L'Inchiesta Quotidiano OnLine
La psicologa dott.ssa Ilaria Quattrociocche La psicologa dott.ssa Ilaria Quattrociocche

L'importanza dei nonni. Da non confondere con il ruolo di 'genitori vicari'

Ieri, 2 ottobre, abbiamo celebrato i nonni. La festa dei nonni è una ricorrenza che esiste in tante parti del mondo e in Italia nasce ufficialmente come festività civile con la Legge n. 159 del 31 luglio 2005 del Parlamento, con l’intenzione di celebrare il ruolo e l’importanza dei nonni all’interno della famiglia e della società. La data scelta non è un caso: si ricordano gli angeli custodi, che nella tradizione cattolica hanno un po’ lo stesso ruolo dei nonni: sempre pronti a proteggere i propri nipoti, a dare consigli grazie alla loro esperienza e a coccolarli in ogni modo.  Ma chi è il nonno e cosa rappresenta per i bambini? “I bambini e i nonni sono la speranza di un popolo. I bambini, i giovani perché lo porteranno avanti, porteranno avanti questo popolo; e i nonni perché hanno la saggezza della storia, sono la memoria di un popolo” (Papa Francesco).

Il nonno può essere, dunque, inteso come il legame con la storia, sia con la grande storia degli eventi sia con la piccola e più intima storia familiare, che consente una connessione del nipote con le generazioni e lo aiuta a recuperare il senso del sé. La ricostruzione di una storia comincia quindi proprio da loro, dalle narrazioni dei nonni che, maggiormente distaccati nel tempo e negli affetti, rispetto al ruolo  esercitato di genitore, posso raccontare il passato ai detentori del futuro, i nipoti, per recuperare un nuovo senso della memoria (V. Tomasselli).

E spesso accade che i nipoti, i nuovi nativi digitali, alle prese con linguaggi e modalità comunicative che possono essere poco conosciute agli anziani, permettono di amplificare e arricchire la narrazione. Quindi questa narrazione storica può leggersi a doppio canale, si dà e si riceve in questo scambio generazionale, dove i nonni restituiscono ai nipoti il senso di un tempo più dilatato, lento, dove il significato della storia per essere colto richiede pazienza. Il racconto del nonno permette al nipote di riconnettersi con i vissuti di attesa, di suspense, di stupore. Linguaggio molto diverso dall’attività frammentata e caotica del raccogliere informazioni tramite i social e internet. E’ un po' come tornare all’idea di “una cosa alla volta”. Il nonno, testimone, cantore della storia familiare, diventa lo strumento per riconnettere il giovane al tempo storico e al tempo vissuto, denso di emozioni. Il presente può quindi essere ricollocato lungo la linea temporale, tra presente e futuro. Quindi possiamo affermare che uno dei primi ruoli della figura dei nonni è quello di accompagnare il nipote nella costruzione identitaria all’interno del sistema culturale familiare.

Ma questo compito può avere note positive e limiti. Senza dubbio un vantaggio è la crescita reciproca. I nonni danno, ma ricevono anche molto dal rapporto affettivo con il nipote, che favorisce il recupero della condizione di gioco e di ascolto. Ma fare il nonno non è tuttavia sempre esente da rischi. Si possono annoverare frequenti casi in cui una non chiara definizione dei ruoli può portare il nonno ad assumere il compito di genitore vicario, e quindi a dettar le regole educative che il bambino deve rispettare. Questo è fonte di conflitto costante con il genitore, e può rischiare di deteriorare l’intera rete di rapporti familiari. Questo può accadere, ad esempio, se la nuova famiglia non ha assunto in sé una generatività autonoma, se il genitore è ancora troppo figlio e non ha la forza per autolegittimare il salto generazionale, soffrendo l’incapacità di assumere la funzione primaria di famiglia per il bambino.

Un fenomeno diverso invece è quello riscontrabile nei modelli culturali più recenti: in una società tesa alla prestazione e all’attività costante a volte i nuovi nonni abdicarno dal ruolo, a causa di difficoltà ad accettare il tempo che passa e a riconoscere la propria realtà, ovvero essere il punto di partenza di tre generazioni. Il contatto con questa nuova temporalità crea a volte come un black out e può determinare il rifiuto, da parte di certi nonni, nell’esercitare la propria “nonnità”. Si evidenzia in loro la voglia di sentirsi ancora giovani e questo crea attrito mentalmente con la necessità di assumersi la veste di “vecchio saggio”. Ed ecco, allora, che il contatto con il nipote diventa contatto con il proprio tempo ormai trascorso e con l’avvicinarsi imminente della senescenza, a scapito delle gioie della relazione con il nipote. Il ruolo dei nonni è un tesoro familiare preziosissimo per piccoli e grandi.

Ogni esperienza positiva che si vive nella propria famiglia, soprattutto durante l’infanzia, si trasforma in un filtro protettivo per facilitare lo sviluppo psicologico ed emotivo di un bambino. Questo vuol dire che il ruolo dei nonni in psicologia è di primaria rilevanza, poiché un piccolo che cresce in un ambiente per lui rassicurante, sarà un grande sicuro di sé e diventerà un adulto capace di amare, sviluppando quella che chiamiamo resilienza, ovvero la capacità di affrontare e resistere allo stress. 

“Nessuno può fare per i bambini quel che fanno i nonni: essi spargono polvere di stelle sulla vita dei più piccoli” (Alex Haley).

Sarò lieta di accogliere ancora richieste su argomenti di vostro particolare interesse. Inoltre è possibile prenotare la vostra consulenza, in presenza oppure on-line al numero 347.4068962 e indirizzo di posta elettronica ilaria.quattrociocche@gmail.com

Ilaria Quattrociocche

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604