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Acea Ato 5 Frosinone, stop per ora alla “mandrakata” di far crescere i consumi idrici fatturati in stima

L’ultima pensata di Acea Ato 5 per ‘spremere’ al meglio gli utenti ha i tratti della genialità malvagia alla Macchianera di Disney, alla Dottor Octopus della Marvel o, meglio, alla Mignolo e Prof. di Steven Spielberg: “Prof., che facciamo questa sera? Quello che facciamo ogni sera, Mignolo: tentare di conquistare il Mondo!” L’idea è semplice ma vale qualche milione di euro per le casse del gestore.

E’ l’ennesima magia contabile (alla Mandrake, eroe dei fumetti): aumentare i consumi medi di riferimento delle varie tipologie contrattuali in modo da fatturare in acconto somme sempre più elevate. Infatti, per tutte quelle utenze per le quali il gestore non dispone di letture dei consumi certe (fatte dai letturisti o inviate dall’utente) e che consentano di calcolare la media giornaliera del consumo idrico, lo stesso gestore provvede a valutare tali consumi in stima, basandosi sui consumi medi della tipologia contrattuale a cui la specifica utenza fa riferimento-5: ad esempio, se si tratta di un’utenza domestica, i metri cubi che finiranno in bolletta saranno quelli che mediamente consumano tutti gli altri utenti domestici dell’Ato5, anche se in quella casa abita solo una persona anziana, l’abitazione è chiusa o utilizzata solo per le vacanze. Ecco allora la ‘mandrakata’, per dirla alla Proietti di Febbre da cavallo, l’idea geniale e risolutiva, certo, ma un po’ una sòla: aumentare la stima dei consumi medi, in modo da far pagare di più a tutte quelle utenze per le quali non c’è una lettura certa.

Una pensata che unisce “l’inutile” al dilettevole, nel senso che, poiché spetta ad Acea Ato 5 fare la lettura del contatore e spesso quest’obbligo viene disatteso, se l’utente non invia l’autolettura si ritroverà a collezionare solo bollette in acconto, che ora si vorrebbero far diventare ancora più care. Ecco che un inadempimento del gestore diventa addirittura un modo per fare più fatturato. Del resto, nel caso dei rimborsi agli utenti per le tariffe idriche più basse di quelle applicate nel 2020, è lo stesso gestore ad ammettere di non avere, il più delle volte, letture certe dei consumi, tanto da richiederle in autolettura agli utenti o mandare i propri tecnici a farne di nuove. Eppure se avesse fatto, come è obbligato, almeno due letture all’anno, avrebbe dovuto avere a metà 2021 tutti i dati necessari, invece… La richiesta di aumentare il consumo medio di riferimento per le varie tipologie è arrivata, nel bel mezzo dell’estate, sul tavolo dell’Ente d’Ambito. Un’istanza di incremento dei volumi di oltre il 30%, che avrebbe fatto finire i ‘nuovi’ consumi sulle fasce di esubero, gonfiando ben bene le bollette degli utenti. Ma la cosa singolare è che, per giustificare tale aumento e quindi per sostenere che in realtà i ciociari consumino molta più acqua di quanto risulti, Acea Ato 5 abbia sciorinato i dati di un unico Comune preso a riferimento. Insomma, parrebbe che il gestore si sia scelto il Comune che mostrava i numeri (e gli aumenti) più convenienti al proprio portafoglio e abbia chiesto di applicarli a tutte le famiglie della provincia.   Avrebbe dovuto invece tener conto di tutti i consumi letti nell’Ato 5 (in tutti i Comuni), in modo da avere una media rappresentativa dei volumi erogati, per tipologia contrattuale, nell’intero ambito di gestione. Forse, però, se i calcoli fossero stati fatti così, l’aumento non avrebbe avuto più alcuna giustificazione.

Ma come tutte le ‘mandrakate’ in Febbre da cavallo, anche questa è finita male: avrebbero dovuto scommettere su Soldatito, King e d’Ar- tagnan e invece hanno puntato tutto - e perso - su Antonello da Messina. Colpa solo d’Er Pomata? L’istanza, per il momento, pare sia stata bloccata. L’alzata di ingegno di Acea Ato 5, però, è l’ennesimo segnale che questi vertici aziendali sono ossessionati solo dal profitto e dagli incassi, pur in presenza di un’estate che ha visto numerosi Comuni lasciati a secco nel pieno delle feste, con tutto ciò che questo ha comportato per cittadini e villeggianti. Aver programmato interruzioni per più ore al giorno anche a cavallo del Ferragosto la dice lunga sulla visione e il rispetto che si ha di questo territorio e del proprio sistema economico e turistico. 

Cesidio Vano

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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