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Area di crisi Frosinone-Anagni, nell'accordo quadro anche modelli di politiche attive del lavoro

Come riferito ieri sulla nostra edizione digitale ed anche sul portale, è stato sottoscritto l’accordo tra la Regione Lazio e le organizzazioni sindacali e datoriali per definire i criteri di ripartizione dei fondi per la mobilità e la cassa in deroga per l’anno 2021 nelle aree di crisi complessa della Regione Lazio.

Per quanto riguarda il merito dell’accordo lo stanziamento quest’anno è di oltre 28 milioni di euro, che sono stati così suddivisi:

€ 21.150.000,00 alla mobilità in deroga; 

€ 7.103.880,32 alla CIGS in deroga.

"L’accordo - spiegano in una nota a firma congiunta Cgil, Cisl e Uil - punta ad essere immediatamente esigibile per le lavoratrici e i lavoratori in quanto raccoglie l’esperienza degli anni passati sullo snellimento delle procedure per definire la platea e quindi erogare la mobilità. Un capitolo specifico riguarda le politiche attive su cui quest’anno le parti firmatarie intendono puntare in modo deciso dopo la sottoscrizione dell’accordo di marzo. Reputiamo che per rendere efficaci le politiche attive è utile proseguire il confronto per stimolare una ripresa economica che porti a buona occupazione. A differenza degli ultimi anni nel 2021 gli stanziamenti sono sufficienti a coprire l’intero anno dando così certezze anche per il 2022 e continuità di erogazione ai soggetti percettori".

"Sul capitolo politiche attive oltre alla presa in carico dei destinatari della misura da parte dei CPI per la ricerca intensiva di lavoro sulla base delle competenze maturate e sull’età anagrafica, nell’accordo le parti si sono date appuntamento entro la fine del mese per sperimentare modelli di politiche attive specifiche per coloro i quali raggiungono il requisito della pensione entro 2 anni. Le parti inoltre, ognuno per le proprio competenze, si impegneranno per favorire la collocazione lavorativa utilizzando anche la formazione quale strumento di reinserimento lavorativo. Nei prossimi mesi continueremo ad impegnarci per migliorare la norma che finanzia la mobilita in deroga nelle aree di crisi complessa per evitare che chi ha l’opportunità di svolgere lavori con contratti a termine non venga penalizzato", concludono Cgil, Cisl e Uil.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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