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Il depuratore Asi di Ceccano Il depuratore Asi di Ceccano

Ceccano, i Verdi Europei: citta' ammorbata dal depuratore Asi e ancora niente per le bonifiche annunciate

La Federazione dei Verdi Europei “Circolo di Ceccano”, interroga tutte le forze politiche Comunali, Provinciali, Regionali, gli Enti intermedi, A.S.I.- A.S.L.- ARPA, su un problema che si sta incancrenendo sempre di più (ci riferiamo, esplicitamente, alla qualità della vita sotto l’aspetto ambientale, che attanaglia sempre più la nostra provincia). "Le zone più esposte, come ben sappiamo, sono i paesi a ridosso dei siti industriali Anagni-Frosinone, paesi attraversati dal fiume Sacco, montagne di rifiuti  all’aperto incapsulati ma che producono percolato (discarica di via le Lame, a Frosinone e quella di via Anime Sante a Ceccano). Abbiamo il depuratore A.S.I. sempre sul territorio di Ceccano e industrie borderline per quanto riguarda le depurazioni delle acque reflue; di fatto in pochi km quadrati di territorio c’è la concentrazione massima di agenti inquinanti".

"Da qualche anno sono stati stanziati milioni di euro per diversi lavori di bonifica ambientale, ex saponificio Annunziata, fiume Sacco, e le due discariche sopracitate. Dopo l’annunciato avvio dei lavori partiti da Colleferro, nessuno ha dato più notizie sull’andamento della bonifica del fiume Sacco. Stiamo parlando di qualche milione di euro (Una goccia nel mare) se pensiamo a quanti ne serviranno per risanare il nostro territorio. Quelli stanziati, giacciono nei meandri dei capitoli di spesa nazionali e regionali. Nel frattempo l’aria diventa sempre più irrespirabile", evidenzia il circolo di ceccano della Federazione Verdi Europei.

"Da qualche settimana, sul territorio di Ceccano e comuni limitrofi, giornalmente, la puzza olfattiva inizia verso le ore 4:00 per proseguire fino alle ore 7:00/8:00. Oramai è diventata la nostra sveglia quotidiana (cosa che non abbiamo chiesto e di cui ne faremmo volentieri a meno). Pensiamo a chi perde ore di sonno per poi andare a lavoro già stanco e poco concentrato davanti a macchinari impegnativi dove serve molta attenzione, a chi si mette in auto per raggiungere il posto di lavoro, alle persone fragili che respirano quotidianamente odori nauseabondi tali da provocare disturbi olfattivi, di disgusto e di ribrezzo. Siamo stufi. Tutto questo immobilismo è sconcertante. Ci chiediamo perché la ASL, l’Arpa non intervengono. Possibile che quest’aria marcia la sentiamo soltanto noi? Le amministrazioni locali del circondario sono formate da essere umani e respireranno come noi. Perché tacciono di fronte a questo disagio ambientale? Colpa delle aziende non in regola con le depurazioni delle acque o dei filtri delle lavorazioni? Responsabilità dei depuratori che a una certa ora smettono di funzionare? Attendiamo risposte serie, non di circostanza", concludono i Verdi Europei ceccanesi.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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