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Cervaro, messa in suffragio al Santuario Maria Regina della Pace in Foresta

Finalmente una notizia positiva, bella ed incoraggiante, capace di far tornare il sorriso e di lasciar tirare un grosso sospiro di sollievo in tempi in cui continua ad accadere di tutto e di tanto brutto ! Domenica 29 maggio, si è tenuta nel grazioso Santuario Maria Regina della Pace in Foresta alle ore 17,00, la storica e solenne messa  in suffragio dei soci fondatori defunti. Un ritorno importantissimo alla normalità e che sia di buon auspicio per un futuro di pace e collaborazione per tutti in ogni angolo della Terra ! È stata una celebrazione emozionante e commovente, una celebrazione particolare per presentare al Signore la vita, il ricordo, il suffragio, la memoria dei tanti soci fondatori scomparsi  con i riti del commiato e della pietà umana e cristiana. Ogni defunto è stato ricordato con una rosa rossa depositata ai piedi di un poster fotografico riportante tutte le foto dei 37 fondatori morti ed un palloncino bianco che è stato fatto volare in cielo da un parente stretto.

La responsabilità della tutela reciproca a cui invitano le norme del distanziamento sociale ha reso possibile celebrare la Santa Messa all'aperto e in un’unica celebrazione si sono affidati tutti i nostri soci fondatori al Dio della vita. Il parroco, Padre Karun, ha voluto ricordare i defunti con la metafora del palloncino che si alza verso il cielo, quasi a giungere a portare a nome di tutti un abbraccio ai nostri morti e a riceverne da loro una carezza per ciascuno. La Santa Messa è proseguita, poi con una breve processione fino alla piccola Cappella situata in Via Sidonio.

Il toccante ed emozionante ascolto del “Requiem” di Padre Karun ha visto un'affluenza inaspettata di persone e di parenti dei defunti. Tutto questo è stato reso possibile grazie all'impegno del Presidente dell'Associazione Culturale Foresta Club di Cervaro, Arnaldo Palumbo, e da tutti i membri del direttivo. A distanza di due anni il ritorno alla normalità, vuole essere la seconda faccia di una medesima medaglia, cioè l’annuncio di un’Alleluia di risurrezione e di speranza – per i nostri defunti ma anche per noi – perché la vetta ci dona la possibilità di vedere un oltre, di percepire l’infinito e di guardare l’invisibile, anche se le lacrime a volte lo possono rendere ancora faticoso. Da qui sorge dopo ogni notte l’alba nuova del sole che vince ogni buio.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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