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L'antisistema. Assunzioni regionali, Giletti non molla. Rifiuti Lazio, l’ordinanza è in scadenza

Nuove rivelazioni sul caso ’Concorsopoli' alla Regione Lazio e non solo sono arrivate ieri sera da “Non è l’Arena” di Massimo Giletti su la 7. Mentre il nuovo presidente del Consiglio regionale Marco Vincenzi - subentrato a Mauro Buschini dopo le sue dimissioni - ha al momento congelato in via cautelativa le assunzioni finite sotto i riflettori. Ma la situazione giuridica per i nuovi assunti non pare chiara: cosa devono fare concretamente? Restare, lavorare o sospendere ogni attività?. L'Ufficio di presidenza della Regione Lazio ha, in particolare, deciso di «avviare un procedimento amministrativo e le attività necessarie volti a verificare, nel rispetto della posizione dei soggetti interessati, la validità delle assunzioni disposte con determinazione dirigenziale del 28 dicembre 2020».

L'obiettivo di Vincenzi è quello di valutare - supportato dall'Avvacatura regionale -  se esistono le possibilità di una sospensione (o di un vero e proprio annullamento), in autotutela, delle assunzioni sprint effettuate alla Pisana e che tanto clamore hanno suscitato sui media. L'UdP ha dato infine mandato alla segreteria generale della Regione Lazio e alle strutture amministrative competenti  per materia di «avviare un procedimento amministrativo volto a verificare, nel rispetto della posizione dei soggetti interessati, la validità delle disposte assunzioni e di verificare altresì se, nelle more dell’ esito del citato provvedimento di riesame, sussistano i presupposti per procedere alla momentanea sospensione dei rapporti di lavoro in questione adottando i provvedimenti consequenziali».

Tornando a La 7, Giletti ha fatto una verifica sull’operatività dei nuovi assunti, tutti già in  servizio benché in smart working. Si è ribadito anche come la graduatoria del comune di Allumiere sia stata utile non solo al consiglio regionale del Lazio ma anche a diversi comuni dell’hinterland orientale della Capitale. In studio sono intervenuti Chiara Colosimo, Vauro (che ha mostrato un vignetta molto gustosa sulle assunzioni  sprint) e Peter Gomez. Una persona col volto travisato ha affermato alla trasmissione di Giletti che, durante la prova orale effettuata a novembre, sarebbe venuto a conoscenza che la Regione Lazio avrebbe fatto assunzioni attingendo da quella graduatoria. Il problema è che i primi atti preparatori del concorso alla Pisana nel senso delle nuove immissioni in organico risalgono a qualche tempo dopo, al 4 dicembre 2020 in particolare. Intanto in provincia di Frosinone tutto tace nel Pd nel merito della vicenda delle assunzioni sprint (con l’eccezione dell’annotazione della consigliera comunale e provinciale Alessandra Sardellitti già riferita sulle nostre colonne).

E’ fin troppo ovvio che l’accaduto ed il clamore mediatico nazionale che ha sollevato pongono in grosse difficoltà la componente maggioritaria che fa riferimento a Francesco De Angelis. Mentre al contempo rafforzano la componente minoritaria del presidente della Provincia Antonio Pompeo. Proprio in questi giorni su altri organi di stampa si sviluppa il dibattito sul Consorzio Industriale Unico del Lazio che lascerà senza organismi decisionali locali Frosinone (Consorzio Asi) e Cassino (Cosilam). Si alimenta il consenso nei confronti di un’ennesima operazione di accentramento romano a scapito delle periferie, con la complicità dei tanti esponenti del territorio (come i sindaci del Pd) che pur rappresentanti di territori penalizzati preferiscono mantenere la bocca chiusa. Nel sud Lazio verrebbe anche cancellato il Consorzio Industriale di Gaeta. De Angelis è destinato a diventare presidente del nuovo ente che dovrebbe nascere a breve dopo il via libera della Regione Lazio ed avrebbe uno stipendio pari al 70 per cento di quello percepito dal presidente della Regione Lazio. Ma davvero sarà così liscia l’operazione? Davvero continueranno l’applauso all’ultima trovata regionale e il silenzio complice degli amministratori ed eletti che fingono di non capire le ricadute negative sulle già mortificate rappresentanze territoriali?

Mentre altri media - dopo le assunzioni sprint alla Pisana - si chiedono quante assunzioni di tipo “concorsopoli alla Pisana” siano state fatte negli altri enti in cui il sistema politico e lobbistico dominante ha deciso il da farsi, dal Consorzio Asi al Cosilam, dalla Saf di Colfelice al sistema sanitario (già nel mirino degli inquirenti per il consorzio dei 70 assistenti amministrativi). Insomma il clima di un cambiamento negli usi e costumi della politica locale e regionale non accenna ad attenuarsi. Non è un caso se Zingaretti pare ormai decisamente proiettato verso il Campidoglio, dopo aver lasciato al neo presidente del Consiglio regionale, Marco Vincenzi, l’onere di fugare ogni ombra sulle connessioni tra la Pisana e via Cristoforo Colombo sul caso Allumiere. ma il punto dolente vero è che non c’è traccia di nuova classe dirigente nel centrosinistra, capace di restituire credibilità allo schieramento: i giovani non hanno certo brillato nel marcare le differenze con le vecchie volpi.

Così come appare appannato il centrodestra, comunque coinvolto nella vicenda assunzioni e platealmente complice del Pd nella gestione regionale: nessuno dimentica certe assenze durante l’unico tentativo di portare avanti una sfiducia a Zingaretti. Dei pentastellati da tempo non c’è traccia significativa. Anche se adesso riscoprono l’importanza di affrontare il tema dell’acqua pubblica. Ma il tempo per questa classe dirigente appare scaduto perfino prematuramente vista l’anagrafe di molti. S’è accomodata sulle poltrone senza sussulti di coerenza rispetto alle parole seminate in campagna elettorale. E domani scadrà anche l’ordinanza per l’emergenza rifiuti. Non ci sono alternative al ripristino di Roccasecca e della discarica Mad perché non sono state mai cercate. Indaga la magistratura sulle trame che hanno veicolato decisioni e affari. Ma questo è un altro discorso.              

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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