L'Inchiesta Quotidiano OnLine
La psicologa Ilaria Quattrociocche La psicologa Ilaria Quattrociocche

Separazione di coppia, come reagiscono i figli

Sempre più di frequente, negli ultimi anni, si assiste alla separazione di coppie ed alla nascita di problemi, soprattutto in relazione ad eventuali figli. Per quanto possa essere interpretato come uno degli eventi più stressanti per ogni membro della famiglia, la separazione di per sé non costituisce un evento psicopatologico nei soggetti che la vivono. La separazione di due genitori può essere inserita, come fenomeno,  all’interno di un sistema e nello stesso costituisce un cambiamento. Tale cambiamento è nella maggior parte dei casi doloroso, quindi come tale produce numerosi effetti; ma a tal proposito numerosi studi rilevano che in altri casi lo stesso evento di separazione può addirittura portare effetti benefici su ogni individuo.

Ma cosa accade di fatto nei figli di due genitori che si separano? Spesso può succedere che, specialmente nelle prime fasi della separazione, compaiano sintomi regressivi, ovvero il figlio sceglie di adoperare modalità comportamentali di funzionamento che fanno riferimento ad un periodo di sviluppo precedente lo stato attuale. Quindi, ad esempio, bambini di tre anni o più possono manifestare sintomi di enuresi notturna, paura di dormire da soli, risvegli notturni frequenti, capricci al momento dei pasti, rabbia verso uno o entrambi i genitori, rifiuto di studiare e fare i compiti. Nei ragazzi più grandi possono invece comparire atteggiamenti di ribellione o provocazione.

Può anche accadere che gli adolescenti tentino di inserirsi in maniera attiva nell’evento di separazione, cercando di trarne vantaggio, trovando in esso ad esempio l’alibi perfetto per uscire dalle regole precedenti e attivando modalità di trasgressione.  Tutte queste espressioni di disagio emotivo non costituiscono però di per sé una patologia. si tratta infatti di reazioni al cambiamento ed al turbamento provocato dalla separazione. E può succedere che, senza particolari interventi, in breve tempo si giunga ad un nuovo equilibrio. Quindi ecco che la separazione, evento prevalentemente ritenuto doloroso, possa poi cambiare la percezione di sé e  del mondo, comprendendo anche fasi “sane” che prevedono adattamento ed integrazione ad una nuova situazione, fasi che trovano molte similitudini nella elaborazione del lutto.

E proprio come nel lutto si attraversa una prima fase di negazione o rifiuto. In questa fase spesso accade che i figli, non riuscendo ad accettare l’idea di poter perdere uno dei genitori, tendano ad isolarsi, evitare ogni riferimento all’evento e si possono comportare come se di fatto non stesse accadendo nulla. Poi, in un momento successivo, rendendosi conto di non poter cambiare la situazione, possono iniziare a manifestare rabbia verso uno o entrambi i genitori,  verso sorelle o fratelli, verso coetanei, compagni di scuola, ma anche verso adulti con cui hanno rapporti quotidiani. In questa fase vi è una concreta possibilità di diminuzione del rendimento scolastico e aumento di capricci e lamentele. Una fase successiva è quella del “tentato riavvicinamento”, ovvero i figli pensano di poter fare qualcosa per far tornare insieme i genitori. Possono allora innescarsi cambiamenti comportamentali come il ricatto emotivo o come l’alleanza manipolatoria. In tal caso si assiste ad un peggioramento della situazione problematica, in cui i figli possono arrivare ad utilizzare strategie di disagio per riavere i genitori insieme e vicini.  

Di fatto spesso accade che i figli sperimentino un vissuto di sconfitta perché mancano l’obiettivo di avvicinare i genitori. Questo particolare vissuto può avere come conseguenza diretta la fase definita come “depressione”: dopo essere diventati consapevoli della nuova realtà con genitori separati e vivendo l’impossibilità di evitare tale evento. Quindi si giunge alla fase di accettazione: con il passare del tempo, la maggior parte dei figli riacquista un equilibrio e si assesta la nuova situazione familiare. Quando ciò non accade possono avere luogo due grandi categorie di problemi: quelli in cui sembra che qualcosa non abbia funzionato, pur sperimentando un clima collaborativo e quelli che sono sostenuti dalla conflittualità dei genitori. 

La correlazione tra conflitto tra genitori e malessere psicologico dei figli è molto stretta, causando a questi ultimi problemi emotivi e comportamentali; il fatto invece che i genitori stiano insieme oppure no, di per sé ha minore influenza sul benessere psicologico. Questo dato accende i riflettori su di una grande verità: le modalità con le quali i genitori si rapportano ai figli fanno la differenza sul comportamento dei bambini. Quindi, in qualche modo, separarsi in maniera non conflittuale favorisce un clima di armonia e di collaborazione che esclude la possibilità di intoppi nello sviluppo psicologico dei bambini.

Una cosa sembra essere certa: non si può pensare di far crescere un figlio nell’odio verso l’altro genitore (meritato o meno) senza subirne le conseguenze. E non bisogna certo dimenticare che esistono genitori che vivono profondi stati depressione, “abbandonati” dai figli, che decidono, non più bambini, di lasciare il campo di battaglia. L’evidenza clinica e giudiziale mostra come le coppie possano rimanere intrappolate anche per anni in questo meccanismo, alimentando sentimenti di rabbia, paura, dolore e piacere perverso in una spirale senza fine.  Diventa allora di vitale importanza riuscire a mettere da parte i conflitti coniugali per privilegiare gli aspetti di una genitorialità funzionale al sano sviluppo dei figli.

Ilaria Quattrociocche

Sarò lieta di accogliere ancora richieste su argomenti di vostro particolare interesse. Inoltre è possibile prenotare la vostra consulenza, in presenza oppure on-line al numero 347.4068962 e indirizzo di posta elettronica ilaria.quattrociocche@gmail.com

La dott.ssa Ilaria Quattrociocche è una Psicologa Clinica, laureata presso l’Università degli Studi dell’Aquila, abilitata all'esercizio della professione (Albo A), specializzata in Trattamento Funzionale Antistress e tecniche di comunicazione efficace. Laureanda in Scienze Pedagogiche presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Psicoterapeuta in formazione presso CIPPS - Centro Internazionale di Psicologia e Psicoterapia Strategica di Salerno (SA).

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604