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Criminalità organizzata e politiche sulla sicurezza

Il progetto di riorganizzazione delle articolazioni periferiche della Pubblica Sicurezza prevede un impoverimento delle risorse umane per il Commissariato di Cassino. Il programma prevede che in un prossimo, ma vicinissimo, futuro l’organico di uno dei presidi di sicurezza del cassinate venga privato di ulteriori lavoratori di polizia. Paradossale e grave se si pensa che già oggi gli uomini e le donne in divisa sono in numero insufficiente rispetto alla mole di lavoro e alle molteplici problematiche proprie del territorio. Territorio che paga anche il recente accorpamento del Distaccamento di Polizia Stradale con la Sottosezione della specialità della Polizia di Stato che di fatto ha ridotto la presenza delle pattuglie della Polizia Stradale sulla viabilità interna del cassinate. Reparto, anche questo, che soffre la mancanza di personale.

A ciò si aggiunga la peculiarità, di un territorio compresso tra il casertano e Roma, appetibile dalla criminalità organizzata che qui investe e specula inquinando il tessuto lavorativo ed economico. Il tutto agendo sotto traccia e senza particolari clamori, ma con la stessa pericolosità. La relazione semestrale al parlamento della DIA del 2020 e le dichiarazioni del Procuratore Generale della Corte d’Appello di Roma, Giovanni Salvi, del 2015 confermano che il problema esiste e necessita di azioni di contrasto. E per contrastare il fenomeno occorrono mezzi e uomini che la paventata riorganizzazione sembrerebbe non prendere in considerazione.

Da evidenziare anche che il territorio in questione ha un’unicità in provincia come un polo universitario molto frequentato e una delle maggiori mete a livello nazionale del turismo religioso caratterizzato dalla presenza dell’abbazia di Montecassino.

La conferma che sia un problema più vasto e articolato viene confermato anche dalla situazione della Polizia Ferroviaria di Cassino che perde momentaneamente la presenza di lavoratori di polizia sul turno serale. Provvedimento che ha visto la contrarietà del SILP CGIL perchè così si contrae sempre più l’offerta di sicurezza alla collettività e carica di lavoro chi invece continua ad operare in altri presidi su quella fascia oraria. Questa problematica è comune al posto di polizia ferroviaria di Frosinone.

Se non si corre ai ripari non si farà altro che aggravare le condizioni lavorative dei poliziotti che con spirito di abnegazione rinunciano spesse volte alla loro vita familiare e personale. Un’ingiustizia che sembra aggiungersi alla più che dubbia lungimiranza, in ordine alla sicurezza, sulle politiche organizzative del Sud della provincia di Frosinone.

Facciamo appello alle istituzioni e alle forze democratiche di Cassino e del territorio che lo circonda affinché attuino ogni utile iniziativa per favorire il necessario cambio di tendenza sulle politiche della sicurezza e della legalità nel cassinate.

Angelo Di Paola

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