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La legalità ha anche bisogno di simboli

La legalità ha bisogno di azioni per poterla affermare, alcune preventive, altre repressive e altre ancora di natura simbolica. Per questo motivo il SILP-CGIL di Frosinone, organizzazione che rappresenta i poliziotti legati a questa confederazione sindacale, ha scritto ai sindaci di Cassino e Sant’Elia Fiumerapido, sui cui territori di competenza insistono alcuni immobili confiscati alla criminalità organizzata, affinché intitolassero i beni sottratti inderogabilmente alle organizzazioni mafiose a dei martiri in divisa vittime del “cancro” mafioso.

Offrire alla collettività gesti di questo tipo andrebbe incontro a un bisogno sopito, ma mai abbandonato, in direzione della legalità, che tracci una strada, che sia da segnale positivo che le istituzioni sono sempre più lontano da un mondo, subdolo e qualche volta sotterraneo, che pressa e tenta di corrompere chiunque e ovunque. Occorre, quindi, dare ancor più forza agli anticorpi che formano lo scudo d’impermeabilità alla criminalità organizzata.

La certezza è che su questo tema ci sia ampia sensibilità e attenzione, e anche per questa ragione c’è il convincimento di trovare unità d’intenti riguardo a quelle azioni simboliche, ma di sicuro effetto, che possano “pubblicizzare” la legalità affiancandole così a quelle canoniche a cui sono deputate le forze dell’ordine e la magistratura.

A Sant’Elia Fiumerapido la proposta è caduta su Emanuela LOI che era un Agente della Polizia di Stato morta a causa dell’attentato stragista di via D’Amelio, in cui morì anche il giudice Borsellino e altri lavoratori di polizia, ad opera della criminalità organizzata. È stata la prima donna in polizia a perire nell’esercizio delle sue funzioni.

Sarebbe un gesto che, inoltre, considererebbe e metterebbe al centro la condizione di genere.

Mentre a Cassino si è pensato all’Ispettore di Polizia Roberto MANCINI, colui che ha scoperto la Terra dei Fuochi. E a causa di quella importante indagine si ammalò di cancro fino a spegnersi per questa terribile malattia. Al coraggioso poliziotto fu riconosciuto essere stato vittima del dovere dal Ministero dell’Interno. Il lavoro di MANCINI e dei suoi uomini aprì una finestra che mise alla luce l’attività criminosa di un sodalizio che si arricchiva illecitamente e nel farlo non aveva scrupoli nell’avvelenare acque e sostanze alimentari. E si parla di un territorio, quello della Terra dei Fuochi in provincia di Caserta, non troppo distante dal cassinate e per questo motivo assume rilevanza data la contiguità territoriale con quello del basso Lazio.

 

Angelo Di Paola

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