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La psicologa Ilaria Quattrociocche La psicologa Ilaria Quattrociocche

Il Covid fa paura, il raffreddore...anche. L'ansia da contagio

La paura di ogni contatto. Fiumi di gel e mascherine per combattere l’esercito di  piccole e grandi fobie, sempre più diffuse. Vorrei oggi fare con voi un breve viaggio nella mente personale e collettiva per provare a capire meglio come il virus agisce sull'equilibrio della nostra psiche con l'arrivo dei primi raffreddori stagionali.

L’altro giorno, al mercato del paese, una donna incrocia sul suo tragitto un uomo che starnutiva vistosamente, senza mascherina. L’uomo percepisce il disagio della donna e comincia a chiedere scusa, specificando di essere vaccinato. Bene, pensa la donna mentre deglutisce, quest'uomo ha il raffreddore, speriamo non siano i primi sintomi del Coronavirus. L'ordine delle preoccupazioni allora immediatamente cambia: dalla paura della febbre con crisi respiratorie, dal contagio dei nostri familiari, possiamo passare, nell'arco di una manciata di secondi, a domandarci se la peste nera sia peggio.

Ma questa donna non è l’unica ad avvertire un latente stato di ansia…In realtà è in compagnia di molte, moltissime più persone. La pandemia ha provocato e sta ancora provocando una serie di conseguenze sulla psiche tanto profonde da aver spinto l'Organizzazione mondiale per la sanità a lanciare l'allarme sulla necessità di tutelare la nostra salute mentale. L'Oms ha elaborato anche un vademecum su come affrontare il tema e quali precauzioni adottare distinguendo varie categorie della popolazione: anziani, personale sanitario, parenti delle vittime, persone contagiate, bambini. Cerchiamo ora di chiarire alcuni punti importanti, dopo una breve specificazione.

La paura è un insieme di risposte fisiologiche e psicologiche, che ci mette nella condizione psicofisica di avere due tipi di reazioni (biologicamente determinate) a fronte dello stimolo pauroso: la fuga e il combattimento. Ogni animale, che trova di fronte a sé qualcosa di spaventoso, può decidere, tramite l’osservazione, che si tratta di uno stimolo che può fronteggiare, combattere o superare, oppure un pericoloso predatore, di fronte al quale la fuga è altamente consigliata. La terza opzione, attivata in extremis, consiste nel fingere la propria morte, nella speranza che il predatore, ormai vicino, decida disgustato di non mangiare la preda.

Quindi, la paura consiste in un insieme di reazioni complesse e molto utili da un punto di vista evolutivo e la sua assenza comporta alti rischi. Per “Fobie” si intende un disturbo dell’ansia che implica lo sperimentare una paura intensa per una tipologia di oggetti, animali, persone o situazioni, sia che questi siano effettivamente presenti sia che se ne immagini l’imminente comparsa. Ecco, dunque che un semplice timore può evolvere in fobia qualora la persona vi reagisca in modo disfunzionale, cioè in un modo che, al posto di provocare il superamento della paura, ne stimola l’aumento.

La paura delle malattie è una fobia molto comune, avvertita con intensità differenti: può manifestarsi come lieve timore di poter contrarre qualche malattia fino a generare stati di forte ansia e stress nella convinzione di essere malati, se non in punto di morte imminente. L’emergenza epidemiologica da Covid-19, accompagnata da un isolamento forzoso in casa, può aver scatenato nuovi timori in chi fino ad oggi non soffriva di ansia da malattia oppure può aver  aggravato disagi già presenti, che possono manifestarsi anche con stati panico invalidanti se non gestiti tramite un percorso di terapia psicologica.

E’ bene tenere presente che, in tale momento storico, il timore di contrarre il Coronavirus potrebbe essere “fisiologico”, se rimane relegato ad una naturale e contingente paura di ammalarsi e tale timore è direzionato al solo Covid-19. Ma non possiamo certo escludere che l’emergenza sanitaria possa scatenare disagi importanti a chi soffriva già di ansia da malattia lieve oppure possa scatenare reazioni di ansia e panico importanti a chi, invece, era già fobico. In ogni caso, per qualsiasi alterazione di carattere psicologico, come ansia e panico, non esiste una causa univoca, poiché molto dipende dal nostro vissuto personale, dalla nostra struttura di personalità e dagli eventi che si sono succeduti nel tempo nella nostra vita.

Un aspetto, però, è da considerare bene ed indagare, ovvero  quello che si riferisce al tessuto familiare vissuto in età infantile: un atteggiamento iperprotettivo dei genitori potrebbe far insorgere nel minore insicurezze e paure che si strutturano poi in età adulta. Nello specifico può accadere che, proprio per le “patologiche” preoccupazioni dei genitori, il bambino sviluppa un’immagine di sé di persona fragile e vulnerabile alle malattie o infortuni lievi e occasionali. Data la diversità delle cause all’origine dell’ipocondria, la soluzione per superare tale disagio è proprio quella di scardinare gli schemi mentali che l’hanno strutturata. La persona che soffre di tale disturbo ha generato una spirale viziosa mentale tale per cui, nonostante gli accertamenti medici, è in costante preoccupazione per la propria salute.

Ciò che accomuna in gran parte le fobie è rappresentato dai tentativi disfunzionali di affrontarle, che reiterati nel tempo divengono una sorta di “fertilizzante speciale” che alimenta e peggiora ulteriormente il problema.Per tale ragione è bene non sottovalutare i segnali che invia il nostro corpo e, se necessario, affidarsi ad uno psicologo per intraprendere insieme un percorso per superare il disagio.

Sarò lieta di accogliere ancora richieste su argomenti di vostro particolare interesse. Inoltre è possibile prenotare una consulenza gratuita, in presenza oppure on-line, al numero 347.4068962 e indirizzo di posta elettronica ilaria.quattrociocche@gmail.com

Ilaria Quattrociocche

La dott.ssa Ilaria Quattrociocche è una Psicologa Clinica e Pedagogista , laureata in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi dell’Aquila, abilitata all'esercizio della professione (Albo A) e laureata in Scienze Pedagogiche presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Psicoterapeuta in formazione presso CIPPS - Centro Internazionale di Psicologia e Psicoterapia Strategica di Salerno (SA).

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