L'Inchiesta Quotidiano OnLine

Depuratore consortile: Bianchi e Orasi tornano liberi, ma con misura interdittiva

Indagine “Acquanera” del Nipaaf di Frosinone sul depuratore consortile di Villa Santa Lucia: Riccardo Bianchi (amministratore delegato della società AeA Spa ed ex presidente di Federlazio di Rieti) e Roberto Orasi (responsabile impiantistico della società AeA Spa) sono stati rimessi in libertà dal Tribunale del Riesame di Roma, ma con una misura interdittiva: il divieto di svolgere le funzioni rispettivamente di presidente (Bianchi nei giorni scorsi ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente) e direttore di AeA. I giudici capitolini hanno accolto le istanze presentate dagli avvocati Sandro Salera, Paolo Marandola e Domenico Marzi e un'ora fa circa hanno sciolto la riserva.

Gli avvocati Salera, Marandola e Marzi con una dichiarazione congiunta commentano la decisione dei giudici capitolini: «Esprimiamo grande soddisfazione perché abbiamo ottenuto ciò che avevamo richiesto al Riesame di Roma, ovvero la libertà per i nostri assistiti, con un provvedimento interdittivo a svolgere la funzione di presidente e direttore di AeA. Questa stessa richiesta era stata avanzata al Gip di Cassino che con parere negativo, assolutamente negativo del Pm dottor De Franco, aveva rigettato. Il Gip, dottoressa Sodani, addirittura aveva scritto che l'unica misura in grado di contenere il rischio attuale e concreto di recidiva fosse quella degli arresti domiciliari con divieto di contatto con persone diverse dai familiari». Le difese hanno anche presentato l'istanza di dissequestro del depuratore al Tribunale del Riesame di Frosinone, ma l'udienza deve essere ancora fissata. 

L’inchiesta “Acquanera” lo scorso 23 settembre ha visto eseguire 5 misure cautelari: arresti domiciliari per Riccardo Bianchi, Roberto Orasi e Amedeo Rota (responsabile degli impianti Cosilam gestiti dalla società AeA). Obbligo di dimora, invece, per l’ex project manager di AeA Laura Paesano (oggi la misura le è stata revocata) e divieto di dimora per l’ex responsabile dell’impianto di depurazione “Cosilam” Jessica Bartolucci. 
I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2020 ed il 2021 e riguardano la società che gestisce il depuratore consortile, l’AeA appunto, che convoglia i reflui di alcune aziende, tra cui la cartiera Reno De’ Medici, e dei Comuni del cassinate.
In particolare, i forestali hanno svolto campionamenti nel corso d’acqua Rio Pioppeto, nel quale il depuratore scarica i propri reflui, sia a monte che a valle dello scarico, ed hanno scoperto una «continua e significativa violazione dei limiti tabellari stabiliti per i reflui dello scarico finale del depuratore consortile e fortissime differenze qualitative delle acque del Rio Pioppeto, proprio in riferimento ai parametri riscontrati nei reflui di detto scarico. Infine, anche visivamente lo stato del corso d’acqua si mostrava colmo di schiume e melme, spesso accompagnato da forti odori». Accertamenti svolti insieme al personale dell’Arpa Lazio sia di giorno che di notte. Dalle analisi - secondo l’accusa - emerge «una situazione allarmante», tra l’altro confermata anche dalle dichiarazioni del Procuratore capo di Cassino D’Emmanuele, che garantisce il massimo impegno a tutela dell’ambiente.     

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604