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La psicologa dott.ssa Ilaria Quattrociocche La psicologa dott.ssa Ilaria Quattrociocche

Le temperature torride mettono a dura prova la nostra psiche

“La prima creatura di Dio fu la Luce”. Con queste parole Bacone, diversi secoli fa, aveva evidenziato l’esistenza di una correlazione tra la vita, il divenire e la luce. Sicuramente sono oggi note le proprietà salutari della luce e del calore, ma durante l’estate si può incorrere in rischi di non poco conto perché in presenza di condizioni climatiche con temperature eccessivamente elevate, il calore e l’afa  posono innescare, non soltanto nelle persone più sensibili, reazioni psicofisiche poco piacevoli. Infatti così come ci sono alcune persone che si definiscono “metereopatiche”, le quali difficilmente iniziano bene la giornata se sono sopraffatte dalla sensazione di esser accompagnate da un tempo mesto, nuvoloso o piovoso, possono esserci altre persone che hanno l’umore in balia della “bella stagione”.

Molti sono gli studi che hanno constatato che temperature elevate possono scaldare i circuiti cerebrali con conseguenti difficoltà nell’orientamento spazio-temporale ed una momentanea difficoltà a connettere idee e pensieri, manifestata anche con sintomi simili agli stati febbrili. E poi ancora, le alte temperature, l’afa e l'umidità agiscono sui sistemi neuroendocrini. Da una parte, il caldo stimola l'attività del glutammato, neurotrasmettitore che esercita una potente azione eccitante sui circuiti cerebrali, dall'altra viene ridotta quella del Gaba il mediatore chimico che ci rende tranquilli e rilassati.

Oltre al fattore termico in sé, che agisce direttamente sul nostro sistema nervoso, è necessario tenere presente il caldo eccessivo assume di fatto ruolo di 'stressor' aspecifico, influenzando alcune gravi patologie psichiche, come la depressione, la ciclotimia, la bipolarità e agendo come potente fattore di stress: ecco che il caldo diventa allora responsabile di comportamenti aggressivi e impulsivi tipici di ogni circostanza stressante e inibisce le nostre capacità di controllo rispetto agli stimoli ambientali negativi. Inoltre questo stress termico può alterare il nostro equilibrio ed i nostri comportamenti anche indirettamente, palesandosi con la perdita di sonno ed alterazione dei nostri ritmi biologici.

Nella situazione di elevate temperature a cui siamo esposti in questi giorni si registra anche un grande aumento di persone sofferenti di attacchi di ansia ed attacchi di panico. Si può avere la sensazione di spossatezza, affaticamento nel compiere anche azioni banali, possono essere avvertiti giramenti di testa, difficoltà di attenzione: tutto ciò può far radicare, in persone che già vivono nell'ansia, la convinzione che nel loro corpo stia avvenendo qualcosa di grave, di minaccioso. Da lì il passo è breve per la manifestazione di un attacco di panico ed esacerbazione dei personali vissuti ansiosi.

Molti studi internazionali segnalano che nei mesi estremi di temperature calde, ovvero luglio ed agosto, si riscontra la maggior casistica di comportamenti aggressivi, disturbi dell’umore e stati d’ansia. Ma cosa accade di preciso? Avviene che l’interazione di condizioni climatiche nocive, come le elevate temperature  e le dinamiche sociali, costituisce un elevato potenziale di sofferenza psicologica. Nell’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (che sarebbe, assieme all’ICD, il testo ufficiale al quale fare riferimento nel momento in cui si parla di disturbi mentali), non c’è una precisa descrizione di correlazione diretta fra le alte temperature atmosferiche e l’insorgenza di attacchi di panico. Eppure c’è chi vive il caldo con particolare ansia e sofferenza.

Ovviamente, non si può imputare la responsabilità di un elevato disagio psicologico alla sola componente climatica, ma essa può esser l’innesco di una serie di disagi provati durante tutto l’anno e repressi o ignorati finché le condizioni lo hanno permesso. Inoltre non è possibile di evitare questa stagione a meno che si abbia la possibilità di emigrare in posti freschi per circa tre mesi. Comunque è bene sapere che il nostro corpo e la mente umana hanno straordinarie capacità di adattamento. Il nostro organismo, infatti, è creato in una maniera tale da autoregolarsi nel momento in cui si verificano minimi o grandi cambiamenti, sia all’interno che all’esterno del proprio corpo. Quindi sudare, avere accelerazioni cardiache, arrossire, avere sensi di asfissia ed altri piccoli cambiamenti fisiologici sono assolutamente normali.

Davanti a queste difficoltà è necessario alleviare quanto più possibile gli effetti del caldo.

Ad esempio, quando la sensazione di stanchezza e spossatezza aumenta, possiamo prenderci del tempo mentale in cui visualizzare, attraverso appositi esercizi, qualcosa di fresco e piacevole come ad esempio un prato con una cascata, oppure una brezza; respirare lentamente con il diaframma, entrare nella nostra visualizzazione, per rilassare le tensioni e abbassare il livello di adrenalina.

Se l’ansia e gli attacchi di panico aumentano velocemente e ci troviamo nel bel mezzo di una crisi, è bene tenere a mente i seguenti suggerimenti per contenere ed evitare il malessere: non fingere di star bene, poiché questo comporta un aumento delle palpitazioni cardiache; non tentare di scappare perché rischiamo di cadere o di fare incidenti, non forzate il respiro poiché  ciò può aumentare la sensazione di angoscia.

Tuttavia, se l’afa, le temperature e l’umidità aumentano il vostro disagio connesso all’ansia e al panico, con un peggioramento degli stati d’animo, della vita sociale e a lavoro o in ambiente  scolastico, è consigliato contattare quanto prima uno psicologo, considerato un metodo non farmacologico efficace nel trattamento dei disturbi d’ansia e nella prevenzione delle ricadute, aumentando la capacità di riconoscere e gestire i segnali dell’ansia e del panico e a modificare i pensieri disfunzionali ad essi associati.

E vedremo allora che, anche per questa estate, riusciremo a sopravvivere.

Sarò lieta di accogliere ancora richieste su argomenti di vostro particolare interesse. Inoltre è possibile prenotare una consulenza gratuita, in presenza oppure on-line, al numero 347.4068962 e indirizzo di posta elettronica ilaria.quattrociocche@gmail.com

Ilaria Quattrociocche

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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