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Giulia Apice e Simone Scotti duettano nella  mostra “Fluximus”  nella sala d’arte Crystal a Veroli

Inaugurata sabato 19 giugno la mostra dal titolo “Fluximus”, secondo appuntamento della stagione di Psycroma nella sala d’arte Crystal a Veroli. Protagonisti dell’esposizione saranno due giovani artisti neolaureati all’Accademia delle Belle Arti frusinate: Giulia Apice e Simone Scotti. Per entrambi il colore è il protagonista di flussi mentali riportati su tela e su carta con tecniche differenti. In un caso, Giulia Apice propone una “pittura fluida, in continua  stratificazione” in cui le immagini anche se astratte confluiscono reciprocamente dando così vita ad un  lavoro difficilmente circoscrivibile. Nell’altro, Simone Scotti mette su tela un gioco di sfumature che blocca  l’attenzione su visioni della mente. 

Giulia Apice, nata a Frosinone nel 1997, a vent’anni viene selezionata per il Premio Nazionale delle Arti e  partecipa ad Art Verona, festival di Veronetta, come giovane artista emergente. La sua ricerca artistica  indaga in una dimensione pittorica e mentale fluida, passando attraverso la sperimentazione del concetto  di “Fluxus” in cui un oggetto confluisce nell’altro facendo diventare l’immagine elastica, fluida. La staticità  geometrica della quadrettatura viene scomposta dall’uso dell’acqua e del colore, diluendo i limiti della  forma in una condizione di fluidità spaziale. 

Simone Scotti, nato nel 1990 a Sant’Omero in provincia di Teramo, nel 2018 riceve il riconoscimento per la  videoarte dal titolo “Pit Stop”, mentre un anno dopo vince il premio Rotary con il modulo scultoreo in  acciaio “Il Chrimson”. Il suo lavoro parte dall’obiettivo di una macchina fotografica con la quale crea “attimi di sospensione”. La sua opera punta a dipingere campiture di colore scolpite nella memoria e nella mente  dell’osservatore.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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