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Cassino, sversamenti nel Rio Pioppeto: l'acqua diventa marrone

Nuovo allarme inquinamento nelle acque del Rio Pioppeto: nel corso di questi giorni i residenti e gli attivisti del Comitato "Allerta Cerro" hanno raccolto diverse segnalazioni per il brusco cambio di colore dell'acqua, diventata marrone, color ruggine.

"Negli ultimi giorni le foto inviate dai residenti delle zone attraversate dal Rio Pioppeto sono tutte dello stesso tipo. Quelle riportate sono state scattate proprio oggi.
Purtroppo la colorazione delle acque presenta continuamente una gradazione tendente al marrone", rileva Dario Leva, del Comitato Allerta Cerro in una nota. 

"Sono passati oramai ben otto mesi dall'esecuzione del sequestro del depuratore del Consorzio Unico da parte della Procura -aggiunge- ma a quanto pare la situazione non è cambiata di una virgola, se non addirittura peggiorata. L'ultimo incontro in sede istituzionale con l'amministrazione comunale risale all'inizio dell'anno in corso. Ci eravamo lasciati con l'impegno da parte del Sindaco di effettuare incontri ulteriori ogni mese o due per avere aggiornamenti sui lavori di messa in sicurezza e su quelli necessari per poter definire decenti quegli impianti. Da allora non abbiamo avuto più nessuna notizia. Non sappiamo chi sia attualmente responsabile della conduzione, né chi sia stato individuato per la gestione dei lavori, non parliamo dei tempi necessari per vedere una parvenza di soluzione. Inutile aggiungere che abbiamo chiesto invano di incontrare l'Amministratore Giudiziario per essere in qualche modo rassicurati.

Nel frattempo ci poniamo alcune domande:

Se risponde al vero, come ci è sembrato intendere dalle richieste della Procura, che l'impianto di depurazione nello stato in cui versa, insieme alle modalità di invio dei reflui da parte di alcuni stabilimenti, non garantiscano immissioni non inquinanti nel fiume, e che il funzionamento degli stessi impianti risulti gravemente deficitario, quale sarà mai la motivazione che induce a lasciare per tutti questi mesi che questo scempio continui senza che nessuno provi un minimo senso di vergogna nei confronti dei cittadini residenti e dell'ambiente circostante?

Se pure volessimo giustificare il tutto con le comprensibili esigenze occupazionali, nel frattempo a chi spetta risarcire i cittadini per le notti in cui sono costretti a tapparsi in casa per i miasmi, per la vergogna provata nelle sere d'estate nei confronti degli amici invitati nei cortili delle proprie case, per lo schifo provato ogni volta che si presentano quei tanfi insopportabili?

Chi risarcirà l'ambiente dei continui danni che sta subendo per questa situazione?

La verità è che oramai i residenti si sentono abbandonati, ancora peggio rassegnati. Non c'è più neanche la voglia di protestare", conclude. 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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