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Legambiente Frosinone, flash mob contro il consumo del suolo. "L'amministrazione sottovaluta il problema"

Il Circolo Legambiente di Frosinone ha manifestato oggi simbolicamente contro il consumo di suolo, le nuove edificazioni e le politiche urbanistiche dell'Amministrazione Ottaviani. L'iniziativa ha una duplice valenza, educazionale e politica. "Vogliamo in primo luogo sensibilizzare l'opinione pubblica sul grave problema rappresentato dal continuo consumo di suolo nel nostro territorio - hanno spiegato gli attivisti ai giornalisti convocati per l'occasione -. Edilizia privata (anche abusiva), strade, parcheggi, piazzali, capannoni, centri commerciali, strutture adibite alla logistica: tutto ciò che impermeabilizza le superfici naturali non fa che arrecare danno agli ecosistemi e ostacolare i tentativi di mettere in atto politiche ispirate alla resilienza nella battaglia contro la crisi climatica. C'è una marcata sottovalutazione del problema da parte degli amministratori e dei cittadini: non ci si rende conto che, una volta consumato, il suolo è perso per sempre".

"Conservare i suoli e la vegetazione che li ricopre vuol dire preservare i servizi ecosistemici che essi offrono: dal drenaggio delle acque meteoriche allo stoccaggio del carbonio organico, fino alla biodiversità (la perdita di insetti e microorganismi, che sono alla base delle catene trofiche, costituisce un sensibile impoverimento dell’ambiente). Nelle città, i suoli sigillati impediscono l'infiltrazione in falda e soprattutto esacerbano gli effetti delle alluvioni ostacolando l'assorbimento delle acque meteoriche. Inoltre, l'eliminazione delle zone verdi nelle aree urbane intensifica le isole di calore nei periodi estivi, rendendo ancora più insopportabili le sempre più frequenti ondate di calore causate dal riscaldamento globale".

"Sul versante delle politiche urbanistiche - hanno aggiunto da Legambiente circolo Il Cigno" -, reputiamo assurdo e anacronistico che si continui ad edificare in una città come Frosinone a dispetto del declino demografico ed economico del territorio, e nonostante ISPRA abbia certificato che il capoluogo ciociaro è, con il 29,9%, il terzo Comune del Lazio in quanto a percentuale di suolo consumata dopo Ciampino e Anzio (dati 2019, destinati dunque a peggiorare). La crisi dell'edilizia non va certo contrastata con nuovo cemento, ma con una decisa spinta verso la rigenerazione del patrimonio esistente, il suo efficientemento energetico ed architettonico. Oltretutto una maggiore offerta di nuovi appartamenti ad uso abitativo porterà ad un deprezzamento delle unità immobiliari preesistenti, e quindi ad un danno economico per i proprietari di case. Chiediamo politiche coraggiose che puntino all'azzeramento del consumo di suolo, alla rinaturalizzazione e alla depavimentazione, a vantaggio di nuovo verde, alberature diffuse e orti urbani. In sintesi: cemento zero, alberi mille. Stop al consumo di suolo".

Sull'iniziativa di legambiente è intervenuto anche il circolo Fiab di Frosinone: "Il Flash Mob del Circolo Legambiente Il Cigno Frosinone accende i riflettori sul fenomeno urbanistico che in passato la città capoluogo ha già vissuto in maniera massiccia e sregolata. Ci auguriamo che l'edificazione non assomigli ad una “bolla di speculazione edilizia” ma trovi un compromesso con l'esigenza di vivibilità della popolazione e con le dinamiche cittadine già alquanto disordinate. Nuovi edifici residenziali e commerciali si traducono in ulteriori famiglie residenti e persone che frequentano il capoluogo con una o più auto al seguito. Significa che ogni cubatura in cemento armato in più è spazio di verde in meno, ossigeno sottratto al centro urbano, potenziali luoghi di aggregazione negati".

"Pertanto, a fronte di questo stato di cose, il nostro più sentito auspicio va nelle direzione della responsabilità sociale da parte dei privati costruttori e delle istituzioni affinché le opere compensative siano effettivamente realizzate nei tempi stabiliti e che da parte dell'amministrazione comunale ci sia un reale controllo sui servizi al territorio non eventualmente offerti come da convenzione. In un'ottica generale, sembra che la pianificazione territoriale stia avvenendo su piani disgiunti. Da un lato si approva il Piano Urbano del Traffico, ci si appresta a varare il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, volti a fluidificare il traffico cittadino la cui intensità e caoticità sono notevolmente aumentati, dall'altra si cementifica e si progettano piste ciclabili dalla incerta realizzazione. E, soprattutto, finora non si sono viste misure concrete per mitigare e regolamentare il flusso di veicoli a motore in entrata. Ci chiediamo se tali interventi siano inseriti in una visione organica di città armonica e lungimirante", ha concluso la Fiab.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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