L'Inchiesta Quotidiano OnLine
Foto Frosinonecalcio.com Foto Frosinonecalcio.com

Lucioni, storia di un leader umile. Traini racconta: «Frosinone, ti darà tanto»

Roberto De Luca

 

DA "L'INCHIESTA DI SERA" DEL 28 GIUGNO

Sudore, lavoro, sacrificio. Le parole chiave di un percorso di vita orientato sui binari di una filosofia pragmatica, fondata sull’impegno e alimentata dall’obiettivo di coltivare il sogno di diventare un calciatore affermato. È la storia di Fabio Lucioni, da sabato scorso neo difensore del Frosinone.

Il racconto di Traini -

Classe ’87 nativo di Terni, è approdato in Ciociaria a titolo temporaneo dal Lecce. Non senza qualche velo di tristezza, visto che in Salento lo “Zio” è stato il capitano delle mille battaglie. Inclusa quella che nell’ultima stagione ha riportato i giallorossi nell’Olimpo del calcio tricolore. Lo stesso che due anni fa, alla sua seconda stagione in Puglia, era stato smarrito con una dolente retrocessione. Il percorso compiuto in giallorosso col marchio di leader massimo lo conoscono tutti, univocamente all’invalicabile muro eretto a Benevento dal 2014 al 2018. Sempre lì, a presidio della retroguardia senza mai mollare di un centimetro. Neanche davanti agli ostacoli apparentemente più insormontabili, con spirito di resilienza e innata umiltà. Doti interiori che, nel percorso delle giovanili compiuto tra le fila della Ternana, erano state colte con immediatezza dal tecnico, Nicola Traini. Non una figura qualsiasi per la Fere, visto che è tuttora detentore del record di realizzazioni in Serie A con la maglia rossoverde.

Nicola Traini
Nicola Traini

E la positività per giudicare il recente approdo all’ombra del Campanile è imperante: «Ogni considerazione - ha detto alla nostra redazione - ritengo che sarebbe superflua. Un ragazzo con il suo curriculum, ricco di campionati vinti e traguardi conseguiti, non ha bisogno di presentazioni. Il Frosinone acquisto migliore non avrebbe potuto compiere per rinforzare la sua difesa, nonostante abbia 34 anni può dare ancora tanto». Esperienza e qualità al servizio di un gruppo giovane ma ambizioso: «Per un allenatore, avere la possibilità di impiegare un calciatore con alle spalle un pedigree come quello di Fabio è davvero tanta roba. Anzi, credo che sia determinante per incrementare il desiderio di competere a certi livelli». Ed il fatto che le fondamenta identitarie dello spogliatoio siano improntate sulla linea verde valida ancor di più discorsi di questo tipo: «Per un giovane giocatore, essere guidato in campo e durante gli allenamenti da volti esperti rappresenta una forma di arricchimento incredibile, specie in termini formativi. Ecco, la presenza di Lucioni gioverà anche sotto questo aspetto».

Lucioni
Lucioni

L’intuizione a Terni -

Abile marcatore, riesce a dare il proprio contributo anche nella risalita del campo dalle retrovie sfruttando ottime doti di palleggio. Una predisposizione all’impostazione che parte da lontano: «Fabio - ha ricordato Nicola Traini - nasce come centrocampista. Bravo nel riuscire a giocare palla nello stretto, testa alta e ricerca costante degli spazi liberi. Aveva peculiarità di livello, ma dentro di me pensavo che quello, anche per caratteristiche fisiche e poca autonomia di corsa, non fosse il suo ruolo». Sensazioni di campo che, nei Giovanissimi, indussero l’esperto allenatore a portare avanti dei cambiamenti: «Lo schierai in difesa, convinto che potesse essere la soluzione giusta per dare slancio ad una carriera di rilievo. E fu amore a prima vista con questa splendida posizione». Legame istantaneo, rafforzato da un leitmotiv ancor oggi difficile da dimenticare: «Anticipava tutti, sembrava come se già sapesse dove sarebbe andata a finire la sfera. Gli attaccanti con lui non avevano vita facile perché leggeva prima le cose. Poi, era forte di testa e ciò per un difensore è fondamentale». Sia per blindare la retroguardia che per rendersi pericolosi sui calci piazzati: «Il suo nome finiva spesso sul tabellino dei marcatori perché, specie dagli sviluppi degli angoli, segnava con frequenza. Caratteristiche che, se ci fate caso, ha conservato e implementato durante la carriera. Naturalmente, la predilezione al toccare palla gli ha facilitato anche i compiti riguardanti la costruzione dal basso. Un elemento dominante nel calcio moderno».

Lucioni
Lucioni

Umiltà e lavoro -

Dalla Ternana al Monopoli, passando per Noicattaro, Gela, Barletta, Spezia e Reggina, arrivando poi alle note Benevento e Lecce. Una crescita continua da centrale difensivo, resa possibile grazie all’intuizione avuta da Traini: «Spesso ci scherziamo su quando ci sentiamo, lui ogni tanto lo ricorda in qualche intervista e questo mi rende particolarmente felice. Sono contento di aver contribuito a dare vigore ad una carriera così importante, ricordo con affetto i ragazzi che ho avuto il piacere di allenare». Ovviamente, tecnicismi a parte, dietro alla scalata di Lucioni si collocano componenti interiori di un certo tipo: «Per me - ha affermato Nicola Traini - la parola giusta è “impagabile”. Ricordo che arrivava sempre prima agli allenamenti, era educato ed aveva una cultura del lavoro incredibile. Eppure, nella Ternana era uno dei giocatori meno considerati. Nei Giovanissimi, ad esempio, sembrava un gradino al di sotto dei rispettivi coetanei. Ma con intelligenza e applicazione è arrivato in alto, diventando un calciatore affermato. Altri invece, magari più quotati, non ci sono riusciti. Questo è emblematico di una cosa: la testa, nel calcio, forse conta più delle gambe». Ed il messaggio indirizzato allo “Zio” è denso di affetto: «Gli auguro il meglio. Il che, tradotto, significa conseguire una nuova promozione in Serie A. Di sicuro il Frosinone con lui ha compiuto la scelta giusta». Auspicio comune al desiderio di tutti i tifosi giallazzurri, pronti a vivere una grande stagione.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Stefano Di Scanno

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604