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Fidapa Cassino, sprint e fedeltà ai valori: al via la presidenza di Alberta Valente

Cerimonia di apertura e passaggio di consegne alla guida della Fidapa Bpw Italy sezione di Cassino per il biennio 2021/2023 all’insegna della determinazione, carattere distintivo comune alle due donne che si sono passate affettuosamente il testimone. Si è chiuso un biennio caratterizzato dalla pandemia che ha sconvolto programmazione e progetti, obbligando così l’uscente Anna Maria Cacciami a dare fondo a tutte le proprie forze, e all’esperienza maturata attraverso i numerosi incarichi nazionali, per mantenere coeso un gruppo che rischiava di perdere la propria identità in un forzoso distanziamento. E che invece ha trovato nuovo slancio, pur saldamente ancorato alle radici della propria storia lunga oltre 35 anni sul territorio. Si volta pagina, adesso, con il nuovo mandato di Alberta Valente, giovane Presidente di sezione che potrà contare, sul suo cammino, sulla freschezza di un direttivo altrettanto dinamico. Alberta Valente, la vice presidente Barbara Gradini, la segretaria Anna Miranda e la tesoriera Monica Campione sono pronte, con passione e risolutezza, ad affrontare le nuove sfide che le attendono, come ha sottolineato la neo presidente nel suo discorso inaugurale dinanzi a socie e ospiti riuniti nella serata organizzata a Caira, a Villa Grazia il 22 ottobre scorso. 

«Cercherò di essere esempio di operosità per tutte voi - ha sottolineato la Valente - con l’auspicio di coinvolgervi nelle attività che verranno proposte, cercando essere il trait d’union tra il mondo associativo e le altre realtà del nostro territorio, oltre che consolidare un rapporto di sorellanza costruito nel tempo, con la sezione di Formia, Gaeta e Minturno, nostra vicina. Ci attende un biennio importante che sarà lo spartiacque tra quello che è stato e quello che sarà il futuro della nostra sezione. L’augurio che sento di rivolgere prima di tutto a me stessa e poi ad ognuna di voi è di riscoprire i valori fondanti della nostra associazione, partendo dalla rivalutazione di noi stesse e del nostro essere donne. Troppo spesso ci viene richiesto, a volte addirittura imposto dai dettami della società in cui viviamo di essere all’altezza del ruolo che ricopriamo, in ambito professionale, personale e familiare. Io sento di dire invece che non dobbiamo mai perderci di vista come donne, che dobbiamo essere all’altezza solo di noi stesse e degli obiettivi che decidiamo di porci, anche se riusciamo a raggiungerne la metà. Dobbiamo auto determinarci ed essere determinate ed avere la libertà di esprimerci senza timori e condizionamenti. Solo cambiando la percezione di noi stesse, permetteremo agli altri di cambiare la percezione che hanno di noi».

Applausi in sala, dove hanno preso posto anche numerosi ospiti e amici storici della Fidapa, ai quali Anna Maria Cacciami in apertura aveva rivolto un particolare saluto: la segretaria del Distretto Centro Concetta Di Palo, la Presidente della Fidapa sezione di Gaeta Formia Minturno Francesca Di Rocco, la presidente del Lions Club Cassino Anna Maria Iacovacci, che con un suo breve discorso ha augurato buon lavoro e buon cammino al neo direttivo. E poi ancora il presidente Comitato Pari Opportunità Ordine Forense di Cassino Diego Troiano, il Presidente della Banca Popolare del Cassinate Vincenzo Formisano con la consorte Bianca Tutinelli. E Anna Luisa Formisano, vedova di Donato Formisano, Presidente della Banca Popolare del Cassinate, sostenitore e patrocinatore del premio di laurea biennale intitolato alla compianta socia Fidapa,  Luciana Viola. 

Fiori, scambio di doni e gratitudine reciproca, ma soprattuto un monito, quello che è arrivato dalla presidente Valente: «Noi che possiamo considerarci delle privilegiate in questo lato del mondo, abbiamo il dovere di lavorare non solo per rappresentare le donne che non hanno le nostre stesse opportunità e che combattono ogni giorno anche per i propri diritti fondamentali, ma attraverso le nostre attività, dobbiamo dare voce e corpo a quante è impedito di farlo,  impegnandoci per una società inclusiva e non discriminatoria, che consideri le diversità un valore aggiunto, che offra stesse opportunità e garantisca stessi diritti, partendo da noi stesse, cercando di sostenerci e di supportarci, piuttosto che mal sopportarci come troppo spesso è accaduto. Dobbiamo provare ad uscire dalla nostra zona di confort e impegnarci ad andare oltre l’apparenza, essere più comprensive ed accettare ognuna per quelle che siamo, valorizzando la ricchezza delle nostre peculiarità». 

Parole che sono state molto apprezzate dai presenti e che hanno dato la cifra di quello che si prospetta come un nuovo, avventuroso e appassionato viaggio.

Ri.Ca.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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