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Cassino, sindaco Salera e gonfalone a Sant'Anna di Stazzema per il 78° anniversario della strage

Accogliendo l’invito di Maurizio Verona, sindaco di Sant’Anna di Stazzema, questa mattina, Enzo Salera, con il gonfalone della città di Cassino, ha partecipato alla cerimonia di commemorazione del 78° anniversario della strage compiuta nella cittadina toscana nel lontano 1944 dai nazifascisti.

Il gonfalone di Cassino, città decorata di medaglia d’oro al valore militare, è stato dunque presente assieme a quelli di tanti altri Comuni italiani alla toccante cerimonia che si è svolta al monumento “Ossario Sacrario” ove è stata poi inaugurata la mostra “Colori per la Pace”.

Molte le autorità, tra cui il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, la sindaca di Marzabotto che ha tenuto l’orazione, il rappresentante  dell’associazione “Martiri di Sant’Anna”, e tanti sindaci soprattutto della Toscana, dell’Emilia- Romagna, della Liguria.

Il Sindaco di Cassino ha voluto essere presente anche in questa occasione (la precedente fu nel 2019) per partecipare la vicinanza della nostra città agli abitanti di Sant’Anna di Stazzema, città come la nostra vittima, nel 1944, di un triste destino.  “Non ho esitato un attimo ad accogliere l’invito del collega Maurizio Verona – ha detto Enzo Salera – La città di Cassino, per la sua storia, la sensibilità dei suoi cittadini, il senso del dovere quando si celebra il ricordo di vittime innocenti, non potrà mai sentirsi estranea a cerimonie così toccanti e significative. Son contento per l’apprezzamento sincero mostratoci per la nostra presenza. La distruzione di Cassino e della nostra Abbazia è ben conosciuta anche da queste parti”.

Un momento della cerimonia è stato riservato alla sottoscrizione del protocollo d’intesa per la costituzione della Rete dei Comuni Toscani teatro di stragi ed eccidi nazifascisti.

L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema è stato un crimine di guerra compito dai tedeschi. All’alba  del 12 agosto 1944 reparti circondarono l’abitato di Sant’Anna, una frazione di Stazzema, provincia di Lucca, nonostante agli inizi del mese la zona fosse stata dichiarata “zona bianca” dagli stessi tedeschi. In poco più di tre ore furono massacrati 560 civili, tra cui molti bambini.

Come sarà poi accertato dalla Magistratura italiana non si trattò  di rappresaglia in risposta ad una azione del nemico, ma di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione e soggiogarla con il terrore. L’obiettivo era di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.

I nazisti rastrellarono i civili, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra, bombe a mano, colpi di rivoltella ed altre modalità di stampo terroristico. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva solo 20 giorni. Gravemente ferita, la rinvenne agonizzante la sorella maggiore Cesira (medaglia d’oro al merito civile) miracolosamente superstite, tra le braccia della madre ormai morta. Morirà pochi giorni dopo nell’ospedale di Valdicastello. Infine, incendi appiccati a più riprese causarono ulteriori danni a cose e persone.

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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