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Una vecchia riunione della Consulta dei sindaci del Cassinate Una vecchia riunione della Consulta dei sindaci del Cassinate

L’ora giusta per l’area vasta del Cassinate

Il sindaco di Roccasecca rilancia il suo invito a fare squadra: «Il futuro dobbiamo costruircelo noi». Giuseppe Sacco infatti annota: «Il tema dell’area vasta del Cassinate sta diventando comune a molti amministratori del territorio. Ne sono molto soddisfatto perché si può realmente aprire una nuova pagina di sviluppo per la nostra terra. E’ ora di allargare i confini della governance locale che non significa certo diminuire l’efficacia per le nostre comunità, al contrario, potenziarne le occasioni di crescita».

Il primo cittadino evidenzia: «La posizione del sindaco di Castrocielo Gianni Fantaccione la condivido e la sposo appieno: il territorio si può risollevare amministrando in squadra. I Comuni dell’Unione Cinquecittà stanno facendo un ottimo lavoro in tal senso: dal progetto Respiriamo San Tommaso, al Grand Tour che vedrà le nostre città protagoniste il prossimo 2 giugno. Abbiamo ben compreso come l’unione possa fare la forza, come la capacità di fare sistema possa costituire una leva in più per determinare un cambio di passo per le politiche territoriali. Ragionare e programmare insieme è il futuro». «Ora però c’è da fare uno scatto in avanti – aggiunge Sacco - e fare in modo che questa visione diventi patrimonio comune dell’intero cassinate, traducendo in realtà un discorso avviato già da tempo. Sono certo che si siamo sulla buona strada perché il termine, “area vasta del cassinate”, sta diventando sempre più familiare a diversi amministratori. Va reso concreto e riportato nella pratica quotidiana, attraverso progetti e iniziative che si modellino con questo nuovo approccio. E la collaborazione che stiamo trovando con tutti i colleghi sindaci di quest’area credo sia di buon auspicio».

«Proprio in queste giornate i comuni del Cassinate hanno ricordato la liberazione dalle truppe nazifasciste, l'arrivo degli alleati e il ritorno alla libertà – ha concluso Sacco - Avvenimenti che fanno parte della nostra storia e ci ricordano il comune destino di questo territorio. Il Cassinate oggi dovrebbe fare tesoro del passato, fare squadra e procedere unito per rilanciarsi. Da quelle montagne che guardano al mare e che rappresentano i nostri confini naturali, non arriveranno aiuti da altri paesi come nel 1944. Il futuro dobbiamo costruircelo noi, e possiamo farlo proprio con questo nuovo approccio di area vasta. E’ un dovere provarci».

La proposta lanciata settimane addietro da Sacco e raccolta da Fantaccione è in realtà legata alla vecchia idea che fosse necessario realizzare una governance dell’area del Cassinate che è economicamente e socialmente omogenea oltre che esposta storicamente ad una marginalità pericolosa. Un’area che ha la necessità di raccordarsi prima di tutto con il Golfo e non sono casuali gli incontri promossi nei mesi scorsi con la presenza dei sindaci e amministratori di Formia, Gaeta e Minturno da parte della Consulta dei sindaci e quelli dell’ex Cosilam che aveva iniziato una pratica virtuosa di consultazioni con il Consorzio industriale Sud Pontino di Gaeta prima che i due enti sparissero ingurgitati dall’ultima balena amministrativa romana gestita dal frusinate Francesco De Angelis.

Tra le molte criticità va affrontato prima di tutto il nodo infrastrutturale visto che la superstrada Cassino-mare ha limiti gravissimi e di vecchia data, viene percorsa a velocità anacronistiche perché ormai quasi totalmente urbanizzata, ma non sono previsti interventi migliorativi e meno che mai un’arteria che la sostituisca e realizzi una strada a scorrimento veloce nel vero senso del termine. Questo deficit di programmazione è l’evidente effetto di una classe dirigente quanto meno assopita e piegata rispetto a priorità che non corrispondono alle esigenze effettive del territorio del Lazio Sud. Restando alla grande viabilità, sparita dai radar anche un’altra arteria strategica, quale la Termoli-San Vittore del Lazio capace di raccordare due aree industriali automotive e realizzare l’asse più breve tra Tirreno e Adriatico.

Nel settore ferroviario vecchio è il progetto di un collegamento tra Piedimonte-Cassino e Formia-Gaeta-Fondi che possa dare fiato all’interscambio anche commerciale tra il polo automotive e il porto di Gaeta,senza contare gli effetti per la cantieristica, come pure per le merci di altra natura, ortofrutta inclusa. In questa prospettiva era anche vista la fermata dell’alta velocità in linea a Pignataro Interamna o a Roccasecca. Una infrastruttura posizio- nata naturalmente a metà strada tra  Roma e Napoli e che andreb­be a servire Lazio meridionale, Casertano e Molise grazie alla sua collocazione strategica baricentrica. Anche su questi fronti la pressione politica locale sui decisori romani è stata inesisten­te al punto che la stazione dell’alta velocità - da lustri dibattuta nel Cassinate - alla fine è stata pianificata tra Frosinone e Ferentino facendo leva anche sull’ex presidente fiuggino delle Ferrovie dello Stato. A conferma che il campanile spesso conta non poco.

Sempre in tema di infrastrutture non vanno dimenticate le esigenze del polo di interscambio gomma-rotaia di Piedimonte San Germano (ex Sada),il progetto dell’aeroporto sportivo di Aquino che potrebbe sorgere praticamente nelle adiacenze della stazione Tav se venisse realizzata a Pignataro. Ma i capitoli critici sono tanti: basti pensare alla sanità ed alle condizioni dell’ospedale Santa Scolastica che potrebbe trovare una collocazione e integrazione con la nascita del Policlinico del Golfo a Formia. Per proseguire con le politiche di sviluppo relative all’Università di Cassino. Di motivi per dar corpo all’area vasta e archiviare definitivamente lo schema provinciale ce ne sono a bizzeffe. Tutto sta a capire se, oltre a Sacco che pensa tra l’altro alla sua Green Valley, ci saranno altri amministratori capaci di interpretare lo spirito dei tempi. Che non è più quello alla asfissia longitudinale ma che consente di guardare finalmente alla trasversalità, vera premessa di un nuovo sviluppo. Anche al di là di e oltre Stellantis. 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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