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Pistola scacciacani e coltello usati per le rapine Pistola scacciacani e coltello usati per le rapine

Sora, prima l'arresto per furto poi la denuncia per rapina: “lo struzzo” ancora nei guai

Prima l'arresto per furto d'auto, poi la denuncia per una tentata rapina e una rapina andata a buon fine. Ancora guai per un 20enne di Rocca D'Arce conosciuto come “lo struzzo” (per la velocita con la quale sfugge alle forze dell’ordine). Ma i carabinieri hanno individuato anche il complice, un concittadino 17enne. Denunciato anche il minore. A ricostruire i fatti, in un'indagine lampo durata meno di 24 ore, sono stati i carabinieri della Compagnia di Sora, diretti dal capitano Domenico Cavallo e dal tenente Davide Marcucci.

Secondo gli investigatori dopo l'arresto del ladro d'auto, furto commesso tra le 2 e le 3 di ieri in via Torino a Sora, sono stati avviati una serie di riscontri per fare luce su due rapine (una tentata e una consumata) avvenute tra le 18 e le 23, poche ore prima che il 20enne finisse in manette. Grazie agli elementi raccolti sul territorio sorano è stato possibile identificare gli autori delle azioni delittuose. In particolare le due rapine erano state commesse nella serata del 6 dicembre 2021, la prima perpetrata da due giovani, uno armato di coltello e l’altro di pistola che, entrati all’interno di uno studio grafico, avevano intimato al titolare e preteso il denaro e il cellulare. Colpo non andato a buon fine per la coraggiosa opposizione della vittima. Ma nel secondo caso, la rapina è stata messa a segno: gli stessi due giovani - secondo gli investigatori - sono riusciti ad introdursi nel laboratorio di un sarto di origini pakistane e, minacciandolo con le armi, gli hanno portato via il telefonino. Due episodi violenti messi in atto a distanza di poche ore dai due giovani incauti, poiché dietro di loro hanno lasciato una scia di prove.

I carabinieri della Stazione di Sora e del Nucleo Operativo e Radiomobile in piena notte hanno arrestato il 20enne di Rocca d’Arce. Dopo aver rubato una Renault Megane è stato inseguito e bloccato mentre tentava la fuga a piedi. Partendo dal furto e successivamente dal ritrovamento a bordo strada, in via Torino, di una pistola scacciacani (una replica perfetta di una Glock 17, priva di tappo rosso) e dalla visione delle telecamere, gli investigatori hanno ipotizzato che l'arma fosse la stessa usata nelle rapine. Mentre il giovane veniva portato a Cassino per la convalida dell’arresto, i militari hanno continuato ad indagare, prima cercando di individuare chi potesse essere il complice e contestualmente nella ricerca del possibile rifugio utilizzato dal 20enne (che nel frattempo ha patteggiato 4 mesi di condanna, pena sospesa) e il presunto complice.

Da ulteriori approfondimenti è emerso che il ladro, nei giorni scorsi, era stato fermato a Napoli, nel quartiere di Secondigliano, dove si era recato con l’autovettura rubata al padre, insieme ad un 17enne, anch’egli di Rocca d’Arce. Acquisite le fotografie e diramate le ricerche alle pattuglie, alle 19,30 di ieri sera mentre “lo struzzo” rientrava da Cassino e veniva sottoposto ad interrogatorio, il minore veniva rintracciato e bloccato a Sora. Cercava di confondersi tra la gente. Sottoposto ad una prima perquisizione è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico, di un telefono cellulare e di pochi euro. Portato in Compagnia, dove già si trovava il complice, è stato scoperto che il coltello e l’arma (nella foto), riconosciuti dalle due vittime, erano quelli utilizzati per le rapine e che il cellulare era proprio quello del commerciante pakistano.

Inoltre, i carabinieri sono riusciti ad individuare il rifugio dei due ragazzi: una casa disabitata all’interno della quale sono stati trovati gli abiti indossati durante le rapine e di cui si erano liberati per non essere riconosciuti. Armi e vestiti sono stati sequestrati. Ma le indagini proseguono per capire se i ragazzi abbiano commesso altri reati nei giorni scorsi.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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