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La psicologa Ilaria Quattrociocche La psicologa Ilaria Quattrociocche

La magica favola di Babbo Natale. Per grandi e piccini

Il Natale, nonostante tutte le difficoltà che hanno accompagnato anche questo 2021, resta sempre uno dei periodi più attesi dell’anno per adulti e bambini, perché da qui a poco si chiuderà un anno e  ne inizierà un altro pieno di speranze e attese. Non sappiamo ancora quali restrizioni anti-Covid adotterà l’Italia o il paese in cui viviamo, non sappiamo se ci pioverà addosso un decreto di isolamento dal Servizio Igiene e Sanità Pubblica, ma ciò che sappiamo è che anche questo Natale sarà diverso e diverso non vuol dire peggiore.  Ad alcuni potrebbe succedere di non poter incontrare parenti ed amici che non si vedono da tempo, altri potrebbero essere in isolamento, altri ancora potrebbero sentirsi inondati di solitudine perché hanno perso chi vorrebbero accanto.

Non dimentichiamo, però, che il Natale è anche per i bambini: mostra loro quanto sono stati desiderati, anche quando ai grandi ricorda che chi li ha tanto amati e desiderati forse oggi ha perso quella capacità di comunicarlo oppure non c’è più. Allora l’attesa dei più piccoli evoca magia e l’assenza, per i più grandi, induce a quella sensazione di nostalgia che il Natale porta con sé. Sì, ci sono delle difficoltà con cui dovremo fare i conti ancora per diverso tempo. Queste verità non vanno taciute ai più piccoli. Con i dovuti modi dobbiamo dire loro che forse dobbiamo ancora attendere prima di vedere il  cuginetto che abita in un’altra Regione o in un altro Paese e che quest’anno sarà ancora come l’anno scorso. “Poi vediamo…”, “magari all’ultimo può succedere che…”, o “forse succederà che…”, non sono frasi che funzionano molto con i bambini: loro vogliono sapere le cose come stanno e avere la certezza che noi saremo accanto a loro, indipendentemente da tutto.

Se i nostri figli non ci vedono in ansia, saranno più tranquilli. Certo, è complicato farlo, soprattutto in momenti dove l’incertezza fatica a trovare dei punti fermi. Ma proprio in questo momento il punto fermo sei tu. E una cosa importante da fare è rassicurare i bambini che Babbo Natale arriverà comunque. Nonostante gli impedimenti, compirà il suo lavoro, perché lui ha un permesso speciale per fare molte cose. E’ necessario, però,  avergli scritto una letterina, magari riflettendo insieme sul concetto di dono. Sicuramente a questo punto dell’anno è già stata scritta, ma per chi non avesse ancora preso carta, penna e colori in mano questo potrebbe essere un buon momento per mettersi all’opera.

Chiediamo ai nostri figli cosa vorrebbero più di tutto e perché. Che cosa rappresenta per loro quel gioco o quel desiderio che stanno rappresentando sul foglio indirizzato a Santa Claus? Indaghiamo e chiediamo ai più piccoli di immaginare cosa farebbero con quello che hanno chiesto. Come li fa sentire? Con chi vorrebbero condividere quel gioco? Un accorgimento: Babbo Natale arriverà, lo abbiamo detto, e indosserà una mascherina per proteggersi e proteggere dal Covid. Noi, per aiutarlo, abbiamo invitato i nostri figli a mettere il gel igienizzante sotto l’albero dove lascerà i regali che gli abbiamo chiesto. Così, staremo tutti più tranquilli: le norme di prevenzione saranno rispettate.  Per chi è cresciuto in una cultura occidentale, Babbo Natale, personaggio fantastico, probabilmente ha giocato un ruolo fondamentale nell’infanzia. Nonostante ciò, spesso alcuni genitori sono preoccupati per il fatto di “imbrogliare” i propri figli circa la sua esistenza. Dopotutto, in effetti, si tratta di una bugia e probabilmente, quando i bambini scopriranno la verità, sentiranno che i loro genitori li hanno traditi. Inoltre, alcuni genitori sono interessati a far sviluppare ai loro figli un pensiero critico e razionale. In una sola notte all’anno, un uomo con la barba bianca e con delle renne che sanno volare consegna milioni di regali a tutti i bambini del mondo.

