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Cassino, cittadinanza onoraria al maestro burattinaio Adriano Ferraiolo: da 88 anni presente in citta'

Adriano Ferraiolo è cittadino di Cassino. Il Consiglio Comunale, convocato ieri pomeriggio, ha votato all’unanimità e per acclamazione conferimento della cittadinanza onoraria al grande maestro burattinaio, con tanto di iscrizione nell’albo d’oro della città martire.  Il solenne momento doveva tenersi un anno fa, ma la pandemia lo ha impedito. 
"L'antico e solido legame con i Ferraiolo- ha dichiarato la presidente Barbara Di Rollo- ha portato sorrisi a bambini e a tutti noi".  Il conferimento della cittadinanza onoraria è "un atto di concreta riconoscenza verso i custodi una tradizione antica che va salvaguardata".

Già perché la famiglia Ferraiolo porta avanti l’antica arte da un secolo e mezzo e da ben 88 anni fa tappa qui a Cassino. Generazioni intere di cassinati sono cresciute con i loro spettacoli, e si sono deliziate con le loro caramelle veneziane, scoperte dal nonno di Adriano a Venezia in un momento di crisi per l’attività. "Proprio quelle caramelle hanno garantito la nostra sopravvivenza", ha affermato il maestro e nostro concittadino.  

Il sindaco Enzo Salera, ha parlato di atto "doveroso da parte della città di Cassino. La vostra arte ha visto crescere migliaia e migliaia di giovani, di mamme e di famiglie deliziate dai vostri spettacoli ma anche dai vostri dolci. Fu suo nonno che scoprì queste famose caramelle in piazza San Marco a Venezia. Delizie che ora accompagnano i vostri spettacoli".

Dopo aver ricevuto i ringraziamenti anche da parte del consigliere di minoranza Giuseppe Golini Petrarcone, Andriano Ferraiolo, ha raccontato la storia della famiglia e la vocazione per l’arte burattinaia e del legame con la città martire: "Di Cassino ricordo un periodo molto bello e brutto nello stesso tempo perché c'erano pochi soldini e quindi si doveva lavorare per portare il pane a casa. Eravamo 9 persone in famiglia,  ed era il ‘57, venimmo qui e, allora, si lavorava vicino al vecchio tribunale. Mio fratello  si fece male caricando il camion e questo fu uno dei momenti più brutti. In seguito, ci trasferimmo vicino all’attività Renzi ma lavorammo poco. Ma mio padre -ha proseguito il maestro- ci teneva tantissimo a questa città e continuammo a venire.  Poi ci siamo trasferiti in piazza Labriola, dove tutt’ora stiamo. La cosa che mi emoziona è che anche i miei figli si sono affezionati a Cassino".

Tanti i momenti di sconforto vissuti dalla famiglia, le mancanze, le sofferenze dovuti ai pochi incassi, "tanto che una volta dissi a mio padre:”Ma perché non facciamo qualcos’altro?”, e lui mi rispose:" vedrai che quest'arte di darà tanta soddisfazione". Aveva ragione. L'ultima l’ho avuta quest'estate -ha chiosato commosso- quando un signore a Tropea mi è venuto vicino e mi ha detto: "grazie, mio figlio ha quattro anni e non mi parla. Ma grazie al suo pulcinella mi ha iniziato a rispondere".

Conclusa l’assise, tutti i consiglieri si sono spostati in piazza Labriola per seguire lo spettacolo “Una scampagnata di due disperati”, offerto per l’occasione dall’amministrazione comunale e seguito da decine di bambini giunti per omaggiare, a modo loro, il grande maestro e la sua arte.

Lorenzo Vita

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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