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Guido Angelozzi (foto da Frosinonecalcio.com) Guido Angelozzi (foto da Frosinonecalcio.com)

Frosinone, Angelozzi in conferenza: «Grosso ha svolto un grande lavoro»

Sostenibilità e competitività sportiva nel solco di un progetto solido che sta vivendo soltanto le sue fasi iniziali. Premesse importanti che hanno accompagnato anche la conferenza stampa tenuta questa mattina dall’amministratore con delega all’area tecnica del Frosinone, Guido Angelozzi. Solita chiarezza comunicativa per parlare dell’anno sportivo da poco passato agli archivi, ma soprattutto per guardare al futuro ed alla prossima stagione. Con Fabio Grosso ancora al timone della panchina giallazzurra e con tante novità che investiranno certamente l’organico.

Fabio Grosso (foto da Frosinonecalcio.com)
Fabio Grosso (foto da Frosinonecalcio.com)

L’anno vissuto - 
In partenza, l’esperto dirigente nativo di Catania ha affrontato il tema relativo al campionato disputato dal Leone. Così come accaduto qualche giorno fa con il presidente, Maurizio Stirpe, anche in questo caso non c’è stato spazio per recriminazioni eccessive a causa del mancato raggiungimento dei playoff: «Non sono deluso e arrabbiato, dispiaciuto sì. Devo fare i complimenti a Fabio Grosso. Stamattina guardavo le statistiche del Frosinone, che leggo raramente perché mi piace essere pratico nel mio modo di ragionare, ma da quando è arrivato lui abbiamo avuto una media di 1.50 punti a partita. Grosso qui a Frosinone ha ottenuto 70 punti. Inoltre, ritengo che non dobbiamo dimenticare il cambiamento della filosofia di gioco e di ragionare compiuto la scorsa estate. In 5 anni il Frosinone è stato promosso due volte in A, su questo alzo le mani. Ma si era abituati diversamente, atrraverso un modo di ragionare tatticamente diverso dal mio. Prima, ad esempio, si giocava in prevalenza sulle seconde palle. Ora abbiamo cambiato filosofia. Prima di tutto c’è stato il ringiovanimento della rosa. All’inizio se qualcuno mi avesse detto: ti salverai alla penultima giornata, io sarei stato contento. Poi in corsa, durante il mercato e prima della partenza della stagione, abbiamo avuto la fortuna di prendere 3-4 giocatori importanti che sarebbero stati impossibile prendere se non fosse fallito il Chievo. Siamo partiti, unitamente a ragazzi che provenivano dalla serie C ed a qualche giovane in prestito». Insomma, tante incognite con le quali dover fare i conti: «Non dimentichiamo - ha aggiunto Angelozzi - che il pensiero dominante era rivolto al cambiamento della mentalità, ad abbassare l’età-media ed a snellire il monte ingaggi. Non va anche dimenticato che avevamo diversi giocatori in rosa che non giocavano ma pagavamo. E’ stato un lavoro non difficile, di più. Sia da parte della società che da parte di Grosso». 

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