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Entusiasmo Frosinone nel segno di un calciomercato top. Domani si torna in campo col Perugia

Sulla strada della qualità per continuare a stupire, volando sulle ali dell’entusiasmo. L’entusiasmo di un ambiente che si sta riscoprendo passionale e sognatore dopo anni di rassegnazione derivanti da un calcio profondamente vuoto in termini tecnici. Basta vedere i numeri della biglietteria per la sfida di domani col Perugia per rendersene conto. 

Si torna a fare sul serio - Il Frosinone, rivoluzionato dalla sontuosa campagna acquisti estiva condotta dal dt Guido Angelozzi, è pronto a ripartire alla grande dopo la sosta dovuta agli impegni delle Nazionali. La banda Grosso, reduce da un positivo avvio di campionato che ha portato in dote 4 punti complessivi contro Parma e Vicenza, vuole riprendere da dove ha lasciato. Fortificata dai nuovi innesti, i quali cercano spazio nell’undici titolare. A Fabio Grosso il compito di trovare la quadra per far rendere al massimo una rosa dal potenziale incredibile.

Il timbro di Angelozzi - Ad una settimana di distanza dalla fine del calciomercato, sono ancora di stretta attualità i botti messi a segno dai giallazzurri. Chi non conosceva Guido Angelozzi, forse, sarà rimasto anche sorpreso. Cosa che, al contrario, non è accaduta per coloro che da anni ne seguono le azioni. Masterclass, è questa la parola giusta per descrivere al meglio l’operato condotto dall’esperto dirigente del club di viale Olimpia. L’uomo a cui il presidente, Maurizio Stirpe, ha affidato le chiavi della ricostruzione frusinate. Ed è bastata una finestra di trasferimenti per mettere subito il timbro, aspetto non di poco conto viste le difficoltà attuali che attanagliano il mondo del calcio.

Guido Angelozzi (foto Frosinone calcio)
Guido Angelozzi (foto Frosinone calcio)

Un mercato da manuale - Guido Angelozzi, in condizioni di estrema siccità finanziaria, ha architettato un mercato da manuale. Il migliore possibile, andando a soddisfare evidenti esigenze tecniche con ghiotte opportunità e tanto scouting rivolto all’estero, senza sottovalutare profili provenienti dalle categorie inferiori. Un lavoro certosino che parte da lontano, probabilmente sin dal 28 ottobre 2020, giorno in cui è ufficialmente approdato in Ciociaria. Diciannove ingressi in entrata e ben 24 uscite tra fine prestiti, svincolati, rescissioni e cessioni. Questo il bilancio dei movimenti concretizzati e guidati da un grande quanto arduo obiettivo: abbassare il monte ingaggi, inserendo soprattutto giocatori giovani che possano rappresentare un patrimonio per il presente e per il futuro. Tra l’altro, tutti titoli che il presidente Stirpe aveva dato nella conferenza stampa di fine giugno attraverso la quale ha lanciato il nuovo progetto triennale. Un programma che, adesso, vede i suoi obiettivi ribaltati. Almeno sulla carta, perché il Frosinone attuale non può avere la salvezza come traguardo primario da conseguire. Il Leone ha tutto per conquistare la promozione in Serie A ma questo sarà il campo, settimana dopo settimana, a dirlo.

Matteo Ricci
Matteo Ricci

Le entrate - Dal primo rinforzo Gatti (‘98), messo a segno il 27 maggio, al doppio prestito dalla Lazio di Casasola (‘95) e Cicerelli (‘94) a pochi minuti dal gong finale. Nel mezzo, operazioni di qualità nel solco di un’idea tattica ben definita e fondata sul 4-3-3. Il già menzionato Gatti, difensore di grande valore, e Zerbin (‘99), talentuosa ala di proprietà del Napoli, hanno avuto un impatto formidabile. Haoudi (‘01) alla lunga farà parlare di sé ed il contratto fino al 30 giugno 2025 lo aiuterà, al pari delle tante giovani promesse straniere pescate da Angelozzi. Il riferimento va al danese Klitten (‘00, ex Aalborg), allo sloveno Koblar (‘99, ex Maribor) che ha firmato un triennale come il serbo-tedesco Kremenovic (‘02, ex Saficar Belgrado). Tutti difensori, senza dimenticarsi del centrocampista croato Lulić (‘96), arrivato dallo Slaven Belupo con un contratto di 3 anni, e dell’attaccante maltese Satariano (‘01, rapporto professionale fino al 30 giugno 2024, ndr). Ma il dt giallazzurro ha chiuso colpi anche dalle serie inferiori del calcio tricolore. Dalla Manzanese in Serie D è arrivato il centrale difensivo Bevilacqua, classe 2001 che resterà all’ombra del Campanile fino al 2024. Preso dalla C, inoltre, il portiere De Lucia (‘96 ex Feralpisalò, biennale per lui). I prestiti dell’estremo difensore Ravaglia (‘99 dal Bologna), del centravanti Charpentier (‘99 dal Genoa) e dell’ala Manzari (‘00 dal Sassuolo in prestito biennale con diritto di riscatto e controriscatto) oltre a quello di Zerbin dal Napoli, lasciano ben sperare. Colpi dal rendimento assicurato Garritano (‘94, triennale), Canotto (‘94, triennale) e Cotali (‘97, biennale), giunti a parametro zero dopo la vicenda Chievo Verona. Opportunità di mercato sfruttate a perfezione da Angelozzi grazie alla sua esperienza. L’ingaggio del centrocampista Ricci (‘94, tre anni di contratto), svincolato nonostante un campionato da urlo con lo Spezia, è stato certamente il botto che più ha infiammato i tifosi.

Iemmello (foto Grillotti da Frosinonecalcio.com)
Iemmello (foto Grillotti da Frosinonecalcio.com)

Le uscite - In uscita, è chiaro che si poteva fare meglio ma negli anni si è visto che si poteva fare anche peggio. Intanto, le partenze degli svincolati Ariaudo, Capuano, Salvi, Vitale L. e Iacobucci hanno abbassato il monte ingaggi. Si è mantenuto il controllo su giovani interessanti, lasciati partire in prestito. Capolavoro l’operazione che ha portato Bardi al Bologna e Ravaglia a titolo temporaneo in Ciociaria. Tre le rescissioni: Verde, Baroni e Krajnc che aveva un salario piuttosto elevato. Ceduti agli sgoccioli Trotta alla Triestina e Vitale M. alla Pro Vercelli, nulla da fare per Bastianello, D’Elia, Tabanelli e Ardemagni, al pari di Iemmello che, almeno nelle idee, era in partenza. Questo mercato, però, ha rasentato la perfezione. Merito del presidente Stirpe, mai dubbioso sugli investimenti da fare per il bene di questo club, e di una dirigenza da lui scelta e rinnovata grazie ad Angelozzi, l’architetto delle promozioni. Da domani si farà sul serio e sarà il campo a parlare. Le premesse per vivere una grande stagione ci sono tutte.

Roberto De Luca

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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