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Lazio-Abruzzo, studio dell'Officina Territoriale sulle infrastrutture trasversali: la svolta possibile

Il Lazio e l’Abruzzo attraverso l’attivazione di due nuovi corridoi europei (TEN-T), quello adriatico e quello tirrenico possono cogliere l’opportunità di assumere un ruolo centrale e strategico all’interno delle geometrie europee del trasporto, con enormi benefici in termini di crescita del reddito e dell’occupazione. Lo sostiene l'Officina Territoriale “Basso Lazio-Abruzzo” guidata dall'Arch. Giovanni Enrico Celli Catarinelli.

"Inoltre - spiega in un documento - diverrebbe la piattaforma logistica rivolta al nord Europa, all’est ed al lontano Oriente, come già più volte ribadito, estendendosi in un territorio che rappresenta appunto una piattaforma logistica naturale da valorizzare e potenziare come già previsto dai Documenti Strategici di programmazione, a livello internazionale, nazionale e regionale. Tuttavia diventando la cerniera dei traffici tra il sud ed il nord dell'Europa. Un’attenta analisi territoriale ha rilevato che gran parte del territorio, da noi identificato e oggetto di studio, ricade sulla la linea di confine fra Lazio ed Abruzzo e comprende quasi per intero l'entroterra appartenente alle due regioni, rimanendo fortemente penalizzato poiché privo di adeguate infrastrutture viarie di collegamento propedeutiche ad innescare condizioni migliori per uno sviluppo sostenibile del territorio. La strada ad oggi esistente, per il collegamento fra le due regioni è la superstrada a scorrimento veloce Avezzano-Sora-Cassino, che necessita innanzitutto un immediato intervento che la renda fruibile secondo un adeguato "standard" di sicurezza, considerando che non risponde più alle attuali esigenze dovute al continuo aumento del traffico".

Considerazioni quindi - secondo l'Officina Territoriale “Basso Lazio-Abruzzo” - che "confermano che nel Mezzogiorno la disponibilità di infrastrutture di collegamento, trasporto ed accesso più efficienti rappresentino una condizione indispensabile per attivare processi di sviluppo locale integrati su più scale territoriali. Pertanto migliori collegamenti risultano funzionali per il superamento della perifericità e la marginalizzazione di gran parte del territorio e dei suoi sistemi produttivi e sociali, accrescendone la competitività. In relazione a tali considerazioni ed a tali direttive previste nei documenti di programmazione, nazionali, regionali e provinciali (Legge Obiettivo, PGT, Piani di Bacino) che tracciano le linee guida programmati che territoriali, si è giunti alla deduzione di intraprendere una seconda fase progettuale, in cui si tende a dare una maggiore valenza ed efficacia ad una reale pianificazione territoriale, attraverso la realizzazione di un collegamento trasversale comprendente due regioni "Lazio-Abruzzo", necessario per il collegamento dei due mari: Mar Tirreno e Mare Adriatico, favorendo così, la connessione al corridoio meridiano. Il percorso tracciato da questo collegamento trasversale, può individuarsi attraverso la realizzazione della Sora-Ceprano-Fondi, già individuata nella Legge Obiettivo, nel versante Laziale e la realizzazione di un traforo, lungo circa 5,90 Km, da Balsorano – (Ridotti) a Collelongo, che collegherebbe Sora con la Piana del Fucino, nel versante Abruzzese, riducendo così il percorso tra Sora Nord e Collelongo-Trasacco di circa 27.00 Km".

"La concretizzazione di questa trasversale, collegherà attraverso Sora l'area produttiva della Piana del Fucino al mercato ortofrutticolo (MOF) di Fondi, il porto di Gaeta al porto di Ortona, il distretto delle acque versante laziale e il distretto delle acque versante abruzzese, con l'obiettivo di essere di supporto allo sviluppo delle attività turistiche e produttive in tutto il territorio, oltre ad adeguarsi alle trasformazioni sostenibili del sistema infrastrutturale. Lo stesso vale per la realizzazione della dorsale appenninica Sora-Atina-Isernia che è un vecchio progetto rimasto chiuso nel cassetto dagli anni novanta, che creerebbe una ulteriore interconnessione fra il Molise, l’Abruzzo e il Lazio transitando per Sora che diverrebbe un centro intermodale rappresentando per molti, soprattutto per gli abitanti dell’alta Valle del Volturno, la possibilità concreta di raggiungere il Lazio e l’Abruzzo in pochissimi minuti. L 'Italia e, in particolare, le regioni del Mezzogiorno devono cogliere l'opportunità della crescente domanda di traffico di merci che proviene da Est e sfruttare al meglio la loro collocazione strategica in mezzo al Mediterraneo, diventato di fatto anello di congiuntura tra l'Europa e i traffici marittimi provenienti dall’Est e dal Sud-Est asiatico".

"La realizzazione di reti di trasporto moderne ed efficaci è una condizione necessaria per il buon funzionamento anche della zona di libero scambio euro mediterranea, i corridoi infrastrutturali si caricano quindi di ulteriori valenze: sono la dorsale della competitività e il quadro di coerenza di progetti complementari capaci di mobilitare le risorse locali. Essendosi costituita una forte convergenza, a riprova della vitale necessità delle singole realtà locali di superare una condizione che, in molti casi può essere definita di isolamento e che, nelle situazioni più felici, è in ogni caso insufficiente per garantire condizioni materiali adeguate alle ipotesi di sviluppo economico e sociale, le amministrazioni comunali e sovracomunali dovranno porre tali obiettivi come primari per i territori interessati", conclude il documento dell'Officina Territoriale “Basso Lazio-Abruzzo” redattp dall'architetto Celli Catarinelli.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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