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Il carcere di Cassino Il carcere di Cassino

Cassino, detenuto ferisce un agente della Penitenziaria e lancia oggetti contro un medico

Un detenuto italiano di 50 anni, in mattinata all’interno dell’infermeria, del carcere di Cassino, ha aggredito un Assistente Capo Coordinatore di polizia penitenziaria afferrandolo al collo gettando, peraltro, vari oggetti addosso al medico. Solo grazie all’immediato intervento di altro personale presente nell’immediate vicinanze dei fatti si è evitato il peggio.

«Come più volte denunciato dalla fns Cisl Frosinone la chiusura degli Opg ha causato ulteriori problemi nella gestione delle carceri poiché dovevamo essere realizzate vere e funzionali strutture alternative. Senza considerare poi che molte carceri sono inadeguate. E’ noto il deficit qualitativo dell’attività lavorativa nell’ambito degli Istituti Penitenziari, dove il lavoratore si trova ad essere, in molti casi, attore di disagi operativi. Questi sono causati dall’inadeguatezza edilizia delle strutture penitenziarie e dalla crescente e cronica carenza di risorse umane. Occorrono nuovi istituti penitenziari: con più spazi, diverse soluzioni architettoniche, in modo da migliorare le condizioni di lavoro del personale, e nel contempo quelle dei detenuti, al fine di facilitare il reinserimento nella società libera delle persone che sono state private della libertà, ma anche funzionalmente adeguati al nuovo modello detentivo comunemente denominato “vigilanza dinamica”».

A dichiararlo è il segretario generale della FNS Cisl Frosinone, Angelo Massaro, intervenendo dopo l'aggressione al collega di Cassino. «La situazione è sempre più drammatica, si rischia il collasso del sistema penitenziario, il sovraffollamento e la gravissima carenza degli organici, connotato dalla drammaticità degli eventi, sta compromettendo seriamente l’ordine e la sicurezza degli istituti penitenziari. Ribadiamo l’applicazione dell’ Art. 32. D.P.R. 30.6.2000 N° 230. Assegnazione e raggruppamento per motivi cautelari: i detenuti e gli internati, che abbiano un comportamento che richiede particolari cautele, anche per la tutela dei compagni da possibili aggressioni o sopraffazioni, sono assegnati ad appositi istituti o sezioni dove sia più agevole adottare le suddette cautele. Anche la segretaria regionale FNS CISL LAZIO più volte è intervenuta sulle problematiche commesse alle criticità dovute alla gestione di internati da parte della Polizia Penitenziaria - evidenziando come le strutture REMS ( residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza ) fossero in numero minore rispetto alle reali esigenze e che da alcune decisioni gestionali era estromessa l’Amministrazione Penitenziaria (min giustizia). L’intervento della Corte Costituzionale con la sentenza n. 22 del 2022, ha dichiarato che vi è necessità dell’applicazione concreta delle norme vigenti in materia di residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) nei confronti degli autori di reato affetti da patologie psichiche , poiché, presentano numerosi profili di frizione con i principi costituzionali, che il legislatore deve eliminare al più presto. La Fns Cisl Frosinone chiede, pertanto, agli organi competenti immediati ed urgenti interventi atti a risolvere la questione, più volte già segnalata da questa Federazione Nazionale Sicurezza, perché attualmente la gestione, delicata e complicata, rimane in seno ai soli direttori penitenziari, dirigenti penitenziari del corpo ed al personale di polizia penitenziaria».

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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