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La psicologa dott.ssa Ilaria Quattrociocche La psicologa dott.ssa Ilaria Quattrociocche

Ritorno a scuola. Ad ogni età le sue emozioni...e qualche stress

Ed eccoci a settembre. Anche questa estate è trascorsa ed è tempo, ora, di tornare sui banchi di scuola. Nei prossimi giorni riprenderanno le attività didattiche e, per gli studenti di ogni età, comincia una nuova fase di apprendimento e di nuove conoscenze. 

Per molti bambini e ragazzi si tratta di un ritorno, positivo o negativo che sia, per molti altri di un nuovo inizio. In ogni caso il suono della prima campanella rappresenta un momento molto delicato per bambini e genitori perché sono molti i fattori che entrano in gioco : esperienze, emozioni, pensieri, aspettative, paure. Partire però con il piede giusto permette di evitare molte difficoltà e di promuovere invece un’esperienza che sia più piacevole possibile. E’ importante quindi saper gestire al meglio questo turbinio di sensazioni per non trovarsi spiazzati da un carico che rischia di disorientare, specie i più piccoli. Sono proprio i più piccoli che vanno accompagnati e sostenuti amorevolmente sia dai genitori sia dagli insegnanti e personale scolastico. 

C’è chi dice che la scuola è un’ incubatrice della conoscenza e del progresso e chi invece afferma che la scuola è la prigione della creatività e dell’immaginazione. C’è chi sostiene che la scuola non è più al passo con i tempi e chi invece ribadisce che nonostante la globalizzazione, internet e l’avvento di nuove tecnologie e di nuovi stili di vita come le disuguaglianze sociali continuano negli anni a riprodursi, attraverso l’inclusione o l’esclusione dal sistema scolastico. Senza dubbio la scuola è una istituzione preposta alla trasmissione di contenuti e conoscenze che vanno ben oltre il semplice apporto nozionistico nei discenti. 

“Una buona testa e un buon cuore sono una combinazione formidabile. Ma quando ci aggiungi una lingua o una penna colta, allora hai davvero qualcosa di speciale”(Nelson Mandela).

E’ bene tenere presente che posto centrale va dato all’emergere delle emozioni degli alunni, le quali solo se adeguatamente contenute, comprese ed accolte potranno trasformarsi in esperienze di condivisione, con caratteristiche positive e arricchenti.

Il ritorno all’attività scolastica provoca soprattutto nei bambini vissuti e sentimenti di confusione: da un lato può manifestarsi malessere al pensiero di dover rispettare orari e compiti o dare inizio a qualcosa di sconosciuto, ma dall’altro si può esperire tutto il vissuto emotivo legato al rivedere i propri amici e compagni, talvolta accompagnato da sentimenti di curiosità ed aspettative nel caso si stia per affrontare una nuova esperienza. Ma le varie fasce d’età possono nascondere cause e problemi diversi. Lo stato emotivo che possiamo evidenziare più spesso, all’inizio di un nuovo cammino, proprio per il carattere di incertezza che il nuovo ed il cambiamento comportano, è rappresentato da ansia o stress. E’ necessario quindi che i genitori e gli insegnanti trovino le giuste modalità per rendere questo momento meno difficoltoso e far sì che lo studente, che sia un bambino o un’adolescente, comprenda che si tratta di un passaggio obbligato, ma che si può vivere al meglio.

E’ bene tenere presente, però, che in alcuni casi particolari, rientrare a scuola può trasformarsi in un vero e proprio incubo. Alcuni alunni, anche se in stato di salute, possono sperimentare diversi problemi sia fisici sia psicologici. L’ansia e la paura del tornare tra i banchi e affrontare la realtà scolastica, che molto spesso non è poi così semplice, crea uno stato di malessere generale, che non deve essere sottovalutato. Il problema, a volte, può essere facilmente risolto con un sostegno dei genitori, ma, altre volte ci può essere una situazione più complicata, ed è quindi opportuno rivolgersi a un professionista. Infatti la paura del rientro a scuola potrebbe non essere un problema dovuto alle caratteristiche di personalità dell’alunno, ma il riflesso di situazioni più gravi: stress per vissuti particolari in casa, presenza di problemi specifici apprendimento o condizioni di bullismo. E’ quindi fondamentale comprendere le motivazioni che si trovano alla base di un eventuale rifiuto verso la scuola e affrontarle poi con estrema serietà.

Può capitare, anche spesso in realtà, che i genitori dei bambini che intraprendono per la prima volta il loro percorso scolastico, che sia all’infanzia o alla scuola primaria, vivano loro stessi in maniera ansiosa il distacco dai propri figli. I bambini riescono molto bene a captare questo malessere e lo trasformano talvolta in un vissuto ancora peggiore rispetto a quello dei genitori, aggravato dal fatto che comprendono ancora meno le cause di queste sensazioni poiché  non originano da loro. E’ importante quindi parlare il più possibile delle nostre emozioni di adulti, condividendole, e lasciando uno spazio sempre aperto per ascoltare le aspettative, l’entusiasmo o la paura, che i bambini possono esprimere nei confronti della nuova esperienza che stanno per vivere; inoltre è anche necessario anche spiegare, nelle modalità  più serenamente possibili, cosa realmente è  la scuola, cosa rappresenta e le sue funzioni, mostrando loro, anche concretamente di cosa si tratta.

Per esempio dove possibile, COVID-19 permettendo,  si potrebbero portare i bambini a visitare la nuova scuola, oppure organizzare incontri con i nuovi compagni, per favorire la socializzazione. Con i bambini un po’ più grandi, che invece sanno già cosa significa affrontare un anno scolastico, è bene stimolare quanto più possibile la condivisione dei loro pensieri e delle loro emozioni, cogliendo le opportunità di dialogo, ad esempio effettuando l’acquisto del materiale scolastico insieme. Ma come i genitori possono riconoscere tempestivamente eventuali disagi?Soprattutto nei bambini i sintomi che l’ansia può causare riguardano la difficoltà nel dormire, incubi e disturbi comportamentali di vario genere. I più piccoli possono diventare irrequieti, e chiedere continuamente più attenzione da parte dei genitori. Queste alterazioni possono durare anche per un po’ dopo l’inizio della scuola, ma, nel caso continuino, è preferibile parlarne con gli insegnanti e consultare un professionista.

Un altro momento critico è quello che può interessare gli alunni delle scuole secondarie di primo grado. Il cambiamento, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado, può rappresentare una situazione complicata per molti alunni. Questo accade principalmente per la particolare età in cui si svolge questa fase di transizione. In essa  l’ alunno da un lato sta ricercando e sperimentando la sua autonomia, dall’altro invece percepisce ancora esigenze tipiche dell’infanzia, che però può tentare di nascondere, generando situazioni di conflitto intrapsichico che possono diventare di difficile gestione perché la pressione sociale è molto forte e non sempre il ragazzo è in grado di gestirla.

E “la scuola ci insegna a capire la realtà. Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni” (Papa Francesco).

Sarò lieta di accogliere ancora richieste su argomenti di vostro particolare interesse. Inoltre è possibile prenotare una consulenza gratuita, in presenza oppure on-line, al numero 347.4068962 e indirizzo di posta elettronica ilaria.quattrociocche@gmail.com

Ilaria Quattrociocche

La dott.ssa Ilaria Quattrociocche è una Psicologa Clinica e Pedagogista , laureata in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi dell’Aquila, abilitata all'esercizio della professione (Albo A) e laureata in Scienze Pedagogiche presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Psicoterapeuta in formazione presso CIPPS - Centro Internazionale di Psicologia e Psicoterapia Strategica di Salerno (SA).

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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