L'Inchiesta Quotidiano OnLine
L'Abate Donato Ogliari con il curatore della mostra, Roberto Capitanio Foto Roberto Mastronardi

Montecassino, 26 opere di Renato Mambor nel percorso museale dell'Abbazia

È stata inaugurata ieri pomeriggio, venerdì 22 luglio, alle 17.30 l’ultima mostra del ciclo “Il Masso Inamovibile” in programma per il 2022.

La mostra, sapientemente allestita da Roberto Capitanio, vede 26 opere di Renato Mambor collocate lungo il percorso museale dell’Abbazia, tra preziosi corali, paramenti sacri e altre mirabili opere della esposizione permanente che in tal modo vengono affiancate, in una riuscitissima “contaminazione”, da importanti lavori di arte contemporanea.

Il ciclo di mostre che a tappe annuali accompagnerà fino al 2029, e ai 1500 anni della fondazione dell’Abbazia, è stato fortemente voluto dall’Abate Donato che, sin dall’inizio, ha creduto che questo fosse possibile, che, cioè, un dialogo tra passato e presente potesse contribuire a rafforzare la storia e le sue radici, e allo stesso tempo dare maggiore nutrimento ai nuovi e rigogliosi rami del futuro.

Alla presenza di autorità civili e militari, amanti dell’arte e amici e sostenitori dell’Abbazia, la mostra ha quindi ufficialmente aperto i battenti e sarà possibile visitarla tutti i giorni a partire da oggi, sabato 23 luglio negli orari di apertura del Museo.

“Il titolo della Mostra, come ho già avuto modo di dire in altre occasioni - ha affermato l’Abate Donato- è stato tratto da un episodio raccontato da san Gregorio Magno, biografo di san Benedetto, e avvenuto a Montecassino durante la costruzione del primo monastero: la rimozione di un masso che sembrava appunto inamovibile. Un episodio che può diventare metafora dei tanti massi che gravano sulla vita di ciascuno di noi, della contrapposizione tra bene e male in cui è Dio ad avere l’ultima parola.

Anche per questa mostra, come per quella da poco terminata di Alberto Gallingani, l’idea di accostare l’arte contemporanea a quella del passato – benché da alcuni ritenuta azzardata – si è rivelata molto suggestiva ed istruttiva ai fini della costruzione di un futuro in cui il meticciato dei linguaggi – a qualsiasi ambito essi appartengano – non costituisca motivo di scontro e di emarginazione reciproca, ma contribuisca ad alimentare la ricerca della concordia, della fratellanza e della pace.”

Roberto Capitanio, curatore di questa esposizione così come delle precedenti ha sottolineato “l’importanza della apertura all’arte contemporanea da parte di Montecassino a cui oggi molti artisti o - come nel caso di Mambor- Fondazioni, guardano come ad un luogo cardine per la storia dell’umanità che diventa ospitale e aperto nei confronti dell’arte contemporanea.

L’esposizione che oggi inauguriamo- ha continuato poi il prof.Capitanio- è divisa in due parti : la prima è nel chiostro dell’Archivio. Si tratta di due sculture dal titolo Raccoglitori di pioggia che rappresentano appunto il ciclo dell’acqua, raccolta attraverso delle vaschette e rimessa in circolo, tema oggi più che mai di grande attualità.

La seconda parte è quella che si trova all’interno del Museo, che va appunto scoperta visitando i due piani del percorso museale.

Come estrema sintesi dei lavori di Mambor possiamo dire che nelle sue opere resta sempre fondamentale l’elemento di interconnessione- tra gli elementi e lo spettatore-attraverso una asettica oggettività che gli permette di raccontare le proprie esperienze personali al pubblico senza che sia la connotazione artistica a prevalere sul messaggio, risultato che l’artista otteneva anche utilizzando simboli universalmente conosciuti e familiari come strisce pedonali, segnali stradali e forme geometriche.

Altra nota caratteristica di alcune sue opere è la presenza di rebus da decodificare, espediente che gli permetteva di demandare a chi guarda l’opera la soluzione dello stesso, sempre all’insegna della interconnessione e del concetto di spettatore che deve vivere l’opera - come accade per le sculture esposte nella sala delle gigantografie, che vanno fisicamente attraversate."

I partecipanti sono stati poi accompagnati dall’Abate Donato e da Roberto Capitanio alla scoperta dei lavori di Renato Mambor esposti all’interno del museo abbaziale soffermandosi accanto a ciascuna opera per poterle ammirare con calma dedicando la giusta attenzione.

La mostra sarà visitabile fino al 30 ottobre negli orari di apertura del museo abbaziale.

A questo link la rivista d’Arte Artribune che ha inserito nel suo calendario online la mostra in Abbazia.
https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/renato-mambor-il-masso-inamovibile/

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604