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Haoudi in azione (foto acmonza.com) Haoudi in azione (foto acmonza.com)

Monza-Frosinone, il focus: duttilità tattica, talento e coraggio per un ko che non pesa

Roberto De Luca

 

Applausi e rammarico. Queste le componenti imperanti in casa Frosinone dopo il 3-2 di ieri sera dell’U-Power Stadium con il Monza. Una sconfitta che ha sancito l’eliminazione dalla Coppa Italia dei giallazzurri ma che, dinanzi ad una prestazione così importante e densa di positività, non ha scalfito in alcun modo le fondamenta identitarie di un gruppo destinato a ritagliarsi un ruolo di rilievo nel prossimo campionato cadetto. Il doppio vantaggio dei brianzoli firmato Valoti-Caprari su rigore nel corso del primo tempo avrebbe steso chiunque, ma non i canarini che, nella ripresa, hanno riequilibrato il parziale sull’asse Haoudi-Kone guadagnandosi con merito l’opportunità di sognare per una mezz’ora abbondante. Gytkjær, però, a quasi 5’ dal triplice fischio ha guastato i programmi, suggellando il sofferto passaggio del turno dei biancorossi.

DUTTILITA' - Gli aspetti da cui poter ripartire con fiducia sono numerosi. In primis, le risposte ottenute da Fabio Grosso sul piano tattico hanno confermato ulteriormente il marchio della versatilità insita nell’organico allestito dalla società, in attesa di ulteriori rinforzi. Ieri i canarini sono scesi in campo col 4-2-3-1, senza mai smarrire la bussola sul piano dei principi su cui si fonda il percorso intrapreso. Il che, tradotto, vuol dire rimanere alti e provare a prendere in avanti gli avversari con coraggio, senza abbassarsi troppo. Farlo con il Monza di Stroppa, formazione molto dedita alla costruzione dal basso, non era compito semplice. Eppure Lucioni e soci, nonostante le ingenuità commesse nel primo tempo in occasione dei due rigori concessi ai rivali, hanno sciorinato un’ottima prova sotto questo punto di vista.

Fabio Grosso (foto Fb Frosinone Calcio)
Fabio Grosso (foto Fb Frosinone Calcio)

I DATI POST MATCH, BRILLA HAOUDI - Lo certificano i dati, nonostante il possesso palla ampiamente favorevole ai lombardi (66%) possa fuorviare. Il 37% delle azioni, infatti, si è sviluppato dalla loro trequarti in poi (il 42% a centrocampo ed il 27% in quella del Frosinone). Un valore eloquente, utile a giustificare ed a validare i 14 tiri totali prodotti dal Leone, a differenza dei 10 scagliati dal Monza. Detto ciò, sul piano individuale Haoudi è stato senza alcun dubbio il migliore in campo, al di là della prima marcatura in giallazzurro realizzata. Sempre presente nel creare gioco tra le linee, ha svariato con abilità su tutto il fronte offensivo riversandosi specialmente a sinistra, nonostante sia partito centralmente da vero e proprio rifinitore, per non dare punti di riferimento alla retroguardia rivale. Il suo talento cristallino continua a brillare sulla scia dell’ottimo pre-campionato disputato. Molto bene il neo arrivato Kone, calciatore che abbina qualità e quantità, dotato di una grande corsa e in grado di coprire ampi spazi di campo. La mancanza di lucidità palesata nel momento dell’intervento che ha portato al primo rigore per il Monza rappresenta il vero step di crescita che lo attende per un futuro ricco di successi e soddisfazioni.

Boloca in azione con Haoudi sullo sfondo (foto acmonza.com)
Boloca in azione con Haoudi sullo sfondo (foto acmonza.com)

ALTRI ASPETTI TATTICI - Caratteristica immutata rispetto alla passata stagione è quella del coinvolgimento dei terzini nello sviluppo della manovra. Cotali e Oyono, non a caso, sono i due giocatori che hanno toccato il maggior numero di palloni (53 e 51). Più bloccata la partita del primo, riservata principalmente alla fase difensiva, leggermente più offensiva la gara del gabonese, macchiata dal fallo commesso nel secondo rigore, anche se i 3 cross complessivi messi in atto certificano una certa difficoltà nel riuscire ad arrivare sul fondo. Chi ha evidenziato ordine è stato Boloca nelle vesti di play, intelligente nel dettare i tempi per la risalita del campo con il palleggio: 45 tocchi totali e 94,3% di precisione nei passaggi i numeri di un calciatore che, in quel ruolo specifico, ha margini di crescita importanti. Da rivedere la prova di Moro, poco presente nel gioco (24 tocchi della sfera) e in zona conclusione, ma in generale è un Frosinone che è uscito a testa altissima dalla competizione tricolore. E ora nel mirino c’è il Modena, domenica si parte con l’esordio in campionato.  

 

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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