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Sabaudia, petizione al sindaco affinche' inviti la proprieta' a riaprire il cine-teatro Augustus

"Il comitato spontaneo sorto per promuovere la riapertura del Cine-Teatro Augustus, dopo aver completato la raccolta delle firme (oltre 1000 per la raccolta cartacea e oltre 500 per quella online) per la petizione al Sindaco, ha provveduto a consegnarle il giorno 6 ottobre all’ufficio protocollo del Comune. Come si ricorderà il Cinema-Teatro è chiuso oramai dal 13 marzo 2013 per cui alcuni cittadini e associazioni che si occupano di musica, di teatro, ecc. hanno iniziato una raccolta di firme per sollecitare la riapertura del cinema con la quale viene chiesto al Sindaco, previo accertamento dello stato di abbandono della struttura, di invitare formalmente la proprietà a riaprirlo entro un termine congruo per l’effettuazione dei lavori necessari, termine che a titolo indicativo è stato fissato in cinque mesi": lo evidenzia Franco Brugnola.

"Nel caso in cui la proprietà non provveda entro il termine indicato - spiega ancora il promotore dell'iniziativa -  la petizione chiede che il Sindaco, previa diffida a presentare le proprie controdeduzioni, avvii le procedure per l’acquisizione dell’immobile basandosi sull’art. 42della Costituzione secondo cui: «La proprietà è pubblica o privata» e che la legge ne «determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti». La Corte Costituzionale ha ritenuto (Sentenza 529/1995) che la funzione sociale inserita nel prefato art. 42 esprima un dovere di partecipazione alla soddisfazione di interessi generali. Pertanto l’assenza di detta partecipazione fa venir meno la situazione di vantaggio attribuita al proprietario".

"Partendo da una tale impostazione - aggiunge Brugnola - è logico ritenere che, laddove beni, anche in proprietà privata, siano abbandonati e perciò non assicurino quella funzione sociale per la quale il diritto di proprietà è riconosciuto e garantito dalla legge, sia doveroso ritenere non più sussistente il diritto medesimo di proprietà e dunque acquisire il bene stesso alla collettività e, quindi, al patrimonio del nostro Comune come “bene comune” mantenendo la precedente destinazione. In base al citato art. 42 una proprietà privata è giuridicamente tutelata, ma tale tutela permane solo se quella proprietà ha finalità sociali, quindi, se uno “spazio privato” si trova in stato di degrado e abbandono, pur avendo un legittimo proprietario, la sua proprietà potrebbe tornare all’amministrazione locale".

"Detta procedura è stata utilizzata più volte dal comune di Napoli con successo e copiata oramai da molti altri Comuni tra cui quello di Milano. Se entro il termine assegnato dal Sindaco la proprietà del cinema lo riaprirà assicurandone la funzione sociale la città potrà godere di una struttura dove poter assistere a spettacoli teatrali, concerti, spettacoli di danza, ma anche alla proiezione di film, a cineforum, spettacoli per le scuole, ecc. In caso contrario la procedura andrà avanti. Non si tratta di esproprio, che riguarda un bene del quale il titolare è nel pieno possesso della proprietà, ma di un bene del quale il proprietario si è disinteressato venendo meno all’obbligo di perseguire un fine sociale per l’utilizzo dello stesso previsto dall’art. 42 della Costituzione; pertanto si tratta di acquisizione a titolo gratuito. Una volta acquisito questo bene di fondamentale importanza per la cultura della città potrà essere concesso in gestione secondo le procedure di legge, garantendo la partecipazione delle associazioni culturali", conclude Brugnola.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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