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La squadra sotto la Curva nel post Alessandria (foto da Frosinonecalcio.com) La squadra sotto la Curva nel post Alessandria (foto da Frosinonecalcio.com)

Frosinone, brivido playoff: venerdì col Pisa sarà decisiva. Il focus dopo il ko con la Spal

(di Roberto De Luca)

DA "L'INCHIESTA DI SERA" DEL 2 MAGGIO

Altro che scintilla. La trasferta di Ferrara ha certificato l’involuzione del Frosinone nel rendimento esterno che passa da un serie continua di sprechi che vanno avanti da gennaio. 
Più precisamente dal 21 gennaio, giorno in cui i giallazzurri piegarono di misura al “Tardini” il Parma. Una vittoria che, paradossalmente, ha inceppato l'ingranaggio di una squadra che l’ambiente pensava fosse già grande e invece non lo era (ed è) ancora. Come da programmi societari, del resto. Da allora l’andamento non è stato idilliaco, come certificato da numeri eloquenti e rivelatori di verità oggettive.

Fabio Grosso (foto da Frosinonecalcio.com)
Fabio Grosso (foto da Frosinonecalcio.com)

Il rendimento esterno - 
In primis, a sorprendere sono le 6 sconfitte incassate su un totale di 9 partite disputate lontano dal “Benito Stirpe” sempre dopo quel famoso 21 gennaio.  Ad esse, si aggiungono 3 pareggi giunti al cospetto di Brescia, Ascoli e Ternana. Una fotografia nitida che inquadra anche il 3-0 di sabato rimediato al “Paolo Mazza” contro la Spal. Dati che impongono riflessioni, specie perché in casa il discorso cambia radicalmente. Desta stupore, inoltre, il fatto che non ci sia stata nemmeno una trasferta dalla quale i canarini siano tornati all’ombra del Campanile senza fare i conti con qualche marcatura subita. Al contrario, in queste 9 partite esterne la tenuta difensiva dei Ciociari è venuta incredibilmente meno per un totale di 21 volte in cui la rete è stata gonfiata. Un numero elevato che, però, non ha cancellato quanto di positivo palesato complessivamente dagli uomini di Grosso sia in termini di proposta offensiva che di mentalità anche nel difendere in un certo modo, garantendo adempimento a principi moderni quali aggressività e uomo contro uomo. E nei discorsi globali, rimanendo in termini analitici, questo non può essere dimenticato.

Szyminski in azione (foto da Frosinonecalcio.com)
Szyminski in azione (foto da Frosinonecalcio.com)

La partita - 
Venendo alla gara dell’ultimo turno, qualsiasi tipo di analisi non può prescindere da un aspetto: gli episodi. Evitando però di addentrarsi in discorsi concernenti al modulo, perché la scelta del 3-5-2 da parte di Grosso è divenuta un atto di continuità rispetto a quanto già messo in pratica nella giornata precedente col Monza. Niente di sorprendente, dunque. La Spal è stata brava a sbloccarla subito con un grande gol di Dickmann, avvenuto a difesa schierata mediante una botta imprendibile dal limite dell’area, ed a raddoppiare con Pinato sfruttando una gestione errata in uscita del Frosinone. Per il resto, la prestazione dei canarini non è stata sicuramente memorabile ma neanche così negativa. La memoria ripristina prove nettamente peggiori. Bravi i biancazzurri a capitalizzare con merito le proprie opportunità, indirizzando la sfida con un tremendo uno-due nel giro di 4’ in avvio tra l'8' e il 12', dopo un’importante occasione costruita da Novakovich, ed a chiuderla nel finale trovando il tris con un errore da matita rossa di Minelli. 

I dati - 

Possesso palla favorevole ai giallazzurri (57%), i quali hanno prodotto 9 tiri totali arrivando anche a calciare da posizioni potenzialmente favorevoli. Di queste conclusioni, infatti, 8 sono giunte dall’interno dell’area senza mai riuscire a sortire gli effetti desiderati. Mancata precisione (ghiottissima la chance con Canotto nella ripresa che avrebbe potuto riaprire il match) sia in termini di finalizzazione che nella proposta di gioco. I tanti passaggi prodotti (368, la Spal 276) sono affiancati da un alto numero relativo al possesso perso: eloquente quel 148 che, da tempo, in trasferta tende a palesarsi con frequenza. Zampano è tornato ad essere il giocatore che ha toccato il maggior numero di palloni (70), ma insolitamente non è riuscito a spingere come al solito rimanendo fin troppo schiacciato sulla linea dei difensori. Indicativa, in tal senso, la sua heatmap di fine gara. Così come è divenuto oggettivo il fatto che lo sviluppo della manovra abbia coinvolto pochissimo i due attaccanti, al contrario di quanto accaduto col Monza. Ciano e Novakovich, insieme, hanno giocato 30 palloni totali. Numeri emblematici che, certamente, dovranno imporre riflessioni ed analisi a Grosso e al suo staff tecnico.

Da sx Ricci, Zerbin, Zampano, Cotali e Garritano (foto da Frosinonecalcio.com)
Da sx Ricci, Zerbin, Zampano, Cotali e Garritano (foto da Frosinonecalcio.com)

La classifica - 
La classifica, ad ogni modo, nonostante gli schiaffi degli estensi, vede il Frosinone padrone del proprio destino in ottica playoff. Il Perugia, infatti, è rimasto comunque a -3 dall’ottavo posto occupato da Ricci e soci visto che ha perso a Terni. Di conseguenza, al Leone basterà vincere o pareggiare venerdì in casa contro il Pisa (ore 20:30) per festeggiare l’accesso agli spareggi per la Serie A. Ormai irraggiungibile il settimo posto occupato dall’Ascoli che, dopo il blitz di Cremona, ha allungato a +4 portandosi a quota 62 punti.  La squadra ha iniziato a preparare una partita cruciale che rievoca quello che avvenne il 31 luglio 2020, nella ripresa post Covid. Canarini e toscani arrivarono all'ultima di campionato con gli stessi punti in classifica, occupando ottavo e settimo posto. L’1-1 finale premiò la formazione all’epoca allenata da Alessandro Nesta, col Pisa a pari merito ma sorpassato dall'Empoli in virtù della classifica avulsa. Tra pochi giorni sarà naturalmente un’altra storia, dato che i nerazzurri sono ancora in corsa per la promozione diretta in Serie A. Fabio Grosso dovrà fare a meno dello squalificato Szyminski, espulso a Ferrara per somma di ammonizioni. Brighenti e Barišić si contendono una maglia da titolare, per il resto probabile il ritorno al 4-3-3 per un Frosinone che vuole blindare i playoff. 
 

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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