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La corte d'assise nell'udienza di oggi

Processo Mollicone, l'arringa dell'avvocato dei Mottola, Francesco Germani: «Evitate clamoroso errore»

A grandi passi verso la sentenza di primo grado. Dopo l’udienza di oggi presso il tribunale di Cassino, si è sempre più vicini alla conclusione del processo in corte d’assise per l’omicidio di Serena Mollicone. Questa mattina ha portato i suoi argomenti a sostegno della innocenza di tre dei cinque imputati, Franco Mottola, il figlio Marco e la moglie Anna Maria, l’avvocato Francesco Germani. Il legale del pool difensivo dei Mottola si è soffermato, nella sua arringa di poco più di un’ora, sulle ripercussioni mediatiche e sull’influenza negativa che hanno avuto i social sui suoi assistiti. Proseguendo poi con gli attacchi alla procura, a quel ‘tunnel cognitivo’ in cui sarebbe entrata il pm Beatrice Siravo con l’innamoramento della sua tesi accusatoria. Pur in contrasto con quanto dichiarava al momento dell’archiviazione chiesta nel 2015. Germani ha poi elencato tutti gli elementi sostenuti dall’accusa e che, secondo logica, non sono suffragati da prove. I depistaggi, ad esempio, ma anche il posizionamento del cadavere nel boschetto di Fonte Cupa, le dichiarazioni del maresciallo Evangelista e la mancanza delle tracce dei Mottola sui reperti e sul cadavere della 18enne uccisa il primo giugno 2001. «Mi auguro abbiate serenità e coraggio di evitare clamoroso errore» ha detto alla Corte presieduta dal giudice Massimo Capurso. La stessa corte che venerdì entrerà in camera di consiglio per decidere della sorte dei cinque imputati. Queste le richieste dei pm Siravo e Fusco: 30 anni per il maresciallo Mottola, 24 per il figlio Marco e 21 per la moglie Anna Maria, 15 anni per il luogotenente Quatrale e 4 per l’appuntato Suprano

A seguire, in mattinata hanno replicato sia il pm Siravo (che ha anche depositato il tabulato della telefonata intercorsa tra Franco Mottola e Guglielmo Mollicone alle 00.43 del 2 giugno) che le parti civili. 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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