google Meet e che sarà pubblicata in streaming sul canale You Tube di Ingegneria e sulle tre pagine Fb dei corsi di studio. A parlarci di questo evento molto atteso è il prof. Francesco Iacoviello, Ordinario di Metallurgia, Presidente del Centro di Ateneo Servizi Informatici, Coordinatore dell’Area didattica di Ingegneria e Referente del Rettore per l’Innovazione Didattica.

Professore, come vi siete organizzati e quali sono le aspettative? «Per un evento come questo, che deve coinvolgere centinaia di ragazzi, i laboratori che già sono la nostra forza diventano decisivi per la sua buona riuscita. Sono ben sette le esperienze laboratoriali da mostrare agli studenti ed è prevista una lezione introduttiva. Abbiamo già circa 500 ragazzi prenotati, molti individualmente, ma se ne aggiungeranno molti altri nelle loro classi. In pratica, tramite le piattaforme predisposte possiamo coinvolgere virtualmente fino a mille studenti con temporaneamente, partendo da Meet che ne prevede 250».

In pratica, avete messo su una macchina da guerra per l’orientamento? «Sì, le tre aree di Ingegneria (Civile e Ambientale, Industriale, Informatica e delle Telecomunicazioni) è pienamente coinvolta con, in prima linea, molti colleghi».

Nel programma, infatti, oltre allo stesso Iacoviello figurano i professori Alessandro Marino, Gianfranco Miele, Giovanni De Marinis, Giuseppe Modoni, Giuseppe Tomasso, Fausto Arpino, Alessandro Silvestri, Maura Imbimbo, Domenico Falcone, Marco Donald Migliore e c’è grande entusiasmo intorno al programma che è stato approntato.

Cosa scopriremo durante questo Open Day? «Ci saranno momenti molto coinvolgenti ed interessanti, come ad esempio il laboratorio di robotica con il prof Marino, che mostrerà  i robot collaborativi. E poi c’è la parte che riguarda fisica tecnica, in cui sarà possibile vedere il comportamento della galleria del vento. E ancora, in ambito civile, capire il comportamento dei terreni (come perdono la compattezza, ad esempio)».

La pandemia vi ha messo a dura prova, come ingegneri. Cosa vi lascia questa esperienza? «Sappiamo, più di prima, che Ingegneria non è didattica online, perché l’ingegnere è un professionista che deve imparare a sporcarsi le mani e puoi farlo solo se hai laboratori in presenza. Il virtuale è importante, ma serve poter essere lì fisicamente, nella facoltà di Ingegneria che Cassino ha e che già da anni si preparava al meglio per essere competitiva. Anche a distanza. In questo, possiamo dire che il Covid non ci ha colti impreparati. Anzi, abbiamo cercato di aumentare il livello di duttilità anche da remoto. E abbiamo fatto passi da gigante. Se prima la suite era utilizzata al 15% , adesso siamo al 100%. E non ci fermiamo qui». 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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