Chiedere ai bambini di credere a questa storia potrebbe sembrare un invito a essere creduloni e illogici. Ma vi rivelo un segreto, anzi vi illustro delle ricerche psicologiche sull’argomento che sono piuttosto rassicuranti. Innanzitutto è importante sapere che i bambini devono ancora attraversare diverse fasi di sviluppo cognitivo. Fino circa ai 6 anni, il loro modo di vedere la realtà è caratterizzato dal “pensiero magico” (Piaget): ciò che per noi adulti può essere assurdo (come il credere ad un vecchietto con una slitta volante che recapita a tempi record regali a tutti i bambini del pianeta) è per loro coerente e accettabile, e non va ad intaccare la loro capacità di giudizio per il semplice fatto che sono in una fase in cui il pensiero razionale non è ancora completamente sviluppato. Inoltre, una recente serie di esperimenti condotti ad Harvard ha mostrato che i bambini sono in grado di distinguere tra personaggi fantastici derivati da credenze culturali e altre entità non visibili ma scientificamente comprovate (Harris et al 2006).

Insomma, i bambini che dicono di credere in Babbo Natale sono comunque meno certi della sua esistenza rispetto all’esistenza dell’ossigeno e dei germi. Globalmente questi studi ci fanno concludere che supportare con i nostri figli l’esistenza di Babbo Natale non contribuisca a renderli illogici e creduloni e raramente i bambini appaiono con il cuore spezzato quando “scoprono la verità”, mentre paradossalmente sono i genitori a sentirsi malinconici. Quindi i genitori possono stare tranquilli sul fatto che i bambini perdonino loro di aver raccontato una frottola così buona e conveniente come Babbo Natale che porta i regali. Inoltre i bambini continuano ad essere felici all’idea di ricevere la mattina di Natale i regali sotto l’albero, anche se non credono più in Babbo Natale perché ormai sono cresciuti (Cyr 2002). 

Tenendo presente che il pensiero magico del bambino tenderà da solo a mettersi da parte per lasciare campo libero alla razionalità, forse è il caso di avvicinarsi di più ai bambini ed al loro punto di vista, in modo tale da poter vivere il Natale nella sua incantevole magia e aspettare insieme a loro questo giorno meraviglioso nel quale ci si ricorda che è importante aiutarsi l’un l’altro, che bisogna volersi bene, che possiamo donare qualcosa a chi ne ha bisogno e che soprattutto possiamo donare il nostro amore e il nostro affetto a chi vogliamo bene.

Arriverà proprio il giorno di Natale, il giorno in cui nasce il bambino Gesù. È un giorno speciale e pieno di magia preceduto da un’attesa in cui ci si impegna in famiglia ad addobbare la casa, l’albero di natale e a comporre il presepe. Tutta la casa così prende quell’aspetto magico, scintillante e festoso che accoglierà quel simpatico vecchio Babbo! La magia del Natale ci porta a vivere un momento fiabesco, nel quale la storia diventa pura realtà, più di quanto non lo facciano le altre fiabe.

Sarò lieta di accogliere ancora richieste su argomenti di vostro particolare interesse. Inoltre è possibile prenotare la vostra consulenza, in presenza oppure on-line al numero 347.4068962 e indirizzo di posta elettronica ilaria.quattrociocche@gmail.com

Ilaria Quattrociocche

*La dott.ssa Ilaria Quattrociocche è una Psicologa Clinica e Pedagogista , laureata in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi dell’Aquila, abilitata all'esercizio della professione (Albo A) e laureata in Scienze Pedagogiche presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Psicoterapeuta in formazione presso CIPPS - Centro Internazionale di Psicologia e Psicoterapia Strategica di Salerno (SA).

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