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Regione Lazio, la Corte dei Conti parifica rendiconto generale: ok quelli dei gruppi consiliari: regolari

 La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per il Lazio ha parificato il rendiconto generale della Regione Lazio. "Sentite le relazioni di udienza, le conclusioni rassegnate dal pubblico ministero e l'intervento del presidente della Giunta Regionale, sulla base dei dati e nei limiti delle verifiche effettuate" la Corte dei Conti "parifica il rendiconto generale della Regione Lazio per esercizio 2020 con i relativi allegati". Queste le parole contenute nel dispositivo di pronuncia lette dal presidente della Sezione regionale Roberto Benedetti che ha specificato come il saldo finale di equilibrio non viene parificato per gli importi dei residui attivi e per le componenti per vincoli e accantonamenti del quadro riassuntivo. Parificato con riserva "l'accantonamento del fondo rischi contenzioso".

Il giudizio di parifica, si legge sul Rendiconto generale, si basa su "controlli sulle regolarità dei rendiconti dei gruppi consiliari" , sulla "verifica delle coperture finanziarie previste nelle leggi di spesa approvate dalla Regione Lazio nell'esercizio finanziario 2020" ed è successivo a "un'attività istruttoria sulle società controllate dalla Regione Lazio". Il Procuratore regionale per il Lazio Pio Silvestri ha chiesto "alla Sezione regionale di controllo la parificazione del rendiconto generale nelle componenti del conto finanziario e del conto del patrimonio" facendo però eccezione per "le poste sopra precisate del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità e del Fondo Passività Potenziali".

Nella sua relazione Silvestri ha voluto anche evidenziare l'urgenza del capitolo concessioni demaniali: "L'Unione Europea ci chiede, da tempo, una diversa politica di gestione delle concessioni demaniali che si sostanzi nell'affidamento tramite gara e nell'adeguamento dei canoni. Come Procura contabile non possiamo che auspicare il passaggio all'affidamento tramite gara pubblica per garantire, anche attraverso la revisione dei canoni, un gettito effettivamente corrispondente al valore del bene demaniale. Occorre però lanciare un monito che induca le amministrazioni centrali e territoriali ad attrezzare il proprio agire".

 Anche perché già oggi, ha continuato il Procuratore regionale, "la criminalità organizzata si infiltra nel mercato delle concessioni del demanio marittimo per cui bisognerà mettere in campo tutti gli strumenti di controllo e verifica, in via preventiva e in corso d'opera, per evitare di offrire su di un piatto d'argento la possibilità alla stessa criminalità di riciclare in modo semplice il denaro proveniente dai traffici illeciti". Più in generale la Corte ha rilevato un "progressivo risanamento del bilancio regionale" come rilevato nella relazione del magistrato contabile Giuseppe Lucarini in cui si evidenzia come l'avanzo, di circa 1 miliardo, nel "risultato contabile di amministrazione" sia in linea con il trend in ascesa negli ultimi tre anni. Un risultato, come registra Lucarini, che consolida "una crescente consistenza della liquidità regionale rispetto agli esercizi precedenti".

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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