L'Inchiesta Quotidiano OnLine

Il punto e gli scenari. La risposta debole dei sindaci del Cassinate a decenni di marginalità

Di fronte a problemi territoriali enormi - a partire dal plumbeo futuro dello stabilimento auto di Piedimonte in mani francesi, per proseguire con la sanità territoriale che non salva vite ma punta solo a trasferirle in strutture più attrezzate o la terrificante catena di lutti lungo la superstrada (solo di nome) che collega a Formia, infrastruttura dimenticata da decenni, o ancora il disastro dell’area industriale - distretto auto, dove gli unici eventi che si ricordino sono stati i lampioni accesi davanti alla Fiat con 48 anni di ritardo e la depurazione fallimentare che alimenta le cronache anche giudiziarie, per non parlare di rifiuti e inquinamento - i sindaci del territorio non trovano la capacità concreta di coalizzarsi e far fronte unico nel segno di interessi veri del Cassinate. Interessi che sono da cinquan’anni gli stessi e conseguenti in gran parte alla marginalità che il modello di governance longitudinale, con le vecchie e immarcescibili province che andrebbero definitivamente superate in favore di un modello di aree vaste omogenee, continua a penalizzare e appesantire il destino del sud. Tanto della provincia di Frosinone quanto di quella di Latina. Insomma la trasversalità - sono purtroppo decenni che L’inchiesta lo sostiene - è l’unica possibilità di risollevare il Cassinate come il Golfo. Ma resta lontana dall’attenzione della politica, se non fosse stato per la fortunata delimitazione della circoscrizione giudiziaria e per la forzata scelta di collegio uninominale con Terracina conseguente alla riduzione di parlamentari.  

Temi sostenuti con argomentazioni serissime dal sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco, in queste settimane più che mai scatenato sul rischio concreto che il Cassinate resti privo di rappresentanti in Parlamento. Questioni ampiamente affrontate nel recente passato dal primo cittadino di Aquino, Libero Mazzaroppi, anche spesso sulle nostre colonne. Questioni in parte riecheggiate anche nella polemica portata avanti dal sindaco di Cassino, Enzo Salera, contro la conduzione provinciale dei dem: una gestione frusinate culminata nel capolavoro dell’ennesima richiesta di candidatura a vantaggio del pluridecorato Francesco De Angelis. Di fronte ad un simile disastro si immaginerebbero risposte corali e ben superiori a qualsiasi appartenenza partitica o di schieramento, per dare una risposta forte e inequivocabile a quanti continuano a ricacciare in posizioni di rincalzo il sud Lazio e marcatamente quella che dovrebbe essere la sua città capofila, Cassino. Fatto sta che l’unica cosa che ci si è inventati è la richiesta di candidatura del sindaco di Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sergio Messore. Amministratore locale e persona rispettabilissima ma non certo designata al termine di un confronto e con tanto di delibera e votazione conclusive della Consulta dei sindaci. Niente di tutto questo.

Messore viene fuori dalla chat dei primi cittadini e dovrebbe essere schierato all’uninominale nel collegio Terracina-Cassino. Praticamente nulle le possibilità di elezione e poche anche quelle di poter fare bella figura. Non avranno problemi il Pd di Frosinone e quello di Latina a cedere ai cassinati un collegio blindato per il centrodestra e proibitivo per chiunque altro. In pratica s’è preso atto della disponibilità di Messore a candidarsi e la si è comunicata al partito romano. Tutto qua. Questa è la risposta cassinate all’ulteriore schiaffo di un De Angelis che oltre al Consorzio Industriale Unico vuole anche un bel posto a Montecitorio, del resto in Europa c’era stato così come alla Pisana. La questione sottovalutata attiene al “ponte” che di fatto viene lanciato tra Cassino, Formia, Gaeta e Terracina: uno sbocco del tutto fortuito, inatteso ma di grande valore se dal cassinate lo si pendesse sul serio e non come un’eccezione al tema “funesto” della provincia di Frosinone. Una occasione anche per Formia, Gaeta e Fondi perché tra entroterra e Golfo le possibilità e necessità di integrazione sono tante e non ci sono questioni che possono porre i territori in competizione tra di loro (come accaduto nei casi interporto, aeroporto, alta velocità, tanto per dire).

C’è necessità di integrazione sanitaria col nascente policlinico del Golfo: un’Asl trasversale proprio come quella che immaginava Giuseppe Gentile nei decenni addietro diventa una possibilità per salvare la pelle anche per quanti abitano nelle nostre zone. Le infrastrutture stradali e ferroviarie tra nodo di interscambio di Piedimonte, portualità commerciale e turistica e Mof di Fondi. I collegamenti tra centri produttivi, il turismo; lo sviluppo di un’immensa area archeologica tra Casinum, Aquinum, Interamna Lirenas, Minturnae, Formia, Sperlonga. E’ uno sprazzo per capire che ci si può agganciare ad uno sviluppo anche a prescindere da quel che faranno i francesi di Stellantis. C’è bisogno di una governance territoriale diversa, proprio quella indicata da Sacco e Mazzaroppi, basata su un nuovo manifesto di sviluppo, da impostare e condividere con le città del Golfo. Un disegno che resta incredibilmente lo stesso da decenni. Stavolta ne parla qualcuno in più. Anche se il dibattito resta distante dalla grande opinione pubblica e oscurato dai tanti che hanno sempre e solo l’interesse a mantenere le cose proprio come stanno oggi. 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604