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I tre militari con il colonnello Lancia I tre militari con il colonnello Lancia

Rianimano un giocatore sul campo di calcio, il racconto dei tre militari

La vita è un soffio e se lungo il percorso si ha anche la fortuna di incontrare tre giovani militari, ben addestrati e coraggiosi, l’esistenza si allunga. E’ il caso di un 45enne del cassinate che circa due settimane fa (come riportato nell’edizione del 15 febbraio scorso) ha perso i sensi mentre era sul campo di calcio nei pressi dello stadio Salveti di Cassino. Un infarto. Il malore avrebbe potuto ucciderlo, ma l’intervento dei tre sottufficiali si è rivelato provvidenziale. Il 45enne è stato rianimato. Successivamente trasportato all’ospedale di Cassino, poi a Frosinone. E’ stato sottoposto ad un intervento che è riuscito. Il paziente è stato dimesso ed è tornato a casa, circondato dall’amore dei familiari e degli amici. 
Un salvataggio che segna la vita anche del soccorritore. Un’emozione unica, il senso della vita stessa.
A raccontarci cosa è accaduto agli inizi di febbraio sono loro, i tre militari dell’80° Reggimento “Roma” di Cassino: il sergente maggiore Rocco Biasco che ha usato il defibrillatore sul 45enne, il maresciallo ordinario Adamo Zippo e il caporal maggiore capo scelto Massimiliano Coppola che sono stati di supporto al collega. Un intervento di squadra ben riuscito. Tre militari che hanno la divisa cucita addosso, addestrati alle situazioni più difficili con esperienze sul campo in Kosovo, in Libano e in Afghanistan. Prima ancora sono mariti, padri, figli. Orgogliosi della loro scelta di vita. Spesso lontani dalle loro famiglie: il più vicino deve percorrere almeno 250 chilometri per tornare a casa. I tre sottufficiali sono del sud Italia e da almeno 2 anni sono di stanza a Cassino, una città che definiscono «a misura d’uomo». Preparati alla guerra, ma prima ancora al rispetto della vita. Le manovre di primo soccorso (corsi di Bls e Blsd) rientrano nell’addestramento ordinario delle forze armate. Due di loro hanno anche aderito al progetto “Osmosi” per trasmettere ai giovani volontari le esperienze maturate sul campo in tanti anni di attività, comprese le missioni all’estero. 
«Avevamo finito di giocare, stavamo facendo stretching e abbiamo sentito urlare», racconta il maresciallo Zippo. Una testimonianza ricca di emozione che traspare dagli occhi. «Un uomo correndo verso il nostro campo chiedeva se ci fosse un medico. Abbiamo compreso che era accaduto qualcosa di grave. Siamo corsi sul campo di gioco accanto al nostro e abbiamo visto un uomo a terra. Un suo amico gli praticava il massaggio cardiaco. Biasco - prosegue il maresciallo - è subito intervenuto mentre invitavamo la gente a mantenersi a distanza.  Abbiamo attuato le procedure di Blsd (Basic Life Support Defibrillation) e il collega Biasco ha iniziato il massaggio cardiaco. Ci hanno portato il defibrillatore, abbiamo attaccato i cavi, gli elettrodi e dopo la prima scossa il battito è tornato».
Nel racconto dei tre militari ci sono umanità, responsabilità, rispetto per la vita. 
«Ricordo - prosegue Zippo - di aver chiesto a due ragazzi di andare verso la strada per attendere l’arrivo dei soccorsi e accelerare i tempi».
La mente fa un viaggio nel tempo, torna a quei minuti interminabili, ma a lieto fine.
«Ero in ginocchio accanto a Biasco ma sapevo che il 45enne si sarebbe salvato. Lo sentivo!» aggiunge il maresciallo. 
«Abbiamo continuato la rianimazione cardiopolmonare perché questo segnava il defibrillatore. Poi sono arrivati i soccorsi. L’uomo era semi-cosciente e iniziava a reagire agli stimoli» concludono. 
«Il sollievo in quel momento è stato tanto» aggiungono all’unisono, ma non nascondono che simulare un soccorso è ben diverso dal farlo realmente. «Un conto è eseguire le manovre su un manichino, un conto è su una persona». 
Riguardo i possibili rischi, dichiarano: «In quel caso non abbiamo avuto scelta. Se in situazioni come quelle inizi a pensare, l’epilogo diventa un altro. Si dà sempre priorità alla vita». 
L’emozione unita ad un pizzico di orgoglio trapela dallo sguardo dei tre militari: la gioia di aver sentito il cuore del 45enne che tornava a battere. 
Addestrati a tutto, non al panico! 
Oggi il colonnello Valerio Lancia, comandante del Reggimento, ha espresso parole di apprezzamento e riconoscenza per i suoi tre militari. Orgoglioso di essere il loro comandante. 

Dall'edizione del 1 marzo 2022
 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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