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Ben Lhassine Kone Ben Lhassine Kone

Abidjan, l'Italia e la Vigor Perconti inseguendo il grande sogno. Miccio: «Frosinone, Kone ti conquisterà»

Roberto De Luca

DA "L'INCHIESTA DI SERA" DEL 4 AGOSTO

 

Io ce l’ho fatta”. Una frase che probabilmente avrà riecheggiato in modo ricorrente nella testa di Ben Lhassine Kone, pensando alla storia della prima parte della sua vita. Una vita iniziata il 14 marzo del 2000 in Costa d’Avorio. A quattordici anni è arrivato in Italia. Più precisamente, il giorno di Natale del 2015, raggiungendo insieme alla sorellina mamma Mariam che era già emigrata qualche tempo prima per fuggire dalla miseria e dalla povertà. Un viaggio tutt’altro che semplice, accompagnato però dalla forza di prendere in mano il proprio cammino e trasformarlo in un capolavoro senza mai smarrire l’entusiasmo. Spinto, soprattutto, dalla passione per il calcio. Lo sport che ad Abidjan praticava insieme ai suoi coetanei. Senza scarpe, scalzo, calpestando la terra di campi allestiti con porte arrangiate. Ma col sorriso e la semplicità di un bambino che voleva soltanto divertirsi

Miccio racconta - 
I calci a quella sfera che rotola Ben -neo acquisto del Frosinone in prestito con diritto di riscatto e contro-riscatto dal Torino- continua a darli anche nella Capitale. Col Certosa non scatta la scintilla, con la Vigor Perconti invece è amore a prima vista. Qui mette in mostra tutte le sue potenzialità, sprigionando talento e classe da vendere.

Kone e Miccio
Kone e Miccio

Caratteristiche innate, espresse soprattutto nella stagione 2016/17 ascoltando i preziosi consigli di Luigi Miccio, suo allenatore dell’epoca: «Ricordo - ha affermato il mister alla nostra redazione - che a luglio del 2016 ho avuto il primo contatto diretto con lui ed il resto dell’organico. L’impressione immediata è stata quella di avere davanti un ragazzo bisognoso di attenzioni. Un elemento forte che, però, necessitava di essere coccolato. Le doti tecniche in lui insite, al tempo stesso, si sono palesate con evidenza immediata». Con un aspetto interiore, in particolare, a destare stupore: «Mi ha sorpreso tantissimo la determinazione mediante la quale affrontava gli allenamenti quotidiani. E fidatevi che, specie a quell’età, non è scontata come cosa. Ben, invece, voleva diffondere un messaggio ben chiaro e incentrato sul raggiungimento di un grande obiettivo: diventare un giocatore professionista».

Vittorie e delusioni - 
Quell’anno per il giovane ivoriano si rivela fantastico. Prestazioni sontuose, sciorinate ovunque con incantevole brillantezza: «Il nostro modulo attuato era un 4-3-3, Ben faceva la punta centrale. Un attaccante che potremmo definire atipico perché non dava profondità garantendo una ricezione del pallone sulla corsa, bensì era più da palla addosso. Amava venire sulla trequarti a legare il gioco, pronto a costruirsi lo spazio sia per dialogare con i compagni che per andare alla conclusione. Lo strapotere fisico era incredibile, sia nei duelli individuali che spalle alla porta. Poco cambiava, l’apporto da lui fornito si è poi rivelato decisivo». I risultati di squadra, conseguiti grazie ad una rosa ben amalgamata, rivestono un ruolo eloquente. La sconfitta incassata in semifinale nella Final Six per l’assegnazione del titolo di Campione d’Italia della categoria Allievi Élite contro la San Michele Cattolica Virtus si è rivelata cocente, ma a precederla è stato il successo nella finalissima regionale con la Nuova Tor Tre Teste. 3-1 l’esito dell’ultimo atto, deciso dalle giocate di un Kone scatenato: «Quella vittoria ha portato la sua firma, visto che è stato l’autore della tripletta che ci ha regalato la Coppa. Tre gol di diversa fattura, uno dei quali realizzato direttamente da centrocampo».

Foto Fb Polisportiva Vigor Perconti con Kone presente
Foto Fb Polisportiva Vigor Perconti con Kone presente

Coraggio e personalità di un predestinato, sicuro di sé come testimoniato da un curioso aneddoto: «Prima degli allenamenti - ha rivelato Miccio - lo andavo a prendere a casa e un giorno ci ha superato il pulmino della Nuova Tor Tre Teste. Mancava poco alla fine della stagione, io gli ho detto: “Ben, questi so’ forti”. Lui è rimasto 5 secondi in silenzio e poi ha risposto: “Mister, tranquillo. Abbiamo già vinto“. Ci aveva visto lungo». 

Le qualità - 
Prove di enorme spessore che portano ad un avvincente duello di mercato fra Lazio e Torino. Alla fine la spuntano i granata ed è all’ombra della Mole che le ambizioni acquisiscono una forma sempre più concreta. Protagonista nella Primavera (vince la Coppa Italia nel 2017-2018 e la Supercoppa 2018), poi i due anni in prestito a Cosenza e il trasferimento a titolo temporaneo al Crotone. L’evoluzione dal punto di vista tattico, oltreché tecnico, ha subito una netta accelerata: «Con Coppitelli - ha sottolineato Miccio - ritengo che Ben abbia avuto la sua mutazione più interessante. Con noi negli Allievi faceva la punta centrale, ma sostanzialmente parliamo di un calciatore che preferisce agire guardando la porta avversaria. Trequartista o mezzala, questa è la doppia collocazione nel rettangolo verde con la seconda, a mio avviso, maggiormente appropriata perché si tratta di un elemento dotato di capacità fisiche importanti. E’ esplosivo, riesce a coprire ampi spazi di campo e può diventare determinante se riesce ad arrivare fronte alla porta in zona rifinitura». Una mezzala sia in un 4-3-3 che in un 3-5-2, dunque, nonostante ultimamente sia stato schierato davanti alla difesa come centrocampista centrale: «Può farlo senza problemi perché ha le necessarie qualità. Certamente a Frosinone sapranno trovargli la posizione più giusta, tenendo a mente l’importanza degli equilibri di squadra». 

Kone con la maglia del Torino
Kone con la maglia del Torino

Il carattere e il sogno - 
Facendo leva su aspetti caratteriali degni di nota: «Lui è un buono, ha grandi sentimenti e ama donare affetto. Alle spalle, purtroppo, ha un vissuto tutt’altro che facile e questo lo ha portato ad apprezzare ogni singola cosa. In questi anni, naturalmente, è maturato. Ricordo che era molto permaloso perché ci teneva tantissimo alla propria crescita. Adesso è diventato papà, ha una compagna di vita con cui cammina fianco a fianco insieme a sua mamma e sua sorella. Sta diventando pian piano un uomo e questa serenità sono sicuro che riuscirà a tradursi anche sul campo». Consapevole di essere giunto ad un momento cruciale della carriera: «Il Frosinone è arrivato nel periodo giusto. Quella giallazzurra è una realtà che fa della linea verde una delle sue prerogative programmatiche. La competitività passa attraverso l’impiego e la valorizzazione di giovani di valore, Ben è un ragazzo che ama le sfide e contesto migliore per garantire continuità al suo percorso di crescita non avrebbe potuto trovare». Sognando il boato del “Benito Stirpe” ad una marcatura siglata o ad un assist pennellato, Kone è pronto a trascinare il Leone. 

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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