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Gori in azione contro la Spal Gori in azione contro la Spal

Mirko Gori, un leader umile entrato nella storia del Frosinone

200 partite di campionato tra i professionisti con la maglia del Frosinone e 228 presenze complessive. Sono i numeri di Mirko Gori, il “Cobra” Ciociaro entrato di diritto nella storia del club di viale Olimpia. Nel poker di lunedì rifilato alla Reggina, il centrocampista classe ‘93 ha superato Daniel Ciofani (fermo a 227, ndr) divenendo il calciatore in attività con più gare disputate in canarino. Un traguardo tramutatosi in realtà lottando come un leone su ogni pallone a partire da quel lontano 2 settembre 2012, giorno in cui è avvenuto l’esordio in Lega Pro nel match poi vinto di misura contro la Carrarese. Dalla Serie C ai due anni di A, il 28enne di Tecchiena le ha vissute tutte. E lo ha fatto da protagonista assoluto, contribuendo con sudore e sacrificio a trascinare in maniera stabile la società del patron Stirpe nel gotha del calcio italiano. Gori è un figlio di questa terra, volto identificativo di una favola d’altri tempi nella quale vita e sport viaggiano in parallelo. Quando scende in campo, oltre ai piedi, è la voce del cuore a parlare. Perché primo tifoso della squadra che rappresenta sul rettangolo verde. Ed è per questo che tra lui e i tifosi è stato amore a prima vista.  Da quel 2 settembre 2012 di tempo ne è passato. “Una vita da mediano a recuper palloni” canterebbe Luciano Ligabue. Un campione silenzioso che non ha mai pronunciato una parola fuori posto, anche quando sarebbe stato legittimato a farlo come nel caso del tardivo rinnovo contrattuale. Una bandiera che ha onorato ovunque e comunque la maglia con umiltà. La stessa racchiusa nelle parole di ieri, rilasciate a margine dello 0-4 del “Granillo”: «Per me è un bel traguardo, non nascondo la felicità. Pensando alla prima volta in cui ho messo la maglia del Frosinone: sognavo un percorso del genere ma non ci credevo davvero». Sull’annata vissuta: «Alla fine, le stagioni quando vanno così non bisogna avere dei rimpianti. Il calcio ti dà quello che metti, probabilmente noi non abbiamo messo tutto quello che era necessario per raggiungere l’obiettivo. Che poi era diventato tutt’altro. Non dico che dobbiamo essere felici ma prendere questa salvezza e ripartire da capo». Davanti alle difficoltà i veri leader si assumono le proprie responsabilità e lo ammettono senza troppi problemi, guardando in faccia alla realtà. Ed il Frosinone si prepara a ripartire da capo, con Mirko Gori pronto ad essere ancora protagonista.

Roberto De Luca

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